Film sotto l’albero: film d’autore da vedere a Natale

Finalmente qualche giorno di meritato riposo, atmosfere calde, caminetti, luci e panettoni… Eccovi i miei film d’autore da vedere a Natale. Lasciatevi sorprendere da quattro opere fatte… ad arte!

 

Perché il cinema di Natale non è solo cinepanettoni.

 

Shirley, vision of reality

 

Vi siete mai persi nel mondo silenzioso di un quadro di Edward Hopper? Se conoscete l’artista, concorderete sulla magica presenza di un chiaro (anche se non necessariamente esplicito o voluto) richiamo cinematografico all’interno di ogni suo capolavoro. E la solitudine, i drammi, le storie dei suoi personaggi, mai nessuno aveva provato ad animarli… Gustav Deutsch, documentarista austriaco classe ’52, con questo film sperimentale ha dato vita a un gioiellino che toglie il fiato. Tredici quadri e la storia di una donna. Direttamente dalla 63° edizione del Festival di Berlino, ecco un’opera da cercare e in cui perdersi in un pomeriggio di Natale da sublimare.

 

Les Bonnie & Clyde de l'Art

 

Avete mai sognato di entrare nella testa di un artista? Ecco il viaggio a cui sarete destinati guardando questo documentario girato da Anne Julien e Louise Faure, sulla vita e l’arte della scultrice e pittrice Niki De Saint Phalle. Un’artista rivoluzionaria che ha fatto della propria opera, un mezzo di sopravvivenza in una società da cui si sentiva violentata. Un fucile a colori e giganti sculture di Nanas magnifiche, a celebrare la grandezza della donna e dell’arte. Provocatrice, intellettuale, femminista e ricercata: per chi è ancora convinto che l’arte sia da salvare.

 

Tokyo fiancée

 

Vi siete mai chiesti che faccia potrebbero avere gli strani e poetici personaggi dei romanzi di Amélie Nothomb? Dopo Stupori e tremori, un altro romanzo della scrittrice belga più eccentrica di tutti i tempi, Né di Eva né di Adamo, arriva sullo schermo con il titolo Tokyo fiancée, diretto da Stefan Liberski. Continua dunque la tragicomica storia di Amélie che finalmente ritorna in Giappone, sua terra natale, per ricordare, rivivere e riabitare quei luoghi del cuore mai dimenticati. Ed è qui che, incontrando un ragazzo giapponese a cui dà ripetizioni di francese, inizia una nuova parentesi di vita, una nuova pagina della biografia della scrittrice, a cavallo tra realtà e fantasia, tra poesia e impietoso realismo. Per stupirsi e stupire.

 

Adieu au langage

 

Siete mai usciti dal cinema totalmente confusi, invasi da una sensazione di soddisfazione e frustrazione allo stesso tempo, esaltati e stupefatti da ciò che avete visto senza pertanto averlo del tutto capito? Parlare del cinema sperimentale di Godard sarebbe un po’ come sparare sulla croce rossa, ma questo suo ultimo film è uno di quelli che, appena finito, si avrebbe voglia di rivedere all’infinito, per sopperire a quella tragica percezione, durante la visione, di star lentamente perdendo nel corso del film, almeno la metà delle citazioni, dei riferimenti, delle chiavi di lettura che potrebbero renderne l’esegesi se non tanto, almeno un po’ più evidente. Un enigma da svelare: per chi ama giocare.

 

Silvia Piccone

Dal blog My Blueberry Movie

 

 

 

 

 

 

 

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