Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli

Se non avete ancora letto il nuovo romanzo di Marco Missiroli (classe 1981) “Atti osceni in luogo privato” è arrivato il momento di metterlo in cima ai vostri libri da comodino.

Vi aspetta una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. La storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell’immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città.

Avverte prima con le antenne dell’infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò – così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine – è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell’amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare.
Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all’osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle “trentun tacche” delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna.

Libero Marsell, le Grand Liberò, LiberoSpirito, è un personaggio “totale” che cresce con noi, pagina dopo pagina, leggero come la giovinezza nei film di Truffaut, sensibile come sono sensibili i poeti, guidato dai suoi maestri di vita a scoprire l’oscenità che lo libera dalla dipendenza di ogni frase fatta, di ogni atto dovuto, in nome dello stupore di esistere.

Lo stile, elegante e rarefatto, è il marchio di fabbrica di Missiroli, che proietta il lettore nelle atmosfere inconfondibili di un film francese, più che tra le pagine di un romanzo italiano contemporaneo.
È un romanzo che si legge tutto d’un fiato, come un’urgenza. Forse perché è stato scritto in soli 21 giorni, come ha più volte confessato l’autore e poi è stato lavorato con pazienza, per due anni, in totale è segretezza, dalle sei del mattino alle 10, 30 prima di andare al lavoro.
È un libro che ci chiede il coraggio di ritrovarlo anche noi, quell’amore primo e assoluto della giovinezza.

 

 

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