Trail Me Up – lo Street View di parchi e sentieri

Il progetto, decisamente ambizioso, è nato quasi per gioco durante un viaggio nella Patagonia argentina dal desiderio di far rivivere a più persone possibile le bellezze di quei territori.

Il progetto, decisamente ambizioso, è nato quasi per gioco durante un viaggio nella Patagonia argentina dal desiderio di far rivivere a più persone possibile le bellezze di quei territori.

E come farlo, se non fotografando e mappando i grandi parchi (degli Stati Uniti e dell’Africa) per mostrarli a chi non li può raggiungere in versione live?
Deve aver pensato più o meno questo il giovane geologo e ricercatore italiano del CNR Fabio Zaffagnini. Così, è nato Trail me Up una sorta di Streetview dei sentieri di montagna, per intenderci.

E, soprattutto, un progetto tutto italiano, che ha visto la luce nel febbraio 2012 e che ora sta avendo un successo inaspettato, forse anche grazie al team che lo ha creato. Sono infatti altri cinque, oltre a Fabio Zaffagnini, i responsabili di Trail Me Up, tutti giovanissimi, tra i 25 e i 29 anni. «Il progetto è nato nel marzo del 2011 di ritorno da un viaggio in Argentina – racconta Fabio Zaffagnini – A me piace camminare e, una volta tornato in Italia, mentre facevo vedere le foto ai miei amici, mi sono detto: sarebbe bello se Street View fosse andato anche in mezzo alle montagne. Ho cercato in rete ma non c’era nulla, per cui ho deciso di farlo io».

Per più di un anno il team si è praticamente barricato in casa, dedicando al progetto ogni istante libero. Dopo aver consultato forum e tutorial in rete, chiesto aiuto ad amici elettronici, meccanici, ingegneri ed elettricisti, è stato sviluppato e realizzato il prototipo di acquisizione, scritto il codice di elaborazione dati e realizzato il sito web.
Poi è venuto il bello, l’acquisizione del materiale, raccolto nei parchi di Yosemite, Zion, Bryce e Vermillion Cliffs negli Stati Uniti, tra le tribu nel Sud dell’Etiopia, in Cappadocia e in Tanzania.

Ma come funziona Trail me Up? Lo strumento di acquisizione è composto da cinque fotocamere sincronizzate, un GPS ed un sistema di alimentazione esterno, il tutto inserito all’interno di uno zaino e sorretto da una struttura in alluminio.
Durante il percorso, l’operatore scatta una foto ogni 20-30 m e registra la posizione. In fase di post-processing, le immagini sono georeferenziate ed elaborate in modo da formare le panoramiche a 360°.
Una volta pronte, le panoramiche sono elaborate da un software che genera l’ambiente virtuale.
Attraverso il sito web è possibile proporsi come “pano-fotografo”: una volta appurati i requisiti di affidabilità del proponente e la validità dell’idea, il team di Trail Me Up invia in prestito lo zaino ed attende di ricevere il materiale fotografico.
Il progetto di Trail Me Up è innovativo e completamente autofinanziato (ha vinto numerosi bandi pubblici: certo, il nuovo strumento di Google, Street View Trekker, lanciato nell’ottobre scorso con le immagini del Grand Canyon, non sarà un avversario facile per questi giovani amanti del trekking e dei viaggi, ma Trail Me Up sembra avere tutte le carte in regola per andare molto lontano.