Museo della Pietà Rondanini di Milano – apertura gratuita

Fino al 31 maggio sarà possibile visitare gratuitamente il Museo della Pietà Rondanini di Milano, che resterà quindi aperto in occasione di Expoincittà con ingresso libero tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 9 alle 19,30 con orario continuato.

 

 

Il successo del Museo della Pietà Rondanini si affianca a quello di tutti i Musei del Castello Sforzesco – Museo d’Arte Antica, Pinacoteca, Museo degli Strumenti musicali, Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee, Museo Egizio, Museo delle Arti Decorative, Armeria – che hanno ospitato dal 2 maggio scorso, data di inaugurazione di ExpoinCittà, circa 16.000 visitatori.

Una nuova attenzione che si spiega anche con un rinnovamento dei percorsi museali, partendo dalla riapertura al pubblico della Sala delle Asse: un allestimento multimediale animerà la Sala fino alla fine di Expoincittà, illustrando le vicende dei recenti restauri che hanno portato alla luce nuove tracce della mano di Leonardo da Vinci.

Il rinnovamento del Museo d’Arte Antica passa anche attraverso il restauro di alcuni dei suoi capolavori esposti: il monumento a Bernabo’ Visconti, posto nella prima Sala del Museo d’Arte Antica e “simbolo” del Museo, e le sculture della tomba di Gaston de Foix, opera di Agostino Busti detto il Bambaia, tra i massimi maestri della scultura rinascimentale. Entrambe le opere, grazie al contributo di Fondazione Cariplo, splendono ora di nuova luce.

L’attrattività del Castello Sforzesco è anche rafforzata dalla presenza delle esposizioni temporanee allestite nelle diverse Sale:

- nella Sala Viscontea è allestita la mostra dedicata alla grafica di Georges Rouault (aperta fino al 7 giugno);
- nella Sala del Tesoro, invece, la mostra “Splendori rinascimentali nelle corti dell'Italia settentrionale”, aperta fino al 2 giugno, ricostruisce attraverso il nucleo di manoscritti visconteo-sforzeschi conservato oggi nella biblioteca Trivulziana, il contesto culturale della Milano rinascimentale tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento.

 

 

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