Dieci cose da fare a Pechino

Pechino è la città del momento: oltre 20 milioni di abitanti, capitale di un paese la cui corsa trafelata verso il progresso sembra non voler rallentare, multiforme fusione tra storia e avanguardia.

Per anni offuscata dal fascino coloniale di Hong Kong e, in seguito, dal drago rampante di Shanghai, la capitale dell’ “impero di mezzo”, dopo i Giochi Olimpici del 2008, sembra essersi finalmente destata. Pechino, come del resto gran parte delle metropoli cinesi, è una città che muta in continuazione. Si ridefinisce e ridisegna alterando il proprio aspetto e cambiando la collocazione di cose e persone. È una megalopoli in continuo fermento. Qui, i più giovani e gli intraprendenti sembrano guardare al futuro con un ottimismo che da noi, in Europa, è ormai puro ricordo. L’inarrestabile sviluppo porta immancabilmente con sé dilemmi, contrasti e disparità: non tutti potranno approfittare del nuovo benessere, i cantieri sono ovunque e la città si trova a dover combattere un’ardua battaglia contro l’inquinamento. Nonostante problemi e disuguaglianze, Pechino resta, però, una delle città più intriganti che io abbia mai visitato.

1 - Varcare le porte della Città proibita per rivivere l’epoca degli imperatori


Centro fisico e metaforico di Pechino, l’antica residenza imperiale continua a essere il principale punto d’attrazione turistica della capitale. La Città proibita, così chiamata perché un tempo entrarvi senza autorizzazione poteva costarvi la vita, è un immenso complesso che si estende su una superficie di oltre 72 ettari e che comprende 800 edifici e ben 9000 stanze.

La costruzione del palazzo, ordinata dall’imperatore Yongle, durò dal 1406 al 1420 e richiese l’impiego di non meno di un milione di operai. Gli edifici che possiamo vedere oggi risalgono però al XVIII secolo in quanto, costituita esclusivamente di strutture in legno, la Città proibita è stata di sovente distrutta dalle fiamme. Approfittate di una bella giornata di sole per apprezzare gli imponenti edifici che si susseguono lungo l’asse sud-nord e attardatevi nei cortili e camminamenti che collegano i padiglioni minori per scoprire gli scorci migliori da fotografare e immaginare quella che poteva essere la vita alla corte degli imperatori.

2 - Assistere alla cerimonia dell’ammaina bandiera a Tian An Men, la piazza più grande del mondo
Con i suoi 44 ettari, questa immensa distesa di cemento costituisce un punto nevralgico di Pechino. Oltre alla Città proibita, collocata sul lato nord della piazza, altri importanti edifici si affacciano su Tian An Men: il Palazzo dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il Mausoleo del Presidente Mao e il Museo Nazionale della Cina, che vi consiglio di visitare. Ma è all’alba, come anche al tramonto, che la piazza diventa teatro di un evento imperdibile. A meno che non siate particolarmente mattinieri, preferite la cerimonia che si svolge al tramonto. La bandiera nazionale viene ammainata ogni giorno al calar del sole da un battaglione di soldati scelti dell’Esercito Popolare di Liberazione. Con una precisione assoluta, la bandiera scompare sotto la Porta della pace celeste nell’esatto istante in cui il sole tramonta. All’alba la bandiera verrà nuovamente issata, ancora una volta con una “coreografia marziale” studiata nei minimi particolari e al suono dell’inno nazionale.


3 - Esplorare il panorama gastronomico locale e assaggiare l’anatra alla pechinese

Pechino offre la possibilità di vivere esperienze gastronomiche entusiasmanti. Troverete un’incredibile varietà di cucine, cinesi e internazionali. L’anatra laccata è il piatto più celebre e sono diversi i luoghi consigliati dalle guide per questa preparazione tipica. Uno degli indirizzi più apprezzati dai turisti - per questo è preferibile prenotare - è Da Dong Roast Duck (Nanxincang International Plaza, 22 Dongsishitiao Lu). Qui l’anatra è croccante, magra e ben cucinata. Provate anche Duck de Chine, un indirizzo decisamente più esclusivo e trendy, situato all’interno del 1949-The Hidden City, il complesso di ristoranti e locali in stile industrial-chic del quale ho già avuto modo di raccontarvi. Se invece preferite noodles e ravioli, non perdete il Noodle Bar, situato proprio accanto a Duck de Chine, e Din Tai Fung, una catena di ristoranti taiwanesi nota a livello internazionale per la delicatezza di ravioli e Dim Sum (squisiti bocconcini tipici della cucina cantonese). Per provare una cucina locale, sofisticata ed elegante, concedetevi una cena (ma anche i brunch sono sensazionali) da Yu, il ristorante situato al secondo piano del Ritz-Carlton.

 

4 - Osservare con il naso all’insù le controverse architetture d’avanguardia 

Dopo anni di grigiore architettonico in puro stile sovietico, Pechino è ricorsa alle visioni futuristiche di noti architetti per realizzare alcuni degli edifici più audaci e discussi degli ultimi tempi. I Giochi Olimpici sono stati l’elemento scatenante di questa corsa avanguardista che ha radicalmente trasformato lo sky line della capitale. Lo stadio olimpico, il Bird’s Nest, concepito dagli svizzeri Herzog e Meuron, è stato il primo degli edifici che ha cominciato ad attirare l’attenzione del mondo intero su quanto stava accadendo a Pechino. Accanto allo stadio olimpico, il Water Cube degli australiani PTW Architects. Concepito come edificio ‘yin’ complementare alla struttura ‘yang’ dello stadio, con le sue “bolle” che di notte si accendono di blu, vale certamente una visita al calar del sole. Atterrando nel nuovo Aeroporto Internazionale rimarrete certamente colpiti dall’esperienza che si vive attraversando l’immenso Terminal 3 disegnato dall’archistar inglese Norman Foster. Il tetto dell’edificio, dalla forma sinuosa che ricorda la schiena di un dragone, è stato concepito per regalare al viaggiatore una sensazione di accoglienza e per celebrare il brivido e la poesia del volo. Altre strutture hanno suscitato reazioni più controverse: la nuova sede della CCTV, ideata dai designer dello studio olandese OMA, con la sua estetica audace e ben identificabile nel panorama della megalopoli cinese, è diventata simbolo del nuovo linguaggio architettonico del millennio. L’edificio che però maggiormente ha scatenato un acceso dibattito tra gli abitanti della capitale è il nuovo Teatro Nazionale. Molti lo considerano “un gigantesco guscio d’uovo” che non trova la sua giusta collocazione in prossimità della prestigiosa Città Proibita.

5 - Passeggiare nei parchi di Pechino per ammirare l’architettura Ming del Tempio del Cielo
Capolavoro dell’epoca Ming, il Tempio del Cielo è unico nel suo genere, non ne esistono altri uguali in tutta la Cina. Costruito in base ai principi della numerologia cinese, edificio ricco di simbologie, Tian Tan (così si chiama in mandarino) è suggestivo e indimenticabile. Se siete a Pechino e avete poco tempo a disposizione, questo è il luogo che dovete assolutamente visitare! Anche il parco che ospita il complesso di padiglioni legati al tempio vale una visita. Arrivando di buon mattino potrete osservare gli anziani praticare il tai chi, ma anche divertirsi con balli di gruppo e canti popolari. Un altro parco che merita una capatina è quello di Beihai, tipico giardino alla cinese che si trova a nord-ovest della Città Proibita. Passeggiare in questa oasi di pace è estremamente piacevole. Potete esplorare templi e padiglioni (imperdibile il muro dei nove dragoni), passeggiare lungo i sentieri o fare un giro sul lago con la barca a remi. Portatevi il necessario per godervi un piacevole pic-nic (i ristoranti in zona non valgono una visita), prima di salire fino al Bai Da, lo stupa bianco alto 40 metri. Se invece vi recate al parco Jingshan, arrampicatevi in cima alla collina costruita con la terra scavata per costruire il fossato della vicina Città Proibita. Da lassù godrete di una magnifica vista su Pechino.

6 - Cercare l’affare al mercato delle pulci di Panjiayuan
Se vi trovate a Pechino durante il weekend, alzatevi presto e andate a Panjiayuan, gigantesco mercato delle pulci. Sarà (quasi) impossibile trovare un vaso Ming originale, ma qualsiasi oggetto cinese, cianfrusaglia o riproduzione cerchiate, non rimarrete delusi. E’ un luogo perfetto per trovare oggetti ricordo a piccoli prezzi o regali originali da riportare agli amici. Interessante la sezione dedicata alle pietre dure e quella riservata alla ceramica. Per gli amanti del genere, qualche pezzo di modernariato apprezzabile. Qui si trovano anche riproduzioni delle opere più famose degli artisti cinesi contemporanei. Divertitevi a frugare e , unica regola da tenere bene in mente: contrattate sempre, fino allo sfinimento!

7 - Organizzare un’escursione in auto per visitare una delle sette meraviglie del mondo contemporaneo
Quella che viene considerata una delle meraviglie del mondo moderno, la grande muraglia, si trova a pochi chilometri da Pechino. Fatevi organizzare l’escursione dall’hotel, oppure da una delle agenzie specializzate, sorte negli ultimi anni. Su Tripadvisor e Lonely Planet ne troverete diverse con buoni giudizi. Cercate di evitare quelle che comprendono anche una sosta per visitare una fabbrica o un laboratorio di produzione. Costano di meno, ma si tradurranno in una gran perdita di tempo. Evitate anche le porzioni di muraglia più turistiche e affollate come, ad esempio, Badaling. Durante il mio ultimo soggiorno in Cina ho optato per la grande muraglia di Mutianyu, certamente più suggestiva e meno frequentata. Cercate di includere anche una sosta alle tombe della dinastia Ming e non perdete per nulla al mondo la Via sacra, il lungo viale d’accesso ai cui lati sono disposte ventiquattro figure di animali in marmo bianco di Pechino.

8 - Apprezzare l’arte cinese contemporanea visitando il 798 Art District
Il 798 Art District, chiamato anche Dashanzi, è un distretto dedicato all’arte contemporanea, nato alla fine degli anni Novanta negli spazi dismessi di una vecchia fabbrica tedesca. Anche se la vera avanguardia artistica cinese pare abbia deciso di spostarsi in una zona ancor più periferica, 798 Art District, resta comunque un luogo piacevole dove trascorrere la giornata passeggiando e curiosando nelle diverse gallerie d’arte, ateliers, boutiques e caffè sorti attorno al nucleo originario. Evitate il lunedì, giorno di chiusura di gran parte delle gallerie.

9 - Fare shopping per scoprire piccoli designer locali e lussuosi centri commerciali
Enormi e avveniristici centri commerciali, vecchi ma eleganti department store statali, brand internazionali alla moda, mercati coperti specializzati in imitazioni, piccole boutique di giovani designer cinesi … lo shopping a Pechino può essere un’esperienza veramente interessante. Le cose cambiano molto spesso in questa città, quindi anche gli indirizzi più apprezzati per fare acquisti possono mutare da un momento all’altro. L’ultima volta che sono stata a Pechino mi sono divertita a fare acquisti nell’hutong alla moda di Nanluogu Xiang, dove troverete una miriade di piccole boutique alla moda e ristorantini. Un distretto molto frequentato dai giovanissimi di Pechino, ma interessante anche per i turisti in cerca di souvenirs moderni e divertenti. Non lontano dal Tempio dei Lama, si trova, invece, Guozijian Jie, una via che ha subito di recente una pesante ristrutturazione, e dove sono stati aperti alcuni bei negozi di design, arredamento e artigianato locale. Inaugurato poco più di un anno fa, il Parkview Green è un esempio spettacolare di architettura moderna. La struttura che ospita il centro commerciale è interamente environmentally-friendly.

Elemento caratterizzante del Parkview è l’incredibile raccolta di opere d’arte contemporanea. Lo shopping qui è un’esperienza nell’esperienza. Più classico, ma non meno interessante è lo shopping a Wangfujing, un’ ampia strada interamente pedonale, dove troverete diversi department store e negozi monomarca. Vi segnalo l’elegante Beijing Department Store and The Malls at Oriental Plaza, uno dei più grandi centri commerciali di tutta l’Asia. Se vi trovate a passeggiare la sera a Wangfujing, non perdetevi un giro tra le bancherelle del mercato notturno di DongHuaMen.

10 - Passeggiare negli hutong per respirare l’aria della vecchia Pechino
Gli hutong sono strette stradine formate da file di Siheyuan, le tradizionali abitazioni cinesi che si sviluppano attorno a un cortile interno. Una volta gli hutong caratterizzavano il centro di Pechino. Oggi molti sono stati abbattuti per lasciare spazio a moderni grattacieli e a strade più ampie. In alcuni casi sono stati completamente restaurati per essere trasformati in strade turistiche. Altri, considerati patrimonio nazionale, sono stati messi sotto tutela dello stato. Esistono agenzie specializzate che organizzano tour degli hutong in risciò. Potete anche optare per una soluzione più economica noleggiando una bicicletta, ma anche semplicemente percorrere queste pittoresche stradine a piedi. Nella zona di DongCheng si trovano alcuni hutong interessanti. Io vi consiglio di percorrere DengCao Hutong dove si celano le porte della scuola di cucina Hutong Cuisine (di cui abbiamo già parlato) e Yanyue Hutong. Qui si trova l’Hotel Cote Cour,un delizioso boutique hotel.

Testo e Foto di Alessandra Colaci
Dal blog Una Casa in Campagna

 

 

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