La storia degli hotel – dimore storiche d’Italia per un soggiorno di stile

Furono magioni nobiliari, castelli inespugnabili, ville sontuose per villeggiature d'antan e masserie operose: oggi sono dimore storiche di grande fascino, aperte a chi vuole concedersi un soggiorno speciale, che ha il sapore dell'unicità.

 

Il nostro Paese, così straordinariamente vario, è disseminato in tutta la sua lunghezza di questi scrigni di bellezza: ne sono custodi antiche famiglie o nuovi proprietari impegnati in un lavoro quotidiano, e spesso eroico, di conservazione e valorizzazione.
Sono location di stile per eventi e cerimonie, rifugi eleganti per weekend romantici, set fotografici, ristoranti gourmet, hotel lussuosi e intimi.
È soprattutto la storia, quella che custodiscono le salde mura, i giardini ombrosi e i saloni affrescati di queste nobili dimore, ad affascinare chi le sceglie come meta delle proprie vacanze.
Alcuni di questi racconti, sospesi tra leggenda e realtà, ve li faremo rivivere nel nostro articolo. Per farvi venir voglia di partire, in un viaggio a ritroso nel tempo.

 

Sogno romantico alla Tenuta Ca’ Zen, la bella villa veneta sul Po

 

Nel cuore del Delta del Po, tra valli argentate e antichi casoni di pesca, dune, canneti e piccoli gioielli come Comacchio e Chioggia, Tenuta Ca’ Zen è una grande villa del XVIII secolo oggi agriturismo di charme.
Soggiornare alla Tenuta Ca’ Zen vuol dire immergersi in un contesto di grande fascino anche per la storia che si respira tra le mura di questa dimora nobiliare.

La tenuta venne costruita agli inizi del 1700 dagli Zen, famiglia di patrizi veneziani venuti nelle Valli del Delta del Po a coltivarne le campagne, anche se il complesso attuale presenta un’origine più antica, risalente già al 1400, come dimostrato da alcuni ritrovamenti nella Cappella Gentilizia.
Il Corpo centrale della Villa con tipico impianto veneziano, la Barchessa e la Scuderia risalgono ai primi del 1700, mentre le due ali laterali, gli immensi granai e le case coloniche sono più tardive, del 1850.
Dagli Zen la tenuta passò in seguito ai Marchesi Guiccioli e quindi ai Casalicchio Avanzo.
Romantica e tempestosa è la storia d’amore, legata alla Tenuta, tra la giovanissima Teresa Gamba (sposa di Alessandro Guiccioli) e il poeta inglese Lord Byron. Si racconta che il marito della marchesa, irritato dalla storia d'amore con il poeta, avesse mandato la giovane sposa in ritiro a Ca' Zen - “luogo triste e malarico” secondo la definizione della stessa Teresa Gamba nel suo diario - nella speranza che la moglie, lontana dalla brillante e frivola Venezia, rinsavisse. Ma l’amore, si sa, non ha confini e infatti sembra che il poeta fosse venuto fin qui per ritrovare la sua amata, scrivendo dalla balaustra del primo piano della Villa, la famosa poesia “Stanzas to the Po”:

River! that rollest by the ancient walls,
Where dwells the lady of my love

Ancora oggi, quando si dorme in una delle camere arredate con mobili d’epoca o si passeggia nel grande parco, sede di eventi open-air durante la stagione estiva, si assapora, intatta, questa atmosfera antica e rarefatta, che fece innamorare persino il grande Byron.

 

La dolce vita di Villa Maria sulla Costiera Amalfitana

 

Ricca e interessante è la storia di Villa Maria a Ravello, in Costiera Amalfitana, che fu la dimora dei nobili romani Marchesi De Cinque.
La struttura, che conserva l'elegante forma del palazzotto signorile, nel corso degli anni ha subìto delle significative ristrutturazioni che l'hanno portata all'attuale splendore. In tutti gli ambienti è possibile ammirare gli originali pavimenti in marmo, mentre nelle lussuose camere e nei bagni fanno mostra di sé le maioliche dipinte a mano dai maestri della Scuola Vietrese.
Sono molti gli ospiti illustri che hanno soggiornato a Villa Maria. Di alcuni si conserva testimonianza: Giovanni di Borbone delle Due Sicilie, per esempio, lasciò una dedica molto significativa del suo soggiorno; di Benito Mussolini si conserva addirittura una lettera in cui ringrazia per l'ospitalità ricevuta; lo scultore Mastroianni incantato dalla bellezza di Villa Maria, lasciò come omaggio una sua opera.
Alberto Granado, compagno di avventure e braccio destro di Che Guevara scriveva: "Admirado por la beleza del lugar y la calida hospitalidad de sus habitantes les dedico estas linea".
Oggi Villa Maria è una dimora storica dotata di tutti i comfort contemporanei, tecnologie e aria condizionata compresi. Che conserva intatta, però, l’atmosfera della dolce vita della Costiera e di un passato glorioso. Impeccabili gli arredi della dimora storica di Ravello, che mescolano dettagli liberty e art déco, rendendo uniche le grandi suite luminose affacciate sulle terrazze panoramiche.
La famiglia Palumbo, proprietaria da quattro generazioni della Villa Maria di Ravello, ha una storia di ospitalità antica iniziata con i bisnonni Vincenzo e Orsola nel 1934, che prosegue oggi con successo con i pronipoti Francesco e Giuseppe che, grazie all’esperienza maturata all'estero, si dedicano alla conduzione di Villa Maria con l’entusiasmo tipico dei giovani e la stessa classe degli avi.

 

Nell’antico feudo siciliano dei marchesi di Villafranca: Masseria del Piano

 

Masseria del Piano di Collesano, in provincia di Palermo, nasce dalla volontà di riportare a nuova vita l’originale insediamento di epoca borbonica, oltre che dall’idea e dalla passione dei proprietari che hanno cercato di coniugare benessere, convivialità, tempo libero e tecnologia.
Una valida alternativa all’hotel classico, anche quello di lusso, un punto di riferimento lontano dall’accoglienza spesso anonima degli alberghi, ma con un servizio accurato e su misura.
La storia della dimora siciliana è alquanto fascinosa. In piena dominazione borbonica, nel 1683, Giuseppe Federico Alvarez de Toledo e de Cordova duca di Ferandina, marchese di Villafranca e Grande di Spagna, sposava la principessa Caterina Moncada che portava in dote numerosi possedimenti, tra i quali la contea di Collesano, alle pendici delle Madonie. Gargidicenere, dove sorge Masseria del Piano, era uno dei loro feudi.
Molti secoli dopo gli attuali proprietari scoprirono, nel corso di un viaggio, la bellezza di questo angolo di campagna e rimasero colpiti dal fascino di una Sicilia sconosciuta e incontaminata. Le trazzere, i panorami immensi e il silenzio assordante delle campagne li affascinarono a tal punto che decisero d’investire tempo ed energie in un lavoro di restauro delle costruzioni rurali antiche, nel rispetto dell’autenticità e del valore storico.
Oggi Masseria del Piano apre le porte ogni giorno ai viaggiatori di tutto il mondo, affascinati dal nobile senso di ospitalità che da secoli contraddistingue la Sicilia e i siciliani.

 

Nel giardino incantato dell’Antica Corte delle Ninfee di Trapani

 

Storia e leggenda si fondono tra le mura dell’Antica Corte delle Ninfee, ex monastero del XV secolo nella città storica di Trapani, a due passi dalle spiagge e dall'imbarco per le isole Egadi.
Dimora storica è oggi, dopo ampia ristrutturazione, l’abitazione personale della Famiglia Marrone-Stanford, che offre la possibilità di un soggiorno esclusivo in uno dei tre lussuosi appartamenti.
Fulcro d’arte e conoscenza, l’ex Monastero fu sede monacale femminile della chiesa di San Domenico, alla quale era unito per mezzo di passaggi superiori.
Ancora oggi nella cappella della chiesa annessa all’Antica Corte è riconoscibile - benché murata - la “ruota” utilizzata per lasciare le orfanelle in cura alle monache. Da qui deriva il nome della strada laterale adiacente all’attuale struttura, via Orfane.
Il monastero, ora Antica Corte delle Ninfee, restò della Curia fino a metà Ottocento e successivamente venne abbandonato.
Attorno ai primi del ‘900 fu acquistato, ristrutturato e amato, al tal punto da sceglierlo come abitazione privata e studio tecnico, dall’Ingegnere Architetto Commendatore Decio Marrone e dalla moglie Renata Lombardo, pittrice e disegnatrice di fama.
Dopo varie vicissitudini, oggi gli eredi della famiglia Marrone e Cipresso hanno portato a termine una ristrutturazione di grande valore, che ha permesso di salvare la dimora storica dall’incuria – era diventata una falegnameria - riportandola al suo originario splendore.
Insolita e misteriosa è la leggenda legata al bellissimo giardino interno dell’Antica Corte delle Ninfee. Si narra che in una notte di luna piena, tra le acque dell’antica vasca del giardino, nacque una ninfa di nome Talìa. Tanta era la sua bellezza che Dio, estasiato, volle onorarla facendo crescere nel giardino fiori colorati e profumati in ogni stagione. Talìa crebbe in questo luogo incantato e trascorse il tempo a giocare tra le farfalle, le libellule e i pesci della vasca.
Dio capì che tanta bellezza e tanta bontà non poteva essere tenuta segreta: così, in un giorno di vento, aprì la porta del giardino, affinché il mondo potesse ammirare la sua creatura.
Passando di là tutti si fermavano incantati a guardare, compreso un principe d’Oriente che si innamorò, ricambiato, della bella ninfa. Ma Dio, per paura che il principe la portasse via, lo trasformò in un leone di pietra che si dice vegli ancora oggi sull’amata, diventata la ninfea bianca più bella dell’antica vasca del giardino.

 

Un elegante Boutique-Hotel che fu un tempo locanda di posta e lazzaretto per soldati feriti, in Alto Adige


In origine il Boutique-Hotel Orso Grigio, elegante palazzo nel centro di San Candido, era una locanda di posta che apriva le sue porte per dare vitto e alloggio agli avventori e farne riposare i cavalli.
Era il 1462: a quel tempo l'America non era ancora stata scoperta, la Rivoluzione Francese era lontana e l'Italia non era ancora unita.
L'Hotel Orso Grigio è stato da sempre un luogo di ospitalità per i viaggiatori. Il primo oste è menzionato nelle cronache locali di quel lontano 1462 e da allora la casa ha mantenuto invariata la sua finalità di albergo e luogo di ristoro attraverso diverse famiglie di proprietari, fino a quella attuale che lo gestisce da quasi tre secoli.

Il suo nome trae origine da una leggenda che risale ai tempi del dominio ecclesiastico in Baviera. Secondo questa leggenda, un orso uccise il mulo di San Corbiniano mentre questi era in pellegrinaggio. Il santo, che fu fondatore della diocesi bavarese e divenne uno dei santi patroni di San Candido, ammansì l’orso, così che da allora l'animale lo accompagnò pacificamente nei suoi viaggi e come un bravo mulo trasportò i suoi bagagli.

La storia dell'Orso Grigio, documentata nelle cronache dei diversi periodi storici, si intreccia con la grande Storia, quella ufficiale che si studia a scuola. I suoi proprietari conobbero la piaga della peste e la Guerra dei Trent’Anni, così l'albergo dovette passare di mano in mano, fino a quando fu venduto a un macellaio e carrettiere di un paese vicino, antenato degli attuali proprietari. 
Tra i suoi discendenti, ci fu chi ricevette la medaglia d'oro al merito dall’Imperatore d’Austria Francesco I, in segno di riconoscenza per i meriti durante la guerra di liberazione tirolese, condotta contro i francesi e i bavaresi.
Un altro membro della famiglia, invece, fu diseredato perché aveva sposato una cameriera, sollevando all'epoca un grande scandalo familiare.
E ci fu una donna, che durante la Prima Guerra Mondiale allestì nell'Orso Grigio un lazzaretto e si prese cura dei feriti, con misericordia e forza d'animo, e ricevendo infine dall’Imperatore d’Austria la medaglia d’argento al merito.
Questa donna era la coraggiosa e affascinante Hedwig Hellenstainer, che dopo la guerra si trovò ad affrontare un nuovo problema: poiché non era sposata e non aveva figli, alla sua morte l'hotel sarebbe andato in mani estranee. Fu così che Hedwig adottò Alfredo Benincasa, un soldato italiano che aveva conosciuto durante la guerra, e lo diede in sposo a sua cugina. 
Da questa unione, nacque la madre dell'attuale proprietario Franz Ladinser.
Oggi come ieri il Boutique-Hotel Orso Grigio di San Candido, nel Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto, in Alto Adige, gode di una posizione invidiabile. Del suo passato conserva l’autenticità nel segno di un’eleganza dai toni sempre discreti, la struttura architettonica, con le grandi volte del Quattrocento, gli accessori e gli arredi delle varie epoche di attività alberghiera.
Come in un viaggio nel tempo in un unico luogo, all'Orso Grigio si possono ammirare i dipinti degli antenati appesi alle pareti, la lettera di concessione del 1745 e i documenti di compravendita, le porcellane e gli argenti ottocenteschi, i mobili antichi nelle camere, la saletta Biedermeier e le foto d'epoca, i preziosi pannelli in radica della sala da pranzo degli anni Cinquanta.

Per chi arriva in treno, l'hotel si occupa del transfer dalle stazioni di Bolzano, San Candido e Fortezza; per chi viaggia con la famiglia ci sono molte comodità, sconti e gratuità fino ai 2 anni; per i single, con o senza bambini, ci sono condizioni vantaggiose e un ricco programma di attività.

In piena estate, nella settimana che va dal 29 luglio al 5 agosto, si può approfittare della

Speciale Offerta 7 Pernottamenti
con 10% di sconto, che comprende:

- mezza pensione gourmand
- degustazione guidata di vini
- una merenda con gli amici in terrazza
- incontri con il cuoco con regalino finale
- noleggio gratuito di biciclette
- accesso alla sauna panoramica
- ingresso alla piscina "Aquafun" di San Candido
- accesso internet via W-Lan
- accappatoio personale
- rinfresco pomeridiano sulla terrazza panoramica Wellbeing
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