Il nuovo design francese: architetti e interior designer che stanno rivoluzionando lo stile

Se gli italiani e gli scandinavi hanno a lungo tenuto alto il prestigio in ambito design, i francesi si stanno via via imponendo come nuova élite creativa.

 

 

Architetti e interior designer capaci di incarnare alla perfezione uno stile moderno e audace, che pesca con intelligenza e astuzia nel passato e guarda al futuro con la capacità di stupire e innovare.
Creatività, qualità e rilettura ispirata ai classici si impongono come i tre ingredienti principali del successo di un’intera generazione di designer e architetti francesi ormai definitivamente icone del buon gusto e portatori del savoir-faire francese in tutto il mondo.

Nomi già nell’empireo del design come Philippe Starck, il dissacratore re del design; giovani innovatori come (l’italiano) Fabrizio Casiraghi, che ha portato a Parigi il suo stile “nouveau chic” o architetti geniali e ribelli come Rudy Ricciotti: è un viaggio nel design d’oltralpe quello presentato sul nuovo numero della rivista Rendez-vous en France, il magazine di Atout France per l’Italia.
La nuova edizione 2018 del magazine dedicato ai viaggiatori italiani che amano la Francia è un concentrato di idee, articoli, interviste, suggerimenti di viaggio così convincenti che viene voglia di partire ancora prima di aver terminato di leggerlo.
Un numero annuale tutto dedicato al savoir-faire francese, filo conduttore trasversale che riesce a restituire la varietà e la ricchezza della destinazione Francia, la sua creatività nei settori più diversi.

Come, appunto, il design e l’architettura, che diventano un punto di vista inedito per scoprire il Paese.
Non ha certo bisogno di presentazioni Philippe Starck, parigino di nascita e un po’ italiano d’adozione (ha una casa a Burano), 70 anni tra poco e uno spirito “bambino”, forse il segreto della sua creatività al di fuori degli schemi. L’inventore del democratic design, il grande “manipolatore” di materiali plastici, punta oggi sull’ecologia, rivalutando e riscoprendo il legno (utilizzato per realizzare una casa di design sostenibile prefabbricata).

Uno degli ultimi progetti? Le medaglie disegnate per le Olimpiadi del 2024 che si svolgeranno in Francia. E anche questa volta non ha smentito la sua fama di innovatore: la medaglia firmata da Starck, infatti, può essere divisa in quattro esemplari assolutamente identici, per essere condivisa con familiari, amici, allenatori… perché la vittoria non è mai un successo individuale.

 

 

Sfogliando la rivista Rendez-vous en France, ci imbattiamo nella storia di Fabrizio Casiraghi, giovane interior designer milanese che ha fatto innamorare Parigi con il suo stile “nouveau chic”, capace di mescolare stili ed epoche, di mixare atmosfere settecentesche e mood contemporaneo. Portano la sua firma i progetti di alcuni del locali più trendy di Parigi, come il Cafè de l’Esplanade, al 52 du rue Fabert: per il restyling dello storico locale Casiraghi - studi al Politecnico di Milano ed esperienza da Dominique Perrault – sceglie uno stile etno-chic, fatto di morbidi velluti verdi, il calore dell’oro e un tocco mediorientale dato dalle grandi sospensioni a lanterna.

 

 

È uno degli architetti più interessanti e innovativi del panorama internazionale Rudy Ricciotti, intervistato su Rendez-vous en France: uomo del Mediterraneo, come ama definirsi, sta cambiando il volto di alcune delle più belle città del sud della Francia, con la sua architettura potente, povera ed evocativa.
Suo il progetto del Mucem di Marsiglia, Il Museo delle Civiltà d'Europa e del Mediterraneo simbolo della Cité de la Méditerranée, uno spazio immenso di più di 5.700 metri quadrati, luogo di esposizioni, con un auditorium di 400 posti, una sala riunioni e lavoro, aree per negozi, caffè e ristoranti.

 

 

Suo anche il museo Jean Cocteau di Mentone, su una delle più belle promenade della Costa Azzurra, che la cittadina francese ha dedicato al suo celebre cittadino.
Lo studio Rudy Ricciotti ha firmato questo progetto dal sapore futurista, uno scrigno di cemento e acciaio incastonato sul lungomare, simile a una spugna, a un'alga trascinata sul bagnasciuga dalla corrente. Opera di un uomo poetico e visionario, provocatore di natura e amante del buon vivere che crede in un’architettura senza star perché, dice: “è un mestiere che bisogna onorare prima di aspettarsi che ci onori a sua volta”.

 

 

 

 

 

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