La storia degli hotel - le dimore di fascino del Centro Italia si raccontano

Il Centro Italia si contraddistingue per un'alta concentrazione di dimore storiche (ville e castelli in primis) destinate all'ospitalità alberghiera.

Sono hotel di charme che coniugano la modernità di strutture inaugurate con attenzione alla qualità e ai servizi - l'alta ristorazione (stellata, biologica o a chilometro 0), le sistemazioni di stile con arredi prevalentemente made in Italy, l'area benessere di ultima generazione, il design e l'attenzione al dettaglio - con la testimonianza di un passato che prende vita in contesti naturalistici spesso di rara bellezza.

Castelfalfi, Montaione (Firenze)

 

Augustus Hotel & Resort, Forte dei Marmi (LU)

L’Augustus Hotel & Resort, con le sue ville, il suo parco e la sua storia, è protagonista indiscusso di Forte dei Marmi e della Versilia.
Incastonato tra le rocce e la sabbia finissima, tra le pinete e i giardini nello scenario unico delle Alpi Apuane, Forte dei Marmi è sinonimo di quiete e di elegante villeggiatura.

La sua fama cresce a partire dagli anni Venti, quando questo tratto di litorale toscano venne scoperto da artisti, intellettuali e uomini d’affari in cerca di privacy e comfort.

Nel 1926 Edoardo Agnelli, figlio del fondatore della FIAT e padre del più famoso Gianni, acquistò la neo-rinascimentale Villa Costanza, fatta costruire dall’ammiraglio Morin all’inizio del Novecento.
Nasce così la mitologica Villa Agnelli, dove la grande famiglia di Torino trascorse lunghe villeggiature per più di trent’anni.

La presenza della famiglia Agnelli, costante fino agli anni Sessanta, contribuì ad attrarre a Forte dei Marmi esponenti dell’alta borghesia e dell’aristocrazia di tutta Italia, inaugurando un modello di villeggiatura dallo stile ricercato ed esclusivo, il cosiddetto “vivere in villa”.
Oggi Villa Agnelli corrisponde all’Hotel Augustus Lido, una delle ville centrali dell’Augustus Hotel & Resort, nato agli inizi degli anni Cinquanta dalla trasformazione di un’altra famosa villa, dallo stile caro all’élite artistica e letteraria che frequentava la zona e che era molto attenta alle istanze del Movimento Moderno: così l’architettura anni Trenta trovò a Forte dei Marmi terreno fertile.

Primo nucleo della nascita dell’Augustus Hotel & Resort è Villa Pesenti, gioiello del nuovo stile modernista, progettata dal famoso architetto da cui prende il nome. Attorno a questa struttura principale, caratterizzata da balconi utilizzati come veri e propri salotti all’aperto, furono costruite negli anni successivi, nel grande parco, sette ville realizzate da eclettici artisti e architetti.

Villa Agnelli fu incorporata nel 1969, valorizzando la vocazione dell’abitazione, ricettiva fin dagli esordi perché destinata ad accogliere la numerosa famiglia Agnelli e la loro schiera di amici, ospiti e domestici.

Attraverso un vialetto di ortensie, si raggiunge lo stabilimento balneare che, nato inizialmente come capanno sulla spiaggia e hangar di ricovero dell’idrovolante di famiglia, conserva il fascino della gioiosa cornice descritta da Susanna Agnelli in Vestivamo alla Marinara.

Nelle splendide ville di charme dell'Augustus Hotel & Resort, hanno soggiornato personalità dello spettacolo, dell’arte, della cultura e del mondo dello sport, giunte da ogni parte del mondo: Jimi Hendrix, Charlton Heston, Oriana Fallaci, Eugenio Montale, Mario Monicelli, Paul Anka, Vittorio Gassman, lo scultore Francesco Messina e molti degli stessi eredi Agnelli. 

 

Toscana Resort Castelfalfi, Montaione (FI)

Il piccolo borgo medievale di Castelfalfi è situato su un poggio a 270 m sul livello del mare, in una tenuta di circa 1.100 ettari incastonata tra le province di Pisa e Firenze.
Sembra che il fondatore di Castelfalfi sia stato il longobardo Faolfi (da cui l’origine del nome) che costruì per sé una rocca avente funzione difensiva.

Il borgo attraversa i secoli passando di mano in mano fino a diventare proprietà di Giovanni di Francesco Gaetani, marito di Costanza de’ Medici, che lo ristruttura nel 1475 e ne sancisce la trasformazione in residenza signorile. Poco alla volta la famiglia Biondi subentra ai Gaetani, fino a diventare unica proprietaria della tenuta. Risalgono al XVIII secolo la creazione di un sistema di muri a retta e la costruzione delle due torri angolari.

Nell'estate del 1944, i tedeschi in ritirata fanno saltare una parte dell’edificio, che viene fortunatamente subito ricostruita con le pietre originali reperite nello stesso sito, ma solo fino al livello degli spalti, mentre i volumi soprastanti sono rimpiazzati da un terrazzo belvedere che volge a ovest.

Il borgo rimane abitato fino agli anni ’60, quando i suoi abitanti lo abbandonano con il miraggio della città, rendendolo quasi un paese fantasma.
In anni recenti, Castelfalfi è diventato il cuore del progetto Toscana Resort Castelfalfi, che ha visto una sapiente ristrutturazione per riportare il paese al suo splendore originario e renderlo nuovamente abitabile, pur mantenendo l’integrità storica della struttura e la sua identità toscana.

In posizione dominante, il Castello, polo di attrazione per l’intero borgo, si affaccia sulle colline e su una valle di inconfondibile e rasserenante bellezza.
Gli spazi all'interno del Castello, reso celebre tra l'altro da personaggi dello spettacolo come Andrea Boccelli che ebbe i suoi esordi come pianista in queste stanze, o da Roberto Benigni che vi girò nel 2002 alcune scene di Pinocchio, sono polivalenti, concepiti per meeting, cene e per corsi di cucina a più livelli.
Oltre al Castello, nella ristrutturazione degli edifici storici sono stati ricavati appartamenti moderni, oggi in vendita, è stato aperto un campo da golf, un ristorante e quattro piscine all'aperto.
Tra gli edifici antichi riportati a nuova vita spicca La Tabaccaia, oggi hotel di charme, che risorge dalla ristrutturazione di un antico essiccatoio di tabacco Come riflesso del suo ricco passato, l'arredamento confortevole esalta un décor semplice ma ricco di stile, con parquet d’olivo e, in molte camere, soffitti con travi a vista risalenti all’edificio originale.
  

Castello di Velona, Montalcino (SI)

Contrassegnato a valle dall'antica via Clodia che collegava l'Etruria meridionale a Roma, il Castello di Velona fu edificato come fortilizio di difesa nell'XI secolo, ai tempi della rivalità tra Siena e Firenze.
Dell'epoca medioevale il castello conserva, praticamente intatta, la torre di guardia, mentre è tardo-medievale la parte retrostante del castello.

Nel Rinascimento, il Castello fu trasformato in villa residenziale; la "Velona" è rappresentata nelle carte geografiche del Vaticano, prodotte dal celebre geografo e matematico perugino Ignazio Danti. A quest'epoca si fa risalire la loggia principale.

Dopo il Rinascimento, il castello fu abbandonato per molti secoli e solo alla fine del secolo scorso venne ristrutturato nel rispetto della struttura originaria della dimora, per mutarsi da rudere in lussuoso relais. Degli ultimi anni, infine, è l'ultimo restyling del Castello di Velona Resort, Thermal Spa & Winery, che ha riaperto a marzo 2015: sono state inaugurate nuove suite e una spa termale, l’antico chiostro è stato trasformato in un salotto all’aperto riparato da grandi vetrate, dalle terrazze e dalle due nuove piscine panoramiche di acqua termale; inoltre si è puntato su una ristorazione di alto livello e sulla produzione del Brunello di Montalcino e di un purissimo olio extravergine d'oliva dell'azienda agricola di proprietà del Castello.
 

 

Il Torrino, Monticchiello (SI)

Situato in posizione strategica, Monticchiello, caratteristico borgo della Val d'Orcia senese, Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO dal 2004, era già abitato in epoca etrusca e romana.

Secondo la leggenda, circa 80 anni prima di Cristo, il generale Clelius, veterano tra i soldati romani, ricevette il territorio intorno all'attuale Monticchiello come premio per il valore con cui si era distinto in battaglia.

Diede ad esso il suo nome, "Mons Cloelii" (Monte di Clelio), da cui Monticchiello. Passato nel tempo di mano in mano, intorno all'anno Mille fu dato in feudo ai Cavalieri Teutonici, i quali ricevettero il castello come riconoscimento per la difesa della Terra Santa.

Nel XII secolo la popolazione, stanca degli abusi del potere amministrativo dei Cavalieri Teutonici, decise di fiancheggiare la Repubblica di Siena, divenendo il suo più fedele alleato.

Fu allora che Don Ugo, monaco di San Galgano, progettò le mura fortificate e le torri di Monticchiello che lo caratterizzano ancora oggi. La storia del Torrino, dimora storica e residenza di charme dove oggi è possibile soggiornare, comincia qui, con la sua funzione di torre di difesa e di avvistamento.
Quattrocento anni dopo, nel 1502, il castello fu espugnato da Cesare Borgia e la guarnigione venne trucidata. Il declino di Monticchiello iniziò con la guerra franco-spagnola, a metà del Cinquecento.

I monticchiellesi, costretti a scacciare il nemico a colpi di pietre durante l'assedio del 1553, ricevettero un riconoscimento ufficiale per il loro coraggio, ma con il declino della Repubblica di Siena, Monticchiello scomparve dal palcoscenico della storia per molti secoli.
Vi riemerse drammaticamente solo nel 1944, con la vittoria dei partigiani sui fascisti il 6 aprile di quell'anno.
Il Torrino mantiene la sua struttura originale. Dall'antica finestra che si affaccia su Pienza e la Val d’Orcia, si gode l'aria profumata e la vista delle rondini, in volo su quelle colline che fecero da sfondo ai grandi avvenimenti della storia.

 

La Foce, Chianciano Terme (SI)

La Villa di La Foce fu costruita nel tardo XV secolo come ostello per pellegrini e mercanti in viaggio lungo la storica via Francigena, che portava a Roma come tutte le vie romane.

Nella tenuta è stata portata alla luce una necropoli etrusca datata tra il VII secolo a.C. e il II secolo d.C.

Quando nel 1924 Antonio e Iris Origo acquistarono la proprietà, La Foce divenne una fattoria produttiva e in fermento.
Il giardino fu progettato da Iris assieme all’architetto inglese Cecil Pinsent, che aveva lavorato, tra l'altro, alla Villa Medici di Fiesole. Pinsent era stato chiamato per ristrutturare gli edifici principali e il giardino all'italiana che accompagnò il progetto, diviso in sezioni geometriche da siepi di bosso, divenne un esempio perfetto di fusione armonica tra paesaggio e architettura del Novecento, tra gusto italiano e tradizione inglese.

Il Giardino, oggi aperto al pubblico attraverso una visita che dura circa 50 minuti partendo dal cortile della fattoria, si estende dalla casa in direzione della val d'Orcia e del Monte Amiata, fino ai pendii terrazzati che salgono dolcemente lungo un viale di cipressi che conduce alla statua di pietra del XVII secolo.
A pochi metri di distanza dalla Villa, anche il Bar-Ristorante Dopolavoro ha la sua storia da raccontare.
Costruito originariamente nel 1939 come luogo d'incontro dei contadini dell’azienda, oggi il ristorante serve piatti tipici della tradizione toscana arricchiti dal delizioso olio extravergine d’oliva prodotto alla Foce e preparati con prodotti stagionali attentamente selezionati. Nell'orto situato proprio di fronte, si raccolgono frutta, verdure ed erbe aromatiche fresche. La pasta e il pane sono fatti in casa utilizzando farine e lieviti macinati localmente, mentre la carta dei vini presenta un'accurata selezione di etichette con predominanza di cantine locali.

 

 

Il Poggio di Teo, Manciano (GR)

Già il nome in sé è affascinante, tanto che il luogo ispirò e fu scelto come ambientazione per il romanzo Barone e brigante di Gianfranco Bellini.

Il Poggio di Teo, agriturismo di charme, sorge su un'altura nella selvaggia Maremma, a pochi chilometri dal bellissimo mare dell'Argentario, tra Manciano e le terme di Saturnia. 


Quella che oggi è una dimora di charme fu un antico casale nobiliare, costruito nel lontano 1863, come ci racconta la data ancora oggi incisa nella pietra del portone d’ingresso del relais.

Gli anziani del piccolo paese, in provincia di Grosseto, amano raccontare che era una delle tenute estive del famoso Conte Ciacci, nobile locale che amava la caccia e in estate si trasferiva al Poggio di Teo con l’intera famiglia e la servitù, per cacciare il cinghiale, i caprioli e la fauna della Maremma.

Nei centoquarant'anni che seguirono, Il Poggio passò di proprietà a molte famiglie, fino al 2002, quando il casale divenne l’Agriturismo Il Poggio di Teo, mantenendo intatta quell’aria aristocratica e selvaggia insieme, tipica di questo angolo di Toscana.
Oggi l’agriturismo Il Poggio di Teo è un piccolo gioiello country chic: sette camere che portano i nomi degli alberi più diffusi nei boschi che circondano l’agriturismo (Quercia, Castagno, Platano, Ulivo) e, in più, un nuovo appartamento ricavato in un’ala padronale del vecchio casale.

 

Vai a: La storia degli hotel - Parte 1 - il Nord

 

 

 

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