La Villa Reale di Monza riapre al pubblico

Ha da poco riaperto le porte la Villa Reale di Monza, uno dei più affascinanti tesori architettonici del nostro Paese.

 

Due anni di accurati e mastodontici restauri hanno finalmente riportato al meritato splendore la bellissima dimora nobiliare alle porte di Milano.
Il 'Laboratorio Monzese', come lo ha definito il critico d'arte Philippe Daverio, è il primo esempio di 'best practice' in Italia che vede compartecipare pubblico e privato.
 

Villa Reale di Monza: un po’ di storia

 

La Villa Reale di Monza venne costruita per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria tra il 1777 e il 1780 come residenza estiva per il figlio Ferdinando d’Asburgo, governatore generale della Lombardia austriaca.
Il sito, ai piedi dei colli brianzoli, fu scelto per la sua bellezza, per la vicinanza a Monza e per la posizione, strategicamente importante, lungo la direttrice Milano-Vienna.
Il lauto investimento previsto per la sua realizzazione – 70.000 zecchini e altri 35.000 per il parco – fece sì che la casa di campagna voluta dal governatore venisse sostituita da una reggia vera e propria.
Il progetto fu affidato all’archistar dell’epoca, il Piermarini, che progettò un edificio a “U”, in stile neoclassico, secondo la sobria tradizione tipologica della villa lombarda, ma ispirato al fasto e alla grandiosità della reggia di Caserta.
Al corpo centrale di rappresentanza si aggiunsero due ali laterali per le stanze padronali e degli ospiti, e altre due sezioni perpendicolari alla parte principale, destinate alla servitù, alle stalle e agli attrezzi, per un totale di quasi settecento stanze.

La Villa Reale: il corpo centrale restaurato

Oggetto del recente restauro è il corpo centrale della Villa Reale, che si articola in piano terra, piano primo nobile, piano secondo nobile e Belvedere.
Al piano terra si trovano oggi servizi di ristorazione e caffetteria, il bookshop, un laboratorio didattico, oltre naturalmente alla biglietteria e al guardaroba.
La visita vera e propria inizia al piano primo nobile, dove si trovano le sale di rappresentanza della famiglia reale. Di immensa bellezza è la sala da ballo, l’unico salone a doppia altezza della Villa, con decorazioni sulle volte e sulle pareti, specchiature a finto marmo, ricchi lampadari e pavimento in seminato veneziano.
Il piano secondo nobile, invece, ospita gli appartamenti privati degli ospiti, ai quale si accede dallo scalone d’onore, un trionfo di marmi con due grandi lampioni in bronzo e ferro dorato con i simboli di casa Savoia.
Qui si trovano l’appartamento degli imperatori di Germania, con la particolarità del pavimento a forme geometriche speculari a quelle del soffitto; l’appartamento del principe di Napoli, con l’armadiatura in legno coronata da vasi e ghirlande floreali scolpite che rappresenta l’unico arredo fisso degli appartamenti del secondo piano; l’appartamento della duchessa di Genova, in cui spicca la porzione di volta del Piermarini con l’apertura della “camino di luce” che permetteva l’ingresso della luce dal piano Belvedere.
La visita si conclude all’ultimo piano, con la vista emozionante sul magnifico parco, da cui l’appellativo di Belvedere. Da segnalare gli appartamenti della servitù, con i suoi soffitti bassi e gli ambienti semplici, destinati alla servitù che si occupava degli ospiti.

Il restauro

A partire dagli ultimi due decenni del XIX secolo, la Villa Reale di Monza ha subito profonde trasformazioni nella distribuzione interna, negli apparati decorativi e negli adeguamenti strutturali e impiantistici. Questi interventi, uniti allo stato di degrado degli ambienti della Villa, hanno reso necessaria un’opera di restauro che curasse le diverse situazioni dei singoli ambienti, nel rispetto dell’autenticità del monumento e della sua storia.
Seguendo questo approccio, il progetto ha portato al recupero e alla valorizzazione del corpo centrale, al recupero parziale delle ali nord e sud, alla realizzazione dell’area tecnica esterna alla Villa nel lato nord, alla messa in sicurezza della corte d’Ingresso.
Principale obiettivo del restauro è stato quello di integrare le antiche qualità storico-artistiche del corpo centrale della Villa con funzionalità contemporanee.
Tra i vari interventi vanno ricordati l’analisi e la diagnosi dei manufatti lignei, in particolare del secondo piano nobile, per valutare la compatibilità fra gli stessi (in particolare i pavimenti) e la fruizione del pubblico; i rilievi sulle superfici e le decorazioni mediante tecnologia laser scanner; la dotazione, in molte sale, di strumenti multimediali per l’accompagnamento della visita; una nuova illuminazione, “mimetica” e non invasiva; alcuni interventi strutturali, improntati al massimo rispetto dell’esistente secondo il criterio del minimo intervento e della reversibilità, destinati al ripristino delle lesioni delle volte, dei solai lignei e in ferro e delle voltine; un sistema di monitoraggio ambientale per regolare temperatura, umidità e qualità dell’aria; un sistema integrato di riscaldamento, raffrescamento e trattamento dell’aria, orientato al massimo risparmio energetico.

La mostra di De Chirico nel Serrone di Villa Reale

Progettato e costruito contemporaneamente alla Rotonda, nel 1790, da Piermarini, il Serrone di Villa Reale è collocato nella parte meridionale sinistra dell’ala laterale vicino ai rustici, dal lato delle cucine.
Era definito orangerie, agrumeria, serra di agrumi, limonaia, serrone, e conteneva piante esotiche e rare.

Qui, dal 27 settembre al primo febbraio 2015 si potrà visitare la mostra Giorgio De Chirico e l’oggetto misterioso. L’esposizione presenta oltre trenta opere con l’obiettivo di illustrare il tema dell’oggetto misterioso tramite soggetti, stili e tecniche della produzione artistica di de Chirico. La mostra, promossa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, è ideata, prodotta e organizzata da ViDi in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico da cui provengono le opere del Maestro metafisico. A cura di Victoria Noel-Johnson, con la collaborazione di Simona Bartolena.

 


 

 

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