Oscar 2013: ecco i vincitori

Mentre in Italia gli elettori del giorno dopo dormivano sogni poco tranquilli assillati dal dubbio delle votazioni, in America si celebrava ben più lieto e mondano evento: la premiazione degli Oscar.

Mentre in Italia gli elettori del giorno dopo dormivano sogni poco tranquilli assillati dal dubbio delle votazioni, in America si celebrava ben più lieto e mondano evento: la premiazione degli Oscar.

L’85esima edizione degli Academy Awards, i premi Oscar 2013, sono state in gran parte vittorie annunciate. 

Daniel Day-Lewis, sempre ricordato per la sua interpretazione ne L’ultimo dei Mohicani, con Lincoln riceve il premio come miglior attore.
E’ il suo terzo premio Oscar come migliore attore, dopo quello del 1989 (Il mio piede sinistro), il ritiro dalle scene dal 1997 al 2001 (per un periodo fece l’apprendista calzolaio a Firenze), e l’Oscar del 2007 (Il petroliere).

A Tarantino va l’Oscar come migliore sceneggiatura originale per Django Unchained e alla sua scoperta, l’attore austriaco Christoph Waltz, il riconoscimento come miglior attore non protagonista, per la seconda volta dopo Inglorius Basterds, sempre di Tarantino.

La bella Jennifer Lawrence, per la sua interpretazione nel film Silver Linings Playbook (tradotto come Il lato positivo), riceve l’Oscar come migliore attrice e per l’emozione inciampa nel suo abito da favola al momento di ritirare la statuetta.

Miglior regia, miglior fotografia, effetti speciali e colonna sonora vanno tutti ad Ang Lee e il suo Vita di P.

La novità, per una giuria generalmente conservatrice e con la tendenza a confermare più che a sorprendere con le sue assegnazioni, è stata la premiazione di Argo.
Ben Affleck, alla sua terza prova da regista, riceve l’Oscar come miglior film, premiazione annunciata in una straordinaria diretta televisiva niente di meno che dalla first lady Michelle Obama.
Argo, basato su una storia realmente accaduta, racconta la missione della CIA organizzata per riportare in patria sei cittadini statunitensi sfuggiti all’assalto dell’ambasciata americana a Teheran da parte di un gruppo di rivoluzionari iraniani nel 1979.

Con l’aiuto di una vera produzione hollywoodiana, la CIA inscenò la realizzazione di un film di fantascienza in territorio iraniano, in modo da poter ottenere dal Ministero della Cultura il permesso di entrare e uscire dal paese liberamente. Argo di Ben Affleck prende il nome proprio da quel finto film che permise di salvare i cittadini americani facendoli passare per maestranze cinematografiche.