Come una partita di basket diventò un evento di stile - nell'esempio dell’EA7 Milano

A Milano non esiste solo il calcio per gli amanti dello sport, e nella metropoli meneghina le possibilità alternative d’intrattenimento sportivo iniziano a essere percepite e apprezzate anche su larga scala.

Il recente declino delle fortune calcistiche delle due squadre milanesi ha riportato in auge un’altra storica squadra della città, che appartiene al secondo sport più praticato nel nostro Paese, il basket. Si tratta dell’Olimpia Milano, che proprio recentemente ha festeggiato gli 80 anni di storia.

La vita della più vecchia società cestistica d’Italia si è altalenata tra periodi di grande splendore e cadute vorticose e nella storia contemporanea c’è stato pure il rischio di vederla sparire dalla cartina geografica nazionale.

Negli anni 50-60 e 80-90 la squadra ha vissuto i periodi migliori, vincendo spesso e volentieri sia a livello nazionale che continentale. Poi, dopo l’ultimo scudetto vinto a metà degli anni '90, un lungo periodo di magre soddisfazioni ha portato al calo di appeal per l’esigente pubblico milanese e conseguente fuga di sponsor, linfa vitale per la sopravvivenza di ogni sport.

Nel 2004, dopo anni in cui la squadra rischiò anche la retrocessione e arrivò a un passo dal fallimento, uno degli imprenditori milanesi più famosi nel mondo, con un passato in famiglia vicino alla pallacanestro, decise di salvare l’Olimpia Milano con un intervento di sponsorizzazione.
Stiamo parlando ovviamente di Giorgio Armani, che pochi anni dopo non si accontentò di griffare le divise con il suo prestigioso marchio, ma divenne anche il proprietario della squadra.
L’inizio della sua carriera da proprietario non fu proprio entusiasmante, in quanto la società si era certo garantita una stabilità economica invidiabile ma i risultati sportivi non furono consoni agli investimenti e al blasone.
Anno dopo anno la situazione è andata progressivamente migliorando, non solo attraverso i migliori risultati sul campo ma anche e soprattutto per una politica di ticketing e di coinvolgimento che è andata ad attingere dal basket professionistico a stelle e strisce: la National Basketball Association.
Un aumento esponenziale di pubblico ha portato alla migrazione dallo storico Palalido fino al più accogliente e grande Forum di Assago. Forum che è stato recentemente persino ampliato e ristrutturato, proprio per rendere più accogliente l’esperienza della partita di basket per lo spettatore.

Negli ultimi anni, poi, che hanno visto la squadra finalmente risollevare trofei dopo tre lustri di scarsi successi, c’è stato un aumento clamoroso di pubblico. Ormai difficile vedere al palazzo meno di 10.000 presenze e l’ambiente che si è venuto a creare è completamente differente da quello che ci si aspetta normalmente allo stadio.
Tra il pubblico, infatti, non è presente solo il classico tifoso accanito, ma anche molte famiglie, coppie e bambini, una piacevole varietà dovuta anche anche alla presenza di tante squadre giovanili affiliate al marchio Armani con programmi di reclutamento di nuove leve, per avvicinare anche i più piccoli a questo meraviglioso sport.

 

In che modo una partita dell’EA7 Milano è diventato un evento milanese?

Il ticketing è stato ed è fondamentale: mini abbonamenti, formule creative, sviluppo del senso di appartenenza al club, facoltà di acquistare dei posti a bordo campo o di fianco alle panchine, happy hour gestiti da società di catering pre-partita compresi nei biglietti e robusti sconti per universitari, famiglie e bambini.
Acquistare un biglietto per una partita dell’Olimpia è semplicissimo e online è possibile anche scegliere il posto preferito dalla piantina del Forum di Assago. Come al cinema o a teatro.
D'ispirazione NBA anche tante iniziative che allietano il pubblico prima e durante la partita: in primis la presenza di un maxi cubo ad alta definizione sopra il campo di gioco dove poter seguire tutte le statistiche della partita, vedere la presentazione della squadra e le migliori azioni, oltre a partecipare a giochi palesemente scimmiottati dalla cultura americana (come la poco discreta Kiss Cam).
Grazie a un'app, è possibile anche collegarsi al cubo e votare il miglior giocatore in campo.
Nei timeout e intervalli della partita sfilano molti corpi di ballo, cheerleaders che richiamano l’attenzione e giochi per il pubblico che si sbraccia per ricevere le t-shirt omaggio.
Presenti a bordo campo, oltre al patron Giorgio Armani, spesso anche calciatori di Inter e Milan o varie celebrità invitate dal proprietario: visti in tempi diversi persino Spike Lee, Russell Crowe e Cate Blanchett.
All’ingresso del Forum, poi, è presente lo store ufficiale della squadra, dove acquistare divise e gadget con la possibilità anche di personalizzarli.

 

Da fan del basket, posso assicurare che tutto questo è solo il contorno di uno degli sport più belli e coinvolgenti del mondo, perché la pallacanestro è un gioco veloce, ricco di gesti atletici con tempi di gioco effettivo e priva di punti morti.
Ed è uno degli sport in cui veramente conta tantissimo il gioco di squadra, fare gruppo e non temere di sbucciarsi un ginocchio per aiutare un compagno.
Tuttavia la caratteristica che rende il basket davvero avvincente è il fatto che l'esito di una partita può essere ribaltato in pochissimo tempo dalla squadra che era stata data, fino a un momento prima, per spacciata.
Tutte peculiarità, queste, che rendono il basket appetibile anche a chi non si è mai approcciato a questo sport.
Se siete di Milano o hinterland, provate ad assaporare l’emozione di una partita dal vivo, gli assist, le schiacchiate, un tiro segnato particolarmente difficile. Non ve ne pentirete.

Michele Sessa

 

Photo Credits: Carmen Galeone
Make-up: @makeup_abracadabra
Modella: @Vero_Audrey

 

 

 

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