Hans Memling. Ultimi giorni della mostra romana

Ultimi giorni (fino al 18 gennaio) per visitare presso le Scuderie del Quirinale la mostra Memling. Rinascimento Fiammingo.

Nonostante Hans Memling sia considerato un genio ed il suo lavoro abbia influenzato i più grandi artisti, come Leonardo, Raffaello, Lotto, Ghirlandaio e molti altri, mai prima d’ora si era fatta una mostra in Italia a lui dedicata.

L’artista tedesco divenne il pittore preferito della diaspora italiana a Bruges. Già nella sua prima produzione indipendente, nelle sue tavole, Memling riuscì a sintetizzare i risultati dei sui predecessori, in particolare di Jan van Eyc, Rogier van der Weyden e Petrus Christus; tutti già tenuti nella più alta considerazione dalla nobiltà italiana e dalle élite urbane.

Memling ebbe molto successo in vita, fu uno dei più grandi ritrattisti della sua epoca. Quando la ricca borghesia iniziò a commissionargli opere di destinazione ecclesiale, queste giunsero in Italia e naturalmente ebbero molta influenza sulla nostra arte. Con La Passione di Cristo, commissionata da Tommaso Portinari ed entrata nella collezione dei Medici (oggi conservata nella Galleria Sabauda), Memling ottenne che i pittori italiani trattassero la pittura narrativa in modo nuovo.

 

Hans Memling - Ritratto d’uomo con una moneta romana

Olio su tavola, 31 x 23,2 cm

Anversa, Koninkliik Museum voor Schone Kunsten

 

Un artista che ha influenzato, è stato un precursore, un innovatore.

Il progetto espositivo è dello studioso internazionale di arte fiamminga del XV secolo Till-Holger Borchert, curatore del Memling Museum di Bruges, che intende dimostrare “come la pittura italiana, a Firenze e in altri centri, fosse influenzata in misura considerevole dai dipinti fiamminghi importati, stabilendo che in questo processo le opere di Hans Memling ebbero un ruolo particolarmente importante”.

 

Hans Memling
Passione di Cristo
1470
Olio su tavola, 54,9 x 90,1 cm
Torino, Galleria Sabauda

 

 

Alessandro Cotugno
 

 

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