Tiziano in mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma

Si è aperta il 5 marzo e si concluderà il 16 giugno 2013, la grande retrospettiva dedicata a Tiziano presso le Scuderie del Quirinale di Roma.

Si è aperta il 5 marzo e si concluderà il 16 giugno 2013, la grande retrospettiva dedicata a Tiziano presso le Scuderie del Quirinale di Roma.

Una mostra che vuole concludere, idealmente, l’ampio percorso di rilettura della pittura veneziana e di riflessione sul ruolo avuto nel rinnovamento della cultura italiana ed europea.
E chi meglio di Tiziano Vecellio incarna quest’idea? Di gran lunga il più grande e famoso artista veneziano nell’Europa cinquecentesca, il rivoluzionario Tiziano seppe trasformare l’idea stessa di ritratto, consegnando alla gloria eterna gli uomini più potenti del tempo immortalati sulle sue tele in bilico tra grandezza e caduta, tra luce e ombra. Tiziano incarnò la rivoluzione e il trionfo del colore anche nelle grandi pale d’altare, portando la gloria della pittura italiana, anzi veneziana, oltre i confini dell’Italia.

A questo maestro indiscusso che conteneva "la grandezza e la terribilità di Michelangelo, le piacevolezze e venustà di Raffaello, ed il colorito proprio della natura", secondo l’immagine del poligrafo contemporaneo Ludovico Dolce suo grande estimatore, le Scuderie del Quirinale di Roma dedicano questo appuntamento che attraversa il Cinquecento insieme a 40 capolavori provenienti da Venezia, Berlino, Madrid, Urbino, Bergamo e Firenze.
In mostra alcune delle opere più famose del pittore, come Il Concerto e la Bella di Palazzo Pitti, la Flora degli Uffizi, la Pala Gozzi di Ancona, la Danae di Capodimonte, il Carlo V con il cane e l’Autoritratto del Prado o lo Scorticamento di Marsia di Kromeriz.

Visitare la mostra è come ripercorrere i tratti salienti dell’ascesa inarrestabile del grande artista e dell’uomo Tiziano: dagli esordi veneziani nelle botteghe di Giovanni Bellini e Giorgione all’autonomia acquisita con le grandi tele per i dogi, gli Este e i Della Rovere fino ad arrivare alle committenze imperiali di Carlo V e poi del figlio Filippo II.
Decennio dopo decennio, la folgorante carriera di Tiziano è rappresentata con sapienza, seguendo l’evoluzione della sua pennellata capace di travalicare i limiti della contemporaneità e di diventare fondamento della “civiltà pittorica occidentale che dal Rubens al Velázquez si conclude con l’avvento del cubismo”, come scrisse Rodolfo Pallucchini nel 1969.
Attraverso i confronti iconografici il pubblico riesce a percepire la novità d’impostazione e la grammatica compositiva di Tiziano, in un percorso espositivo intelligente e ambizioso che, grazie al sostegno e ai prestiti delle massime istituzioni museali italiane e straniere, ridona luce all’eccezionalità dell’arte del maestro veneziano.