Chef Massimo Bottura: tra cultura, passione e tanti sogni

La cucina di Massimo Bottura, cuoco e chef dell'Osteria Francescana di Modena, premiata con tre stelle Michelin, si può riassumere in tre semplici concetti (che di semplice, in realtà, hanno ben poco): cultura, passione e sogni.

Oltre alle tre stelle Michelin, l’Osteria Francescana di Massimo Bottura ha vinto il World’s 50 Best Restaurant Award di New York nel 2016, premio assegnato al miglior ristorante del mondo che, di conseguenza, lo incorona miglior chef dell'anno.

Massimo Bottura, classe 1962, è conosciuto per la sua grande cultura: una specie di chef intellettuale fiero della sua città natale, Modena, nella quale vive e dalla quale non ha intenzione di separarsi.

Massimo pensa che l’ingrediente essenziale della cucina sia proprio la cultura, quell’arma che permette di guardare verso il passato con un sentimento critico per imparare dagli errori: l’importante è rendersi conto di dove si è arrivati, senza soffermarsi nostalgicamente sul passato, e capire dove si vuole arrivare, guardando al futuro per realizzare i propri obiettivi.

Alla base della filosofia culinaria dello chef modenese ci sono qualità dei prodotti e tanta passione per la professione, ma anche un durissimo lavoro: il segreto del successo dell’Osteria è, infatti, la quotidianità; fondamentale soprattutto rimanere con i piedi per terra in modo da essere un esempio per i propri collaboratori.

Non condivide, Massimo, l’approccio aggressivo che si vede spesso nei cooking show televisivi, perché se cucinare deve essere un atto creativo, l’obiettivo è quello di creare e vivere una famiglia con questo grande atto d’amore che è la cucina.

È proprio la creatività il cuore pulsante della filosofia dello chef pluristellato, che consiglia di adottare un approccio visionario a chiunque dedichi la vita alla sua professione: bisogna sempre avere un obiettivo, sognare e guardare al futuro, altrimenti non si avrà mai una piena consapevolezza del proprio ruolo, riducendolo al semplice gesto di tagliare ortaggi, preparare soffritti, impiattare e servire pietanze per la mera consumazione.

V.G.

 

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