Barbie ingegnere informatico? Sì, ma di successo!

L’ennesima querelle sulla bambola più patinata di sempre, Barbie, è nata in questi giorni in merito a un libro intitolato “Barbie, I Can Be a Computer Engineer” (“Barbie: posso essere un ingegnere informatico”).

Pubblicato dalla Mattel nel 2010 all’interno di una collana in cui Barbie viene mostrata mentre svolge i lavori più disparati, il libretto è entrato da poco nell’occhio del ciclone perché, mostrando Barbie maldestra e incapace di fare il suo lavoro senza l'aiuto di due uomini offre, secondo più di un’autorevole giornalista “una delle rappresentazioni più sessiste e degradanti di come una donna possa avere successo nel mondo dell’informatica”.
Insomma, dopo 55 anni di vita splendidamente portati, la bambola più amata della storia, Barbie, non solo non va in pensione, ma continua a far parlare di sé.
Dopo aver cambiato abiti, macchine, case e fidanzati, dopo essere ingrassata a dismisura ed esser diventata bruttina ma politically correct, ora inciampa nelle paludi della professione: perché la biondissima Barbie non può essere un ingegnere informatico di successo e deve affidarsi a qualche maschietto più abile per risolvere i problemi lavorativi? Non si può essere belle e intelligenti insieme, nel 2014?
La polemica, a dirla tutta, sembra un po’ superata: il nuovo millennio è iniziato da un po’ e noi stiamo ancora disquisendo su come sia possibile essere bionde, formose e laureate in ingegneria informatica. Che poi la questione riguardi un bambola alta 20 cm poco importa. È il principio che conta.
Le critiche a “Barbie: I Can Be a Computer Engineer” sono iniziate con un post del blog di Pamela Ribon, una scrittrice e sceneggiatrice che lavora per la Disney. La Ribon ha ripreso varie parti del libro – “scoperto” a casa di un’amica con due figlie piccole – criticando soprattutto quelle in cui Barbie si deve fare aiutare da alcuni colleghi maschi per sistemare guai e portare a termine un lavoro.

In pratica Barbie si dimostra incapace di programmare, requisito necessario per un ingegnere informatico
La polemica ha fatto poi letteralmente il giro del web tanto da portare il movimento femminista “Feminist Hacker Barbie” a creare un sito al fine di dare un lieto fine al racconto e portare a dimostrare che Barbie è perfettamente in grado di svolgere in maniera indipendente le mansioni che le competono: tutti gli utenti sono invitati a riscrivere alcune parti del testo, associandole alle immagini originali del libro.

Secondo noi, in medio stat virtus. Cara Mattel, pensaci: dopo 55 anni di Barbie riuscire a non tirarsi addosso l’ira funesta delle donne di mezzo mondo non dovrebbe essere così difficile.
Care donne (femministe e non): il principio è importante, leggere fondamentale per i bambini. Ignorare i prodotti poco educativi, a volte, la soluzione migliore.

E, soprattutto, sappiate che le bambine di oggi hanno molta più fiducia nelle proprie capacità di noi ex fanciulli degli anni Settanta. Siete sicure che sarebbero così turbate dagli inconvenienti sul lavoro di una Barbie ingegnere maldestra?

 

 

 

 

 

 

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