Escher in mostra a Milano

Fino al 22 gennaio 2017, Palazzo Reale di Milano ospita una mostra imperdibile dedicata al grande incisore e grafico olandese Escher.

 

 

La mostra di Milano di Maurits Cornelis Escher, per le sue opere visionarie che costruiscono mondi geometricamente impossibili, è uno degli eventi più attesi del 2016.
Non solo per la grande risonanza dell’artista, ma per l’eccezionale quantità di opere che si possono ammirare al Palazzo Reale di Milano.
Oltre 200 opere, divise in sei sezioni in un percorso espositivo che è un viaggio all’interno dello sviluppo creativo dell’artista: a partire dalla radice della storia dell’arte si giunge al Liberty della sua cultura figurativa, soffermandosi sul suo amore per Roma e per l’Italia e individuando nel viaggio a l’Alhambra e a Cordova la causa scatenante di un interesse per le forme geometriche.
L’esposizione vuol sottolineare l’attitudine di questo artista e intellettuale fuori da ogni possibilità di classificazione ad osservare la natura in modo differente, da un punto di vista tale da far emergere in filigrana quella bellezza della regolarità geometrica che talora diviene magia e gioco.

 

 

Snodo centrale della mostra è il momento della maturità artistica di Escher con i temi della tassellatura e degli oggetti impossibili. Questi due aspetti dell’opera di Escher introducono al suo rapporto con le Avanguardie storiche - come il Futurismo - e un chiaro riferimento al Surrealismo, punto nodale del suo intreccio creativo. Sono quelli di Escher degli attraversamenti che intersecano movimenti italiani ed europei, in parte anticipandoli addirittura. Inevitabile e necessaria una sezione dedicata agli aspetti matematici e di percezione visiva dell’Universo Escher. Infine, una sezione è dedicata a documentare quanto la lezione di Escher sia stata centrale nella cultura, nell’editoria e nella musica del Novecento.

Grande spazio, all’interno della mostra milanese di Escher all’Italia, Paese che l’artista amò in modo particolare e che seppe ritrarre, con il suo sguardo insolito e trasognato capace di cogliere la bellezza delle piccole cose, trasformate in grandi meraviglie.
Come in Tetti di Siena (1922) e Notturno romano: il Colosseo (1934) dove lo sguardo sa cogliere la realtà del reticolo geometrico che si trova dietro le cose per poi farne le premesse compositive per costruire quelle che più tardi chiamerà «immagini interiori».
Immancabile in una mostra monografica dedicata a Escher una sezione che documenti quanto la sua lezione sia stata centrale nella cultura, nell’editoria e nella musica del Novecento: la sua arte è entrata infatti nel mondo dei fumetti, della pubblicità, dei videoclip musicali, del cinema scatenando una vera e propria Eschermania.

 

Foto 1 Maurits Cornelis Escher, Mano con sfera riflettente,1935. Litografia, 311x213 mm. Fondazione M.C. Escher

Foto 2 Maurits Cornelis Escher, Convesso e concavo Marzo 1955, Litografia, 27,5×33,5 cm, Collezione Giudiceandrea Federico All M.C. Escher works © 2016 The M.C. Escher Company. All rights reserved

 

 

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