Instagram e la misteriosa scomparsa dell’hashtag #curvy

C’è una polemica che imperversa sul web in queste ore e, non ci crederete, ma riguarda un hashtag.

Un hashtag entrato, misteriosamente, nella lista degli indesiderati di Instagram, cosa che non ha lasciato indifferenti, perché tocca un tema delicatissimo.
La parola incriminata è, infatti, #curvy che, sappiamo bene, significa formosa, curvilinea, ed è utilizzato per indicare le donne prorompenti, mediterranee, con qualche chiletto in più.
Donne che, però, non hanno nulla di cui lamentarsi o vergognarsi: essere curvy significa sentirsi a proprio agio con un corpo formoso e abbondante, un corpo sensuale, che vuole godersi la vita, insomma.
E, allora, perché l’hashtag curvy è stato considerato così sconveniente da finire nella lista di proscrizione di Instagram? Tanto più, viene da sottolineare, che altri hashtag non meno “pericolosi” sono attualmente in uso. Per esempio? #thin, #skinny e persino #anorexia.
E, cosa addirittura un po’ ridicola, lo stesso Instagram suggerisce alcuni hashtag molto, molto simili a quello incriminato, come per esempio #curvygirl, #curvyfashion e #curvywomen.
Il giallo dell’estate 2015 corre sul web. Perché, da parte di Instagram, è stata presa una decisione così controversa e per nulla popolare?
La decisione, infatti, come si poteva facilmente immaginare, ha fatto insorgere non sole le curvy, ma tutte le donne di mezzo mondo, giustamente indignate per i risvolti poco chiari della decisione.
Dall’headquarter di Instagram rilanciano una timida difesa, giurando che la censura è scattata perché troppi utenti utilizzavano #curvy per condividere foto osé.
Voi ci credete? Qualche dubbio rimane, soprattutto perché, se il problema è la nudità che offende l’etichetta del social network, per quale motivo allora hashtag ben più espliciti che contengono la parola "nude" sono ancora vivi e vegeti?
Non resta che inventarsi un nuovo hashtag morbido e abbondante per “punire” l’azzardata censura… qualche idea?

 

 

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