Dieci cose da fare a Venezia

Venezia è una città unica al mondo: imitata, osannata, desiderata, presa d’assalto dai turisti e letteralmente adorata da scrittori, registi, poeti di ogni epoca.

 

 

Se dovessimo stilare una top ten delle cose da fare almeno una volta nella vita, ai primissimi posti comparirebbe: visitare Venezia. Il mondo migliore per scoprire Venezia è superare in fretta il triangolo più conosciuto (ma comunque imperdibile), perennemente sotto ai flash dei giapponesi, ovvero San Marco, Rialto e Accademia.
A Venezia è bello perdersi tra calli e campielli, attraversare ponti romantici, fermarsi nelle piccole piazze, entrare nei minuscoli bacari e lasciarsi tentare dai sapori veneziani.
Certo poi a Venezia ci sono musei curatissimi e all’avanguardia ma, a ben vedere, l’arte e la bellezza qui sono ovunque, soprattutto nelle piccole cose.

 

1 – Piazza San Marco e Palazzo Ducale

 

 

Sarà un classico, ma la prima cosa da vedere a Venezia è, e deve restare, Piazza San Marco.
È qui che si staglia la mole bianchissima e opulenta del Palazzo Ducale, uno degli edifici-simbolo della città, assolutamente da visitare a Venezia per capire quanto fosse splendida, ricca e potente la Repubblica lagunare.

Palazzo Ducale è un capolavoro dell'arte gotica, ma nel corso dei secoli ha subito diverse stratificazioni e influenze ornamentali. Curiosi e davvero affascinanti sono gli itinerari segreti di questo palazzo, che si possono visitare su prenotazione e che si snodano lungo alcune stanze dedicate a affari importanti di amministrazione e politica.
Sempre su piazza San Marco svetta il famoso e omonimo Campanile, la cui costruzione iniziò nel IX secolo, con il fine di renderlo una torre di osservazione e faro. Alto 98,60 metri, crollò su sè stesso nel 1902 e venne ricostruito identico in meno di 10 anni.

Sulla sua sommità si erge un angelo dorato, le cui ali girevoli indicano la direzione in cui soffia il vento. Le campane sono cinque e nel passato avevano tutte un significato: la Maleficio era per le sentenze capitali; la Marangona segnava l'inizio e la fine del lavoro dei marangoni (i carpentieri) dell'Arsenale; la Mezzana suonava a mezzogiorno; la Pregadi annunciava ai senatori l'inizio delle riunioni a Palazzo Ducale, mentre la Trottera invitava i nobili di mettere al trotto i loro cavalli per non arrivare tardi a Palazzo Ducale.

 

2 – I ponti di Venezia

 

Venezia si può a ragione definire la “città dei ponti”, visto che ne possiede ben 354.
Assolutamente indispensabili in una città dove le strade sono canali, Venezia ha avuto il merito di trasformarli in capolavori architettonici, veri e propri simboli di uno stile di vita unico al mondo.
Uno dei ponti più belli e antichi di Venezia, un vero e proprio monumento sul Canal Grande è senza dubbio il Ponte di Rialto. Già nel 1180 era stato architettato un ponte di barche per unire le due sponde, che circa un secolo dopo venne rifatto con palafitte in legno. Questo primo abbozzo del ponte di Rialto crollò nel Quattrocento e venne ricostruito a mo' di ponte levatoio: una sua rappresentazione la si trova nel quadro "Il Miracolo della Reliquia della Croce" del Carpaccio. Solo alcuni anni dopo si decise di ricostruirlo, ma in pietra, così venne istituito un bando pubblico per il progetto: partecipò anche Palladio che però non vinse: fu scelto il disegno di Antonio da Ponte che è quello che vediamo ancora oggi realizzato. Venne costruito alla fine del 1500 e per ben trecento anni fu l'unica via per attraversare Canal Grande.

Famosissimo anche il ponte dei “Sospiri”: non tutti sanno che il suo nome non deriva dai languidi sospiri degli innamorati che vi passano sotto, ma molto più sinistramente, quelli dei condannati che venivano condotti nelle vicine carceri e, guardando per l'ultima volta la città, si lasciano assalire dallo sconforto.
Il più recente ponte di Venezia, lo spettacolare Ponte della Costituzione, è stato ideato e costruito dal grande architetto spagnolo Santiago Calatrava.

 

3 – I musei più belli di Venezia

 

All’ottavo posto tra i musei più belli del mondo la Collezione Peggy Guggenheim è un museo raffinatissimo, che racchiude opere di Picasso, Mondrian, Duchamp, Braque, Magritte, Kandinsky. Sono solo alcuni degli artisti presenti nella collezione personale di Peggy Guggenheim. Capolavori del Cubismo, del Futurismo o del Surrealismo sono esposti nel Palazzo Venier dei Leoni, un capolavoro incompiuto, noto come il "palazzo non finito", che si differenzia dagli altri palazzi del Canal Grande per le sue linee pulite.

Altro museo da visitare a Venezia è Ca’ Rezzonico: grandioso palazzo, ora sede del Museo del Settecento Veneziano, venne costruito a partire dal 1649 per la nobile famiglia Bon, su progetto del massimo architetto del barocco veneziano, Baldassarre Longhena. Al suo interno conserva alcune delle opere più importanti di Canaletto, Tintoretto, Bonifacio de' Pitati.

E ancora, sculture, arredi settecenteschi, preziosi affreschi decorativi dei soffitti. Un museo per rivivere e rivedere una Venezia antica.

Il Museo del Vetro ripercorre invece la storia millenaria dell'arte del vetro e raccoglie opere davvero uniche, come il lampadario ottocentesco a 60 bracci e presentato alla prima Esposizione vetraria muranese nel 1864, dove venne premiato con medaglia d'oro. Le vetrerie dell'isola di Murano sono attive da prima dell'anno mille: in passato la Serenissima era gelosa di un'arte che l'aveva resa celebre in tutto il mondo quindi obbligava i mastri vetrai a vivere sull'isola e non potevano lasciare Venezia senza un permesso speciale.

 

4 – Venezia da scoprire: calli, sestieri e giardini

Lo sapevate che Venezia è costellata da giardini pubblici? Sono addirittura sei le zone verdi della città, anche se un tempo erano di più e c'erano dei veri e propri campi dove venivano fatti pascolare gli animali. Tra giardini aperti al pubblico più affascinantici sono la Pineta di Sant'Elena, i Giardini Napoleonici, quelli Reali, i Giardini Groggia, i Giardini Papadopoli e quelli Savorgnan. Anche le case private possono avere dei giardini che si sviluppano in verticale per la mancanza di spazio, così passeggiando tra le calli si possono scorgere chiome di alberi imponenti dietro i tetti.

Un sestiere da non perdere è sicuramente Cannaregio, che deve il suo nome ai canneti che c'erano in questa zona in passato. Oggi è uno dei quartieri più vivi di Venezia, ancora abitato dai veneziani doc. Imperbibile all'ora dell'aperitivo, quando i campielli si riempiono di giovani.

 

5 – Venezia “nativa”: le isole della Laguna Veneta

 

Tra le cose da fare a Venezia, per scoprire la vera anima di questa città c'è… uscire da Venezia! Sembra un controsenso, ma non lo è. Perché Venezia nasce e cresce nei secoli profondamente legata alla vita di laguna e alle isole minori di cui è costellata, che furono i campi, gli orti, le vigne, le spiagge e gli svaghi di una città meravigliosamente fragile.
Basta prendere un battello per ritrovarsi, a pochi colpi di remi da piazza San Marco, in un altro mondo o forse fuori dal mondo. Le isole “native” della Laguna Veneta sono il regno del silenzio: poco conosciute, poco abitate a addirittura disabitate, qui è la natura a farla da padrona, in atmosfere surreali, quasi sospese nel tempo.

C’è Burano, la più nota tra le isole della Laguna Veneta, famosa per il suo merletto e per le sue case colorate.

Bella come una piccola Venezia, fu nei secoli dimora di artisti. I primi abitanti si traferirono qui per sfuggire alle invasioni barbariche: i secoli sono passati, ma Burano non ha perso la sua aria di buen retiro, dove passeggiare in tranquillità tra bambini che scorrazzano in bicicletta, pescatori che ritornano a riva con le reti piene di pesci appena pescati e donne intente a tessere pizzi al tombolo.

Tutt’altra atmosfera si avverte approdando sull’isola di Torcello: quasi completamente disabitata, non è toccata da un frequente transito di vaporetti ed è in una posizione molto marginale rispetto a Venezia.
Prendendo la linea 13 del vaporetto da Fondamenta Nove di Venezia diretta a nordest, si raggiunge l’isola di Sant’Erasmo: per secoli fu considerata l’orto di Venezia perché qui si coltivavano le primizie che poi finivano per allietare le tavole della nobiltà veneziana.

Poco distante si trova l’isola di San Francesco del Deserto, una delle più suggestive tra le isole minori della Laguna Veneta: quattro ettari di verde e silenzio e un convento che la tradizione vuole essere stato fondato dallo stesso San Francesco d’Assisi nel 1220, quando, di ritorno dalla Terrasanta, sostò in meditazione sull’isola.

 

6 – Carnevale di Venezia

 

Ritenuto unanimemente il più affascinante del mondo, il Carnevale di Venezia quest’anno si festeggia dal 31 gennaio al 17 febbraio.
Nonostante i suoi 900 anni e più, il Carnevale di Venezia conserva una misteriosa inalterata bellezza, che lo rende irresistibile.
Alzi la mano chi non ha desiderato almeno una volta nella vita camminare tra le calli avvolti in un mantello nero che cela un abito settecentesco, con il volto nascosto da una bellissima maschera dipinta a mano, la parrucca opulenta e le piume colorate sul capo…
Qui a Venezia, il Carnevale è un’istituzione attesa tutto l’anno, preparata con cura maniacale fin dal 1094 quando, sotto il dogato di Vitale Falier, si tenevano dei festeggiamenti pubblici nei giorni precedenti la Quaresima.

Per molto tempo la città a Carnevale si fermava, chiudevano le botteghe, venivano sospesi i commerci e si scendeva tutti nelle piazze e nelle calli, piacevolmente invase da giocolieri, saltimbanchi, animali danzanti, acrobati e dagli immancabili ambulanti che vendevano frutta secca, castagne, fritòle (le frittelle) e dolci di ogni tipo. Ne è passata, da allora, di acqua sotto i ponti.
Quest’anno il Carnevale veneziano sarà dedicato al cibo.

 

7 – Shopping a Venezia

 

Che siate in vena di shopping di lusso o di autentico shopping in stile locale, questa è una delle cose da fare a Venezia.
Tra le ultime maison arrivate a Venezia ci sono Dior e Louis Vuitton.
Dior ha da poco aperto una nuova boutique nel cuore del distretto dello shopping di lusso veneziano, il sestiere San Marco: tre piani, più un quarto piano riservato alla Vip room, una grande terrazza affacciata sulla città e due vetrine prestigiose.

La maison Louis Vuitton ha invece inaugurato il suo più grande store italiano: la location, come c’era da immaginare, è unica, a pochi passi da piazza San Marco, nell'edificio che ospitava lo storico Cinema Teatro San Marco progettato nel 1936 da Brenno del Giudice. Lo spazio, disposto su tre piani, ospita tutte le creazioni della maison: al piano terra trovano spazio la pelletteria uomo e donna, gli articoli da viaggio, gli accessori e le collezioni di gioielli e orologi.

Tutt’altro shopping, anzi tutt’altra spesa invece alla Giudecca. Non tutti lo sanno ma all'interno del carcere femminile della Giudecca di Venezia esiste uno spazio di 6.000 metri quadrati utilizzato come orto dal Convento delle Convertite. Battezzato "Orto delle Meraviglie" è curato da una decine di detenute senza l'impiego di macchinari, concimi o prodotti chimici. Un orto che produce frutta e verdura bio: se volete comprarla, mettetevi in fila ogni giovedì mattina tra le 9 e le 10, come fanno le veneziane.

 

8 – Scoprire l’antica pozione che guariva da tutti i mali in calle dello Spezier
Di fronte alla farmacia d'angolo tra campo Santo Stefano e la calle dello Spezier (che è sinonimo di farmacista) è rimasto impresso nel pavimento il segno di uno dei tre buchi circolari che, nel tempo, i pesanti calderoni utilizzati dai farmacisti veneziani hanno lasciato durante la preparazione della Teriaca, una pozione (quasi) magica che guariva un gran numero di malattie, peste compresa, e che a Venezia solo quaranta farmacie avevano ottenuto il permesso di realizzare.
Gli ingredienti erano rarissimi e per lo più segreti, anche se si sa che la Teriaca conteneva polvere di vipera, corno di liocorno (che in verità era una zanna di narvalo) e oppio. Nel XVII secolo Venezia godeva di fama mondiale per la preparazione della Teriaca, a tal punto da esportarlo in Europa, Turchia e Armenia.

 

9 Dove mangiare a Venezia: andar per bacari e cucina di ricerca sull’isola di Mazzorbo

Il modo migliore per mangiare bene a Venezia è fare come si usa tra i veneziani Doc: “andar per bacari”, vero rito per buongustai in Laguna.
Ma l’andar per bacari è molto più di un piacevole passatempo che permette di bere e mangiare in compagnia: i bacari di Venezia sono locali generalmente molto antichi, con una lunga storia alle spalle, dove ci si dà appuntamento per “far bàcara”, ovvero far baldoria e gustare i “cicheti”, caratteristici e sfiziosi stuzzichini a base di pesce, carne o verdure.

Tra seppioline grigliate, alici marinate, crostini di polenta con baccalà mantecato, sarde in saor, frittatine di verdure e i mitici tramezzini veneziani ce n’è davvero per tutti i gusti.

“Obbligatorio”, questo è certo, accompagnare queste delizie con un buon bicchiere di vino o, come si dice da queste parti, da un’“ombreta de vin”. Sono molti i bacari a Venezia e la cosa migliore è scoprirli perdendosi piacevolmente tra calli e campi.

Tutt’altra atmosfera (e cucina) se invece decidete di cenare sull’isola di Mazzorbo, presso la Tenuta Venissa. Venissa è un perfetto esempio di “vigna murata”, infatti l'intera Tenuta, composta da un'area coltivata di oltre 2 ettari, è interamente circondata da mura medievali, rifatte nel 1727. Venissa nasce grazie a un progetto di recupero interessante, fortemente voluto dai Bisol, storica famiglia veneziana produttrice di ottimi vini. Sono stati loro a recuperare l’antica vigna murata, dove è stata ripiantata la Dorona, storico vitigno autoctono a bacca bianca, coltivato a Venezia fin dal XV secolo. La Tenuta Venissa ospita inoltre frutteti e orti, dedicati alla coltivazione di specialità veneziane, e una peschiera con tipici pesci lagunari. Nel cuore della Vigna Murata si trova il Ristorante Venissa, 24 posti a sedere con vista vigneto e una cucina raffinata in cui la stagionalità e l'elemento vegetale sono i piatti forti.

 

10 – Dove dormire a Venezia (nell’hotel dei Clooney)

 

Affacciato sul Canal Grande, nel sestiere di San Polo, l’hotel Aman Canal Grande Venice è ospitato tra le mura di Palazzo Padadopoli, costruito nel XVI secolo dall’architetto Giacomo De Grigi.
Hotel di charme, piccolo e curatissimo, vi si accede solitamente in barca, dal Canal Grande, percorrendo una scalinata che porta al piano nobile, il secondo, dove si trova la reception e la dining room, con numerose sale dedicate al relax e un bellissimo bar. Un hotel di lusso ma così defilato che lo hanno voluto persino i coniugi Clooney per la loro prima notte di nozze dopo il matrimonio veneziano.

Se siete giovani o viaggiate in famiglia, aperti a nuove esperienze e in cerca di un’ospitalità ricercata ma senza spendere una fortuna, niente di meglio del nuovo ostello aperto a Venezia dal gruppo Generator in uno dei quartieri più trendy della città, l’isola della Giudecca. Venice Generator Hostel è tutto ciò che non ci si aspetta da un ostello: accogliente, di design, pulitissimo, offre un ambiente rilassato, camere private (doppie, triple e quadruple), ma non mancano le classiche camerate rivisitate in chiave contemporanea con qualche “coccola” come l’angolo chill out, grandi specchiere, biancheria e asciugamani, armadi personali, un vezzoso color rosa confetto per i dormitori femminili e persino qualche rivista.
Non manca neppure il servizio di lavanderia e la reception aperte 24 ore al giorno, una zona living, la caffetteria e un piccolo ristorante.

 

Foto in apertura: blog.trekeffect.com

 

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