L’artista cinese Ai Weiwei in mostra a Palazzo Strozzi di Firenze

“Ai Weiwei. Libero” la mostra del controverso artista cinese Ai Weiwei ha da poco aperto i battenti nel cuore di Firenze, A Palazzo Strozzi, ed è subito polemica.

 

 

Per quei 22 gommoni arancioni appesi provocatoriamente alle finestre di uno dei palazzi più belli del Rinascimento e che costringono a guardare, nel cuore della città, le vite appese a un filo dei milioni di migranti in fuga.
D’altra parte c’era da aspettarselo da un artista dissidente dotato di una innata e spericolata personalità provocatoria come Ai Weiwei noto per la sua arte politica, l’opposizione al regime di Pechino, le battaglie per la libertà e i diritti umani combattute a modo suo, attraverso la potenza dell’arte.
Come i 14 mila giubbotti di salvataggio raccolti dall’artista sull’isola di Lesbo e avvolti, lo scorso febbraio, intorno alle colonne della Konzerthaus di Berlino. O quelli lasciati a galleggiare nel laghetto del Belvedere a Vienna.

 

 

Fino al 22 gennaio 2017 toccherà a Palazzo Strozzi a Firenze ospitare “Ai Weiwei. Libero”: la prima grande mostra italiana dedicata a uno dei più celebri e controversi artisti contemporanei.
Ai Weiwei ha letteralmente “invaso” Palazzo Strozzi con opere storiche e nuove produzioni che coinvolgono tutto lo spazio: la facciata, il cortile, il Piano Nobile e la Strozzina. Per la prima volta Palazzo Strozzi è stato utilizzato come uno spazio espositivo unitario, creando un’esperienza totalmente inedita per i propri visitatori ed esaltando una delle peculiarità dell’arte di Ai Weiwei, il rapporto tra tradizione e modernità, in un luogo simbolo della storia di Firenze.

La mostra a Palazzo Strozzi “Ai Weiwei. Libero” propone un percorso tra installazioni monumentali, sculture e oggetti simbolo della carriera dell’artista cinese, video e serie fotografiche dal forte impatto politico e simbolico, permettendo una totale immersione nel mondo e nella biografia personale di Ai Weiwei.
Le opere esposte spaziano così dal periodo newyorkese tra gli anni ottanta e novanta in cui scopre l’arte dei suoi “maestri” Andy Warhol e Marcel Duchamp, alle grandi opere iconiche degli anni duemila fatte di assemblaggi di materiali e oggetti come biciclette e sgabelli, fino alle opere politiche e controverse che hanno segnato gli ultimi tempi della sua produzione artistica, come i ritratti di dissidenti politici in LEGO o i recenti progetti sulle migrazioni nel Mediterraneo.

 

 

Nel corso degli ultimi venti anni Ai Weiwei si è imposto sulla scena internazionale come il più famoso artista cinese vivente e una delle più influenti personalità del nostro tempo, sempre muovendosi tra attivismo politico e ricerca artistica e diventando un simbolo della lotta per la libertà di espressione. La mostra “Ai Weiwei. Libero” di Firenze diviene una straordinaria occasione per scoprire il genio creativo di Ai Weiwei con opere in cui si fondono riferimenti alla storia cinese passata e presente.
Nelle sue opere l’artista gioca tra antico e contemporaneo, tra passato, presente e futuro, denunciando un rapporto ambivalente con il proprio paese, diviso tra un profondo senso d’appartenenza che emerge dall’utilizzo di materiali e tecniche tradizionali e un altrettanto forte senso di ribellione con cui manipola oggetti, immagini e metafore della cultura cinese, denunciando le contraddizioni tra individuo e collettività nel mondo contemporaneo.

 

Foto 2: Reframe (Nuova cornice) 2016 - PVC, policarbonato, gomma cm 650 x 325 x 75 ciascuno - Courtesy of Ai Weiwei Studio

Foto 3: Snake Bag (Borsa serpente) 2008 - 360 zaini, cm 40 x 70 x 1700. - Courtesy of Ai Weiwei Studio

 

 

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