I film indipendenti del Rome International Film Fest 2013

L’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma si è conclusa con un trionfo tutto italiano: ad aggiudicarsi il Marc’Aurelio d’Oro come miglior film, infatti, è stato Tir di Alberto Fasulo.

Un’opera interamente dedicata alla crisi contemporanea vista attraverso gli occhi di un insegnante che diventa camionista. Quella di quest’anno è stata un’edizione particolarmente fortunata dal punto di vista delle scelte cinematografiche che si sono rivelate essere il giusto compromesso tra opere commerciali e scelte più ricercate. Tra i film in concorso e non, ecco cinque gioiellini quasi indipendenti passati dal festival e assolutamente da non perdere.
 

Her di Spike Jonze
Ha vinto il Mouse d’Oro, il premio della critica online, nonché il premio per la miglior interpretazione femminile, andato ovviamente alla talentuosa Scarlett Johansson, nel film voce intima e amica di un bravissimo Joaquin Phoenix (recentemente ammirato in The Master). Ambientato a Los Angeles, Her è uno dei film più attesi d’autunno ed è una favola futuristica che parla d’amore. Una commedia romantica diversa dal solito, il cui protagonista, uno scrittore asociale di nome Theodore, si innamora di una voce appartenente a un sistema operativo, Samantha. Diretta da Spike Jonze, noto per titoli quali Il ladro di Orchidee o il cortometraggio uscito da pochi giorni Castello Cavalcanti, l’opera è interpretata, tra gli altri, da Amy Adams e Olivia Wilde, due attrici affermate all’interno del panorama indipendente americano.
 

La luna su Torino di Davide Ferrario
Fuori concorso al Festival, finalmente La luna su Torino segna il ritorno dietro la macchina da presa di Davide Ferrario, uno tra i registi italiani più bravi ed invisibili che, dopo Tutta colpa di Giuda, piccolo capolavoro musicale con Kasia Smutniak e Cristiano Godano (Marlene Kuntz), esce nel 2011 con Piazza Garibaldi. Scritto, diretto e prodotto da Ferrario, questo ultimo lavoro di regia è un’opera all’insegna della leggerezza come risposta ad un periodo buio per un’Italia purtroppo in crisi. Tematiche importanti trattate con i toni scanzonati ma mai superficiali tipici di uno dei registi più impegnati e abili del nostro paese.
 

Gods Behaving Badly di Marc Turtletaub
Un’idea geniale per un produttore speciale che, grazie alla sua Big Beach, ha donato linfa vitale a grandi film indipendenti, tra cui il classico Little Miss Sunshine. Cosa succederebbe se gli dei dell’antica Grecia e dell’Olimpo si trasferissero a Manhattan? Una storia surreale, una commedia dal tocco grottesco non sempre facile da apprezzare e da capire. Uno stile e un film che, pur non avendo dialoghi e brillantezza degni di un capolavoro di Woody Allen, fondono e confondono il reale e il fantastico senza paura di eccedere, con estrema abilità.
 

Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée


Siamo nel Texas degli anni ’80 e a un cowboy omofobo viene diagnosticato il virus dell’HIV. Nell’impresa di curarsi attraverso la medicina alternativa, Ron Woodroof (Matthew McConaughey, premiato per la miglior interpretazione maschile), incontra una transessuale sieropositiva. Un gioiellino dalla delicatezza senza eguali, quasi paragonabile alla poesia di This Must Be The Place di Sorrentino. Presentato in anteprima al Toronto Film Festival, nelle sale italiane arriverà solo a partire da gennaio 2014.

Au bonheur des ogres di Nicolas Bary
"Il paradiso degli orchi" in italiano, è ispirato al celebre romanzo di Daniel Pennac che racconta le avventure di Benjamin Malussène. Prima opera del ciclo Malussène ambientata a Parigi e pubblicata trent’anni fa, ormai classico della letteratura contemporanea, il film è incentrato sul personaggio sopracitato, impiegato ai grandi magazzini per ricoprire un ruolo bizzarro, quello di capro espiatorio. Il cast è composto da Berenice Bejo, Emir Kusturica e Raphaël Personnaz e riporta sullo schermo con fedeltà, le atmosfere brillanti e vitali dell’intera famiglia protagonista, pur con qualche differenza rispetto al libro.
Eccole, dunque, le cinque perle da non perdere di questa edizione del Rome International Film Festival. Non resta che attenderne l’uscita in sala per goderne appieno: cinque storie estremamente differenti grazie alle quali poter aprire i propri orizzonti.

 

Silvia Piccone
Dal blog My Blueberry Movie
 

 

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