Eataly New York

Eataly, mangiare sano spendendo il giusto

Oscar Farinetti è il fondatore di Eataly, la prima catena di supermercati al mondo dedicata ai cibi di qualità.
Piemontese purosangue, suo padre faceva la pasta, il nonno era un mugnaio e lui ama raccontare di essere nato e cresciuto in mezzo ai sacchi di semola.

Oscar Farinetti è il fondatore di Eataly, la prima catena di supermercati al mondo dedicata ai cibi di qualità.
Piemontese purosangue, suo padre faceva la pasta, il nonno era un mugnaio e lui ama raccontare di essere nato e cresciuto in mezzo ai sacchi di semola.

Passione per il cibo, sete di conoscenza e la capacità di tramutare in realtà le utopie, ecco Oscar Farinetti.

A partire da Unieuro, che l’uomo della fortuna venuto da Alba trasformò nel primo gruppo italiano di elettrodomestici, venduti come fossero la materializzazione di piccoli sogni quotidiani e non semplici oggetti da accumulare.

Fino al giorno, il 26 gennaio 2007, in cui inaugurò il primo Eataly a Torino: la passione per il cibo era pronta per la rivoluzione, un’altra utopia stava diventando realtà.
Alla base di questa apertura, la volontà di dimostrare che ci si può nutrire ogni giorno con cibi di alta qualità, spendendo poco di più di un normale supermercato; smentire l’assunto secondo il quale i prodotti di qualità possono essere a disposizione solo di una ristretta cerchia di privilegiati, perchè spesso cari o difficilmente reperibili.
Fu subito un successo. Ancora una volta Farinetti era riuscito a percepire ciò che molti, tanti desideravano, a dare corpo tangibile a un desiderio: la democratizzazione della qualità, la voglia di conoscere ciò che si mangia e di sceglierlo con cura.
L’iniziativa convinse i piemontesi per primi, ma era solo l’inizio.
Dopo Eataly all’ombra della Mole Antonelliana, ecco quelli di Milano, Bologna, Pinerolo, poi anche tre Eataly a Tokyo, nel 2010 a New York e poi Roma e Bari che sarà la prossima apertura.
Sembra una storia infinita e a scriverla, oggi, sono soprattutto i figli di Farinetti: Francesco, 29 anni, amministratore delegato del complesso di Torino insieme con Luca Baffigo, e Nicola, 25 anni, alla guida di Eataly Bologna. Andrea studia enologia. Il presidente è lui, Oscar.

Il marchio Eataly riunisce oggi un gruppo di piccole aziende che operano nei diversi comparti del settore enogastronomico: dalla celebre pasta di grano duro di Gragnano, alla pasta all’uovo langarola, dall’acqua delle Alpi Marittime piemontesi al vino piemontese e veneto, dall’olio della riviera di Ponente ligure alla carne bovina piemontese, e ancora salumi e formaggi della tradizione piemontese italiana, frutta e verdura rigorosamente di stagione.

Il meglio delle produzioni artigianali a prezzi abbordabili, riducendo all’osso la catena distributiva dei prodotti e creando un rapporto di contatto diretto tra il produttore e il distributore finale, eliminando i vari anelli intermedi della catena.

L’obiettivo è quello di incrementare la percentuale di persone che si alimentano con consapevolezza, scegliendo prodotti di prima qualità e dedicando particolare attenzione alla provenienza e alla lavorazione delle materie prime.
Dall’individuazione dei produttori di eccellenza, al reperimento delle migliori materie prime disponibili sul territorio, Eataly segue un percorso fatto di rispetto della tradizione e di educazione su un modo di alimentarsi “sano, pulito e giusto”, come appreso da Slow Food, che tra l’altro svolge nei confronti di Eataly il ruolo di consulente strategico, verificando che la qualità dei prodotti sia sempre all’altezza delle promesse.

La filosofia di Eataly è triplice: puoi comprare i prodotti da consumare a casa, puoi fermarti a mangiare qualcosa e puoi seguire corsi di cucina, degustazioni, corsi sulla corretta conservazione dei cibi, corsi per i più piccoli. Soprattutto la parte legata alla didattica è importante, perché racchiude in sé la vera rivoluzione di Eataly, ovvero formare consumatori consapevoli e muovere le sane leve del gusto e del godimento che rendono l’essere umano più appagato.

Eataly, quando il cibo di stile fa la felicità.