Tra Lirica e Storia: l’Arena di Verona

Arte e Cultura: unione inscindibile se si parla di turismo italiano. Alla ricerca di una specifica evoluzione di questo binomio in direzione dell’espressione musicale, siamo andati all’Arena di Verona, nella città della Lirica.

Partiamo dall’inizio: l’Arena è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona, icona stessa della città veneta e sede da alcuni anni della più ricca e importante rassegna lirica del Paese.

Il Festival Lirico Arena di Verona nasce da un grande amore per la musica iniziato da Giovanni Zenatello (tenore veronese) e portato avanti oggi dalla Fondazione Arena.

Nell’estate del 1913, Giovanni Zenatello e l’impresario teatrale Ottone Rovato assunsero il rischio finanziario di promuovere in Arena una grandiosa manifestazione lirica per celebrare il centenario della nascita di Giuseppe Verdi.

Con la messa in scena di Aida, l’Arena di Verona divenne il più grande teatro lirico all’aperto del mondo, primato che tuttora mantiene. Da allora, l’organizzazione teatrale ha subito numerose trasformazioni fino al 1998, quando l’Ente Lirico si è trasformato in Fondazione di diritto privato, dando così vita all’attuale Fondazione Arena di Verona, attività non a scopo di lucro volta a sviluppare l’espressione artistica più importante della città, con l’obiettivo di migliorare la qualità degli spettacoli e la loro capacità attrattiva sul pubblico promuovendo l’educazione musicale della collettività.

L’Arena non è in questo caso solo location dove mettere in scena le più belle opere liriche, ma diventa anche personaggio e protagonista grazie alla sua storia controversa fin dalle origini. Sulla data di inaugurazione dell’anfiteatro, infatti, si hanno fonti diverse, anche se è dimostrato ad oggi che non può essere stato costruito dopo il I secolo.

La storia dell’Arena nell’antichità è per lo più sconosciuta, anche se si può trarre spunto da alcuni fatti che coinvolsero la città di Verona, a cominciare dalla guerra fra Vitellio e Vespasiano quando l’arena aveva finalità difensive (essendo prossima alle mura della città) e ludiche; fino a giungere all’affermazione del Cristianesimo quando i giochi gladiatori furono definitivamente abbandonati e l’Arena conobbe un periodo di abbandono.

Già in epoca medioevale, tuttavia, conobbe un nuovo periodo di interesse quando i Goti di Teodorico ne avviarono il restauro e la conseguente organizzazione di alcuni spettacoli.

Centinaia di anni ci dividono da quel momento e tante sono state le destinazioni d’uso di questo spazio, ma verso metà ‘800 sorsero nuove attività legate alla musica fino a giungere ai primi anni del secolo successivo, quando si tennero gli spettacoli più di successo.

L’Aida del 1913 aprì ufficialmente la stagione lirica in Arena. L’anfiteatro veronese divenne il più grande teatro lirico all’aperto del mondo e, con tale utilizzazione, venne salvata l’esigenza di conservare il carattere di ambiente per spettacoli popolari, tutelando allo stesso tempo la dignità del monumento.

Musica e spettacolo non sono quindi pratiche nuove per questo favoloso teatro all’aperto, la cui acustica viene ancora oggi elogiata dai più grandi architetti, e che quest’estate presenta al suo pubblico una stagione ricca di titoli importanti e grandi interpreti. Numerose date saranno dedicate all’Aida, e poi Don Giovanni, Carmen, Tosca, Romeo e Giulietta e Turandot.

Il calendario completo è disponibile sul sito della Fondazione Arena di Verona dove è anche possibile acquistare on-line i biglietti.

Buona lirica a tutti.

Veronica Bernardi