Quelli che non pagano a volte li trovi su Facebook

Sono contenti della tua collaborazione e del servizio che hai reso loro, te l'hanno persino detto.

Ti hanno dato il loro numero di cellulare e hanno il tuo per poterti chiamare in qualsiasi momento nel corso dello svolgimento dei lavori.
Per rettificare, richiedere, esortare.
Finché stai lavorando per loro, sono sempre raggiungibili e lo sei anche tu.
Poi però, a lavoro ultimato, ricevono la fattura e le cose cambiano.
Come prima cosa la mettono in un angolo ignorando completamente la scadenza, pure se l'hai messa in rosso.
Poi improvvisamente non sono più raggiungibili.
Non rispondono alla mail, non rispondono al cellulare.

A volte rispondono via Facebook, adducendo qualche scusa reiterata e assurda.
Perché è lì, su Facebook, che stanno continuamente, a pubblicare foto di torte, di cani, di bambini. E ancora, i loro successi professionali, i fan, i clienti, gli articoli sulla stampa nazionale. Dipende da quello che circonda la loro vita. Sono felici e vogliono farlo sapere a tutti.

I loro successi devono diventare di dominio pubblico, quello che non si deve sapere è che dietro questi successi c'è spesso l'attività di collaboratori esterni che lavorano nell'ombra. E che aspettano semplicemente di essere pagati con il compenso pattuito.
Ma questa tipologia di essere umano preferisce dimenticare la strategia concordata e si autoconvince che il successo sia solo farina del suo sacco.
E allo stesso tempo, dimentica di pagare quella benedetta fattura in rosso.

Una volta in Portogallo ho visto un negozio di scarpe che esponeva un foglio che rendeva pubblici nomi e importi dei debitori. Forse è questa la soluzione definitiva?
Che tristezza senza fine. E senza stile.

 

Nella foto, Trilly. 

 

 

 

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