Mar Morto, tra mito e salute

Seicentocinquanta chilometri quadrati è la superficie di un mare decisamente particolare. Situato geograficamente sul confine tra Israele e Giordania, il Mar Morto racconta una storia millenaria e ancora oggi in grado di affascinare ogni visitatore.

Seicentocinquanta chilometri quadrati è la superficie di un mare decisamente particolare. Situato geograficamente sul confine tra Israele e Giordania, il Mar Morto racconta una storia millenaria e ancora oggi in grado di affascinare ogni visitatore.

(foto di Armando Lodi)

Le storie e la fantasia rispetto al nome di questo bacino acquifero sono centinaia, ma la verità che porta alla sua denominazione con la poco invitante aggettivazione di Morto è la forte concentrazione di minerali che rendono l’ambiente invivibile a qualsiasi pesce e crostaceo abitanti dei mari e delle acque oceaniche (le oasi che si trovano all’interno del bacino danno però accoglienza a 90 specie di uccelli, 25 specie di rettili ed anfibi, 24 mammiferi e oltre 400 specie di piante).
In queste acque quindi non è possibile fare snorkeling o vedere barriere coralline incontaminate, ma è il solo posto dove potrete sdraiarvi sulla superficie dell’acqua e leggere il vostro giornale mattutino.

Questo fenomeno è dovuto alla forte concentrazione salina, pari al 30% in più dell’acqua marittima (la causa di questa alta concentrazione deriva dalla consistente evaporazione delle acque portate dal fiume Giordano e da altri piccoli immissari).
Ma oltre a questa particolare esperienza cosa può fare per il nostro benessere il Yam HaMelah (“mare di sale”, in ebraico)?

Se normalmente non vediamo l’ora che arrivi la bella stagione per immergerci nell’acqua di mare ricca di sali minerali che apportano al nostro corpo e alle nostre articolazioni grandi benefici e che fanno risplendere la nostra pelle, allora è arrivato il momento di visitare l’antica terra di Gesù e soffermarci qualche giorno in uno degli attrezzati hotel presenti sulle sponde del Mar Morto.

Quindi non solo la concentrazione salina, ma anche la presenza 20 volte superiore di bromo, 15 volte superiore di magnesio e ben 10 volte superiori di iodio rende questo bacino lo stabilimento termale naturale più grande del mondo.

Il bromo ha la qualità di distendere i nervi tesi dallo stress quotidiano, il magnesio cura le allergie della pelle e libera le vie respiratorie e lo iodio favorisce alcune funzioni ghiandolari, in più l’aria della zona è estremamente secca e contiene il 10% di ossigeno in più rispetto a quello che si respira a livello del mare (ricordiamo che il Mar Morto si trova a 411 metri sotto il livello del mare).

Tutti questi fattori uniti anche alla mancanza di inquinamento (ci troviamo al centro di un deserto roccioso) e la bassa altitudine favoriscono il metabolismo ed esercitano un effetto tonificante.
Il centro più vicino alle coste del Mar Morto è Ein Gedi dove potrete trovare alcuni degli stabilimenti meglio attrezzati di tutta la regione.

Vi consigliamo di sfruttare al massimo il tempo trascorso in questa area e non farsi mancare i trattamenti offerti da uno degli stabilimenti dotati di piscine, sauna, bagno turco, attrezzi per il fitness e una vasta gamma di trattamenti per il corpo.
Ein Bokek è uno dei più lussuosi hotel presenti in zona e che vi offrirà tutti i servizi appena elencati, in alternativa vi consigliamo di prendere alloggio in uno dei kibbutz che potrete trovare a qualche chilometro dalle coste e dagli stabilimenti termali, ma in questo caso vi consigliamo di affittare un’auto per evitare le lunghe attese dei mezzi pubblici israeliani.

Nella regione del Mar Morto è possibile anche passare la frontiera verso la vicina Giordania e poter godere con una gita di almeno tre giorni degli splendidi scavi archeologici di Petra. Una passeggiata a piedi o a dorso di mulo per le rovine dell’antichissima civiltà dei Nabatei che vi regalerà suggestivi scorci delle terre medio orientali e della loro storia.
Veronica Bernardi