Dieci cose da fare in Sicilia

Affascinante in tutte le stagioni, durante la primavera e l'estate la Sicilia diventa una delle mete più amate per un viaggio breve e anche per le vacanze estive.

Ecco perché potrà esservi molto utile, prima di partire, leggere il nostro Dieci cose da fare in Sicilia: breve vademecum indispensabile per non perdere neppure una delle attrazioni turistiche e gastronomiche della nostra bella isola.

1 – Taormina
È la meta chic per eccellenza, in Sicilia. Taormina, amata e conosciuta in tutto il mondo, è la portabandiera del turismo di stile siciliano.
A Taormina cultura e riti mondani non si esauriscono mai, favoriti da un clima particolarmente mite e dalle sue spiagge cristalline. Inglesi e americani la scoprirono negli anni del Grand Tour, quando artisti e scrittori dal nord Europa approdavano su questa terrazza dello Jonio, all'ombra del vulcano.
Città di origine medievale, Taormina non si è lasciata sopraffare dal turismo di massa: ci si arriva lasciando la macchina fuori dall’abitato, per poi passeggiare nelle belle vie del centro storico piene di locali e negozi alla moda, dove il rito delle serate mondane da sempre attira personaggi famosi come la mitica Audrey Hepburn, Greta Garbo e Vittorio De Sica.
Tra le cose da fare a Taormina, sicuramente bisogna vedere uno spettacolo (o almeno visitare) il Teatro Greco: la scenografia del palco è unica perché regala la vista sulla baia di Giardini Naxos e l'Etna è sullo sfondo.
 

2 – Cosa fare a Catania


Catania, luogo di divinità, Ciclopi, navigatori e artisti è una città bella da vedere in ogni mese dell’anno. Ospitale e solare, fiera e barocca, Catania si offre al turista con la sua affascinante ricchezza cromatica e architettonica, con la sua varietà paesaggistica, circondata com’è dall'Etna e dallo splendido mare siciliano.
Non si può visitare Catania senza immergersi negli odori, nei colori e nei sapori delle vivaci viuzze cittadine e senza lasciarsi catturare dalle sue bellezze architettoniche, emblemi del bel barocco siciliano.
E senza dimenticare che la città siciliana è una meta semplice da raggiungere, anche solo per un weekend, grazie ai voli low cost che partono ogni giorno dai principali aeroporti italiani. L'itinerario più classico non può che partire dal cuore pulsante di Catania: la piazza del Duomo, palco del barocco catanese, dove si trova la Cattedrale con la cappella di Sant’Agata, patrona amatissima della città. Simbolo di Catania e baricentro della piazza è la Statua dell'Elefante, il Liotru. Sul lato meridionale di piazza del Duomo, a pochi passi dal Liotru, una manciata di gradini e si è già dentro il mercato del pesce di Catania: colori, voci e odori ne fanno uno degli angoli più suggestivi della città. Sono almeno sei i mesi dell'anno in cui a Catania si può vivere in spiaggia: per cui, una puntata al mare non bisogna davvero perdersela. La spiaggia catanese per eccellenza è il Lido di Plaia, a sud della città.
Chiamata la “Milano del sud”, Catania è una delle città più alla moda della Sicilia, che offre qualsiasi tipo di intrattenimento e locali molto interessanti, dove assaggiare la “nuova cucina siciliana”. Come Fud, locale che ha una sola filosofia: tutto ciò che vende lo produce da sé.
 

3 – Salire sull’Etna


Altra meta imprescindibile durante una vacanza in Sicilia è una visita all’Etna, il vulcano più grande d’Europa. Gli antichi guardavano al monte con timore e rispetto. Ne avevano fatto la dimora di Vulcano, dio del fuoco e dei Ciclopi. La sua storia perciò si perde nella notte dei tempi e degli antichi idiomi. Gli Arabi ne rimasero tanto colpiti da definirlo "il monte dei monti" (Mongibello), la montagna per antonomasia.
Numerose sono le possibilità di approccio al vulcano, lungo i sentieri-natura e i percorsi guidati: tra gli altri, il sentiero di Cisternazza-Monte Spagnolo, che attraversa una stupenda faggeta, e quello di monte Zoccolaro, panoramico sulla valle del Bove. L'ambiente, di stupefacente varietà, ospita specie floreali e faunistiche di estremo interesse.
Anche la presenza dell'uomo è importante sul territorio, con le trazzere, le masserie, i muretti a secco e con gli impianti sciistici: quattro skilift e una funivia sul versante meridionale e cinque skilift su quello settentrionale, che consentono imprevedibilmente di sciare a due passi dal mare.
E, ciliegina sulla torta, l’Etna è stato nominato proprio nel 2013 tra i nuovi Patrimoni dell’Unesco: un motivo in più per non perdersi una salita su Iddu, come lo chiamano i vicini di casa catanesi.
 

4 – Le isole Eolie

Lipari, Salina, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Panarea, Stromboli: ecco le isole Eolie. Splendido arcipelago vulcanico a nord di Messina, deve il suo nome al dio del vento Eolo, che da sempre qui regna incontrastato insieme a Vulcano, il dio del Fuoco.
Isole del mito, mescolano paesaggi aspri e altri inaspettatamente dolci, ma – e questa è la caratteristica unica delle Eolie – ogni isola è diversa dall’altra e ha un’anima inimitabile, come se le poche miglia di mare che le separano fossero emisferi opposti.
Se i vip impazzano a Panarea, la più modaiola delle Eolie, fra i ristoranti di lusso e la musica delle discoteche, a Vulcano, invece, i turisti si affollano attorno alla pozza dei fanghi miracolosi e salgono faticosamente fino al cratere per poi rinfrescarsi con i bagni nella baia di sabbia nera di ponente.
Nel capoluogo eolico, Lipari, si nascondono appartate nel verde le ville dei milionari, mentre davanti alle spiagge bianche di pomice, sono ormeggiate le barche di Sting, di Giorgio Armani e le grandi navi da crociera. Il giro di quest’isola è imperdibile, specialmente al tramonto, quando le scogliere vengono avvolte dagli ultimi raggi del sole. Dopo si va in paese, dove non mancano ristoranti e locali per fare le ore piccole.
Atmosfera shabby chic a Stromboli, dove si vive in costume e pareo e si fa il bagno sotto l’ombra di Iddu, il vulcano, che spesso e volentieri lancia lapilli che scivolano in mare dalla sciara del fuoco. A Stromboli si trova il piccolo abitato di Ginostra, buen retiro per intellettuali, dove fino a un paio di anni fa non c’era neppure la corrente elettrica.
Salina è un tripudio di flora mediterranea autoctona e paesaggi mozzafiato che ricoprono i due vulcani spenti (uno dei quali sprofondato per metà in mare creando un’insenatura bellissima) che le valsero il nome di Didyme, ovvero “gemelli”. Nella piccola Filicudi, intellettuali e politici si confondono con i residenti, in attesa di una visita alla Grotta del Bue Marino, ma la più remota e selvaggia resta Alicudi, dove il silenzio è rotto solo dal rumore delle onde.
 

5 – Siracusa


Cicerone, che la visitò nel primo secolo a.C., pensava che Siracusa fosse la più bella città del mondo. Rivale di Atene e famosa al pari di Roma nel Mediterraneo, da qualche anno sta conoscendo una seconda giovinezza, grazie ai restauri accurati e alla fama dell’isola di Ortigia, luogo-simbolo di Siracusa, a cui si accede dal Ponte Umbertino.
In città si possono ammirare i resti della Porta Urbica – unica testimonianza delle antiche fortificazioni greche e del Tempio di Apollo, la costruzione dorica più antica dell'isola.
Altra meta imperdibile in città è il mercato storico che si estende fra il Tempio di Apollo e piazza Cesare Battisti, un tripudio di profumi e colori mediterranei: ortaggi, agrumi, mandorle di Avola e di Noto, pesci e frutti di mare….
Piazza Duomo è il fulcro della città: qui sorgeva l'Acropoli greca e il Duomo è l’unica chiesa al mondo ricavata dentro un tempio greco dedicato ad Atena. Divenuta in seguito moschea sotto il dominio arabo (879-1085), ritornò a essere una chiesa con l’arrivo dei Normanni.
Il miglior ristorante di Siracusa è ospitato in un bellissimo palazzo settecentesco proprio in piazza Duomo: è il Regina Lucia dove lo chef stupisce con piatti di pesce rivisitati e serviti nella sala decorata con sculture o, nella bella stagione, nel dehors sulla piazza.
 

6 – Scicli e Vigata, la Sicilia del Commissario Montalbano


Un modo insolito per scoprire angoli meno conosciuti di Sicilia è seguire un itinerario nei luoghi del mitico Commissario Salvo Montalbano, eroe dei giorni nostri uscito dalla penna di Andrea Camilleri e perfettamente incarnato da Luca Zingaretti, nella famosa serie TV.
Sebbene le ormai famose Vigata e Montelusa siano invenzioni della fantasia dell’autore e nella sua idea originaria si troverebbero nell’Agrigentino, tra Porto Empedocle e il litorale di Marinella, i set su cui si muove Zingaretti sono tutti nel Ragusano, da Ibla a Scicli, fino a Sampieri, Donnalucata, Monte Crasto e al Castello di Donnafugata. Ed è soprattutto su questo itinerario, costellato di meraviglie barocche e di irresistibili richiami gastronomici, che si è sviluppato il “turismo di Montalbano”, certo favorito dai Comuni interessati, che hanno disseminato qua e là cartelli che ricordano scene di film o citazioni di romanzi.
È una Sicilia assolata, calda, mediterranea, di lunghe “passiate a ripa mare”, di cittadine barocche come Scicli (dove si trova il set della questura di Montelusa), Ragusa Ibla alias Vigata e Punta Secca¸ frazione di Santa Croce di Camerina, dove nell’edificio un tempo magazzino per la dissalazione delle sarde si trova la famosa casa di Marinella del commissario.
 

7 – La valle dei templi di Agrigento


Iscritta nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco, la Valle dei Templi di Agrigento è una delle mete da non perdere in Sicilia, oltre che il sito archeologico più grande del mondo (1300 ettari). Corrisponde all'area monumentale dell'antica città di Akragas, eccezionalmente ben conservata con ben dieci templi dedicati agli dei della Magna Grecia, oltre a tre santuari, alcune necropoli e le fortificazioni.
Si possono ammirare il Tempio dorico di Ercole, il più antico dei templi di Agrigento che risale al VI sec. a.C., il Tempio di Giunone del V secolo a.C. che era il luogo in cui si celebravano le nozze, il Tempio della Concordia che è il meglio conservato ed è un po' il simbolo della Valle dei Templi e il Tempio di Zeus, costruito dopo la vittoria di Himera sui Cartaginesi (480-479) per onorare Zeus, il più grande di tutto l'occidente. I Telamoni, le immense sculture che lo adornavano e delle quali sono oggi visibili alcune porzioni, erano alte sette metri e mezzo.
Peggio conservato è il Tempio di Efesto, all'estremità occidentale della Collina dei Templi, mentre nella parte orientale si trovano i resti del Tempio di Demetra. Il Tempio di Esculapio si trovava fuori dalle mura della città e faceva parte di un santuario, luogo di pellegrinaggio dei malati in cerca di guarigione. A poca distanza sorge il Tempio di Castore e Polluce, mentre nel centro storico di Agrigento c'è il Tempio di Atena. Per finire con il tempio di Iside, all'interno del Museo archeologico San Nicola.
 

8 – Palermo, la capitale dello Street Food all’italiana


Dimenticate la dieta, o voi che entrate in Palermo! Perché il capoluogo siciliano, oltre a essere una città di inestimabile bellezza, può fregiarsi di un titolo di tutto rispetto, per i viaggiatori gourmet: quello di capitale dello Street Food all’italiana. A Palermo il cibo da strada è un’istituzione seria, da molto prima che iniziassimo a chiamarlo street food, a onor del vero. Qui mangiare strada facendo è un modo di vivere e di godersi il clima mite di questa città mediterranea, magari "facendo schiticchio" (ovvero divertendosi) come fanno i giovani palermitani.
Per prima cosa, se non lo avete ancora fatto, correte ai ripari, assaggiando il famoso Pani ca meusa, il panino o la focaccia con la milza della storica Focacceria San Francesco, da ordinare "schietta", cioè semplice, o "maritata", ovvero arricchita – come se non bastasse - con ricotta e formaggio.
Dopo una visita alle Cattedrale che mescola stile normanno e motivi arabeggianti, meritate di certo una pausa dolce al Bar Marocco che, proprio di fronte alla chiesa, vi farcirà sul momento un indimenticabile cannolo alla ricotta.
Ma non è finita qui, perché la cucina palermitana da strada raggiunge livelli divini con gli anellini al ragù, le arancine, le sarde a beccafico con scorze e profumo di limone… da assaggiare in una delle numerose friggitorie che si incontrano passeggiando in città.
Merita una visita - che poi è un’immersione di suoni, odori e colori all’ennesima potenza - il mercato della Vucciria. Molto vasto, si tiene tutti i giorni fino a notte fonda tra via Roma, la Cala e il Cassaro, all'interno del mandamento Castellammare. Anche qui si viene per mangiare: fermatevi dai venditori di stigghiole e assaggiate questa specialità a base di interiora di agnello cotta alla brace. Oppure mangiate un polpo freschissimo condito con una goccia di limone o il classico pane e panelle. Perché questa è la vera movida palermitana.

9 – Lampedusa e la spiaggia dei Conigli


Ci si sente quasi in Africa, quando si approda a Lampedusa. Forse perché l’isola, che fa parte dell’arcipelago delle Pelagie, è il centro abitato più meridionale dello Stato Italiano, a più di 205 km dalle coste siciliane. Dalla forma allungata e affusolata, lunga appena 12 km e larga 3, è caratterizzata da una vegetazione brulla, tipicamente mediterranea. Nel passato Lampedusa era ricoperta di un’abbondante flora spontanea e di una numerosa fauna selvatica.
Tra l’altro a Lampedusa c’è una delle spiagge più spettacolari del mondo, la Spiaggia dei Conigli: la sabbia bianca, il mare cristallino, un'incredibile fauna marina e un fascino autentico e selvaggio attraggono qui visitatori e turisti da ogni parte del mondo. Nominata la quarta spiaggia più bella del mondo dai viaggiatori di TripAdvisor, è una riserva naturale gestita da Legambiente, e ogni anno, a primavera inoltrata, diventa teatro di un evento naturale emozionante: decine e decine di tartarughe marine, della specie protetta Caretta in via d'estinzione, emergono dai flutti per deporre qui le uova.
 

10 – Dove dormire in Sicilia


Forse non tutti sanno che tra le cose da fare in Sicilia c’è anche il golf. Su green di tutto rispetto, come quelli del Verdura Golf & Spa Resort di Sciacca, perfettamente incastonati nel contesto naturale dell’isola, riscaldati dal sole mediterraneo e rinfrescati dalla brezza marina. I tre campi da golf, due da 18 buche e uno da nove buche, sono disegnati da Kyle Phillips su una superficie vastissima: 570 acri di green che scorrono lungo quasi due chilometri di costa.
In cerca di benessere e relax, date un occhio anche al Therasia Resort di Vulcano è uno dei resort più belli e suggestivi di tutte le isole Eolie. Costruito in un’oasi di natura selvaggia, Therasia Resort è un hotel di charme, una struttura elegante in stile arabeggiante, perfettamente incastonata nello spettacolo naturale di Vulcano.

 

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