New York wedding

Le spose passanti e quella in ritardo di Urbino

Ho una passione per la fotografia di spose sconosciute, di passaggio nei miei viaggi. La prima volta è stato a Barcellona nell’estate del 2000.

Ho una passione per la fotografia di spose sconosciute, di passaggio nei miei viaggi. La prima volta è stato a Barcellona nell’estate del 2000.

Eravamo così giovani e sfacciate, che siamo andate a chiedere il riso ai parenti (senza parlare spagnolo) perché volevamo buttarle addosso un po’ di auguri e abbondanza pure noi.

Quest’anno a New York ho incontrato una sposa di colore con damigelle in abito verde. Era nervosissima e molto muscolosa, ho preferito fotografarla di nascosto.

Il massimo però è stato durante la gita d’aprile a Urbino. Comodamente seduta al tavolino del bar "Il Cortegiano", mi sono goduta tutto il ritardo della sposa.
All’inizio si è formato il primo crocchio di parenti, quelli puntualissimi, gli svizzeri delle Marche.

Puntuale è arrivato lo sposo, ha salutato gli amici più stretti, ha salutato i parenti ed è entrato in chiesa.

Si sono aggiunti dei turisti, in pantaloncini corti e macchina fotografica a tracolla. Hanno fatto qualche foto (anche loro).

Sono passati gli scout, una coda blu di simpatia e buone intenzioni.

Alla fine è passato anche il trenino, tutto colorato con a bordo i turisti per la visita della città.

 

Ma della sposa ancora nessuna traccia.

Lo sposo esce dalla chiesa e in una rapida metamorfosi si trasforma da giovane felice nell’immagine stereotipata dell’uomo nervoso.
Guarda l’orologio, fa sorrisi di circostanza, dice a denti stretti "si è persa, ahah!"
Quando vede il trenino, dice ancora "si è persa", stavolta meno sorridente e quasi scoraggiato.

E finalmente arriva lei.


Sposo ributtato in chiesa a manate dai parenti, sposa sale la scalinata con passo regale, quasi una Middleton di Urbino, mentre io commento a una turista scandinava (senza parlare svedese) che mi piace il voulant della scollatura sulla schiena (annuisce, chissà se ha capito).