Rimini, una città da leggere come un libro di storia

È possibile leggere una città come un libro di storia? Forse sì, ma la città in questione deve mettere a disposizione del turista-lettore i giusti mezzi per essere conosciuta.

È possibile leggere una città come un libro di storia? Forse sì, ma la città in questione deve mettere a disposizione del turista-lettore i giusti mezzi per essere conosciuta.


Rimini potrebbe essere un ottimo esempio per questo esperimento, anche se spesso la città è stata discriminata dalla sua fama decennale di “divertimentificio” d’Italia.

Iniziamo la nostra “lettura” della città partendo dalla grande civiltà cresciuta sul territorio oggi definito italiano: i Romani, che fecero di Rimini, o meglio di Ariminum, uno dei centri di maggior snodo viario. Ancora oggi Rimini racconta le sue origini in ogni angolo attraverso monumenti e siti che descrivono la città come una piccola Roma. L’Anfiteatro, Arco d’Augusto, Ponte di Tiberio sono solo alcuni dei monumenti che raccontano questa storia, ottimamente conservati e inglobati nella nuova città. Se l’epoca romana è quella che più vi appassiona, non potrete certo perdere la visita al recente sito archeologico nel centro storico. Gli scavi di piazza Ferrari sono iniziati nel 1989 in occasione della riqualificazione della piazza. Diciotto anni dopo è stato restituito alla città il prezioso complesso archeologico di cui l’elemento di maggior rilevanza è la Domus del chirurgo, risalente alla seconda metà del II secolo d.C. e che, in quel tempo, si affacciava direttamente sul mare.

Un altro importante sito da visitare per gli amanti del periodo romano è l’anfiteatro, eretto nel corso del II secolo d.C. e utilizzato essenzialmente per spettacoli di gladiatori. Riportato alla luce solo da pochi anni, dopo essere stato deposito delle macerie causate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, oggi l’anfiteatro ospita manifestazioni e spettacoli che possono fornire alternative di divertimento e culturali. Sono possibili anche visite guidate in luglio e agosto, ogni giovedì, e visite libere e gratuite rivolgendosi al Centro educativo CEIS.

Passeggiando per la città è facile girare le pagine della storia; arrivando in Piazza Cavour si viene catapultati immediatamente nel periodo medievale con i suoi contrasti. Perenne ridefinizione dei confini, infinite lotte tra Chiesa e Impero e cicliche investiture di importanti famiglie regnanti sono gli ingredienti che vengono raccontati dalle tante strutture presenti in città. Nel corso del XII secolo, Rimini divenne un libero comune e iniziò un periodo di intensa attività urbanistica ed edile. La sopracitata Piazza Cavour, chiamata allora Piazza del Comune, divenne il centro del potere civile, dove furono edificati il Palazzo dell’Arengo e il Palazzo del Podestà, ottimamente conservati e ancora in uso. L’antico Foro per secoli ospitò il mercato e, successivamente, tornei e giostre equestri. Poi, le lotte di potere tra le fazioni Guelfe e Ghibelline videro i primi prendere il potere grazie all’avvento della famiglia dei Malatesta da Verucchio, il cui capostipite fu Malatesta il Vecchio ricordato anche nella Divina Commedia di Dante.

La dinastia Malatesta, che dominò Rimini e la sua provincia dal 1295 al 1528, ebbe in Sigismondo Pandolfo Malatesta il suo massimo esponente. Salito al potere nel 1432, considerato dai suoi contemporanei come uno dei più audaci condottieri militari in Italia, Sigismondo si distinse anche come illustre e riconosciuto mecenate.

 

La costruzione di Castel Sismondo e del Tempio Malatestiano, realizzato con il contributo di artisti come Leon Battista Alberti, Matteo de’ Pasti, Agostino di Duccio e Piero della Francesca, ancora oggi è, sebbene incompleta, l’opera chiave del Rinascimento riminese e una delle architetture più significative del Quattrocento italiano in generale.

L’era moderna, il nuovo capitolo della storia di Rimini, si differenzia molto rispetto a quanto visto finora, ma è comunque capace di affascinare e rendere indiscussa, ancora una volta, l’importanza della città nella vita italiana.

La prima menzione di Rimini quale città balneare fu in ragione della presenza di una nobile dama irlandese, Elisabeth Kenney che vi passò 15 giorni nel 1790 apportando la novità delle terapie marittime in stile inglese. Da questa prima turista si aprì una lunghissima stagione di innovazioni turistiche: dalle cure talassoterapiche a una nuova visione ricreativa del mare fino al 1870, quando Rimini divenne modello per tutte le piattaforme marittime che dalla metà del secolo avevano dato vita alle spiagge di tutta Italia. René Gruau, Ugo Bertotti, Gianluigi Toccafondo, Milo Manara, Davide Eron Salvadei e ancor prima Marcello Dudovich, Adolfo Busi, Ugo Nespolo, Milton Glaser e altri celebri artisti hanno interpretato Rimini attraverso segni inconfondibili nella storia del costume italiano. Per navigare fra le opere di pittori, cartellonisti e illustratori che hanno divulgato le attrattive della Riviera dalla fine dell’Ottocento agli anni Cinquanta, si può visitare il museo virtuale dedicato alla storia del turismo www.balnea.net. Periodicamente vengono allestite presso il Museo della città delle esposizioni di collezioni private e non (per informazioni www.riminiturismo.it)

Nel ‘900 molti furono gli avvenimenti che resero famose Rimini e la sua provincia. Nel 1908 venne inaugurato il Grand Hotel, immortalato nelle più belle opere di Federico Fellini e ancora oggi in attività. La sontuosa struttura, che conta 200 stanze ed è circondata da bellissimi giardini inglesi, fu a lungo luogo d’incontro di personaggi di spicco dell’epoca. Nei successivi decenni Rimini divenne teatro non solo della vita mondana, ma delle attenzioni architettoniche di Benito Mussolini, allora Presidente del Consiglio. Opere di viabilità, colonie marittime, strutture alberghiere, il lungomare e l’aeroporto furono alcune tra le attività che Mussolini intraprese nella città e che ancora oggi ne descrivono il profilo. Le colonie marittime, presenti in grande numero, ospitano centri scolastici o sono state soggette di riqualificazioni importanti che rilanciano ancora una volta la città verso il suo avvenire.

L’era contemporanea tesa verso un futuro prossimo è sinonimo di tante incertezze economiche e di riposizionamento, ma non intacca la voglia di ricreare e riaggiornare una città che non finisce mai di raccontare se stessa e la storia che vi si respira. Grandi opere di costruzione e rinnovamento di vecchie strutture stanno ridisegnando i confini della città dando spazio a centri espositivi e fieristici, nuove e sontuose strutture alberghiere e una riqualificazione sempre più importante di quanto la città offre da sempre, ma che fino agli ultimi decenni spesso è stata tenuta nascosta al pubblico.

Qui terminiamo la lettura di questo bellissimo e ricco libro di storia, in attesa di poter raccontare nel futuro le evoluzioni della città e delle epoche che verranno.


Veronica Bernardi