Teatro immersivo: a New York va in scena Sleep No More

Un vecchio hotel, un’ambientazione curata nel dettaglio e una maschera in stile veneziano: sono solo alcuni degli ingredienti che danno vita a una delle più suggestive performance artistiche dei nostri giorni.

 

 

Stiamo parlando dello Sleep No More, uno spettacolo teatrale sui generis, dove lo spettatore è anche regista della propria esperienza.
È ancora una volta New York City, la città trend setter per eccellenza, a regalare un’esperienza d’impatto espressivo e coinvolgimento senza eguali.

Al 530 West 27th Street si raggiunge il McKittrick Hotel, stabile dall’aspetto semplice e anonimo che non lascia presagire nulla rispetto a quanto l’ospite incontrerà al suo interno. Una volta varcato l’ingresso, infatti, ci si trova immersi in una splendida ambientazione anni ‘30.

Il McKittrick Hotel è stato costruito alla fine di quel decennio con la volontà di essere uno dei più lussuosi luoghi pubblici del suo tempo, ma destinato ad essere il più decadente: sei settimane prima dell'apertura e due giorni dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, il leggendario hotel è stato condannato a chiusura. Questo fino a quando la compagnia di produzione Emursive ha riportato la “Grande Dame” alla vita, lo scorso 7 marzo 2011 con la prima di Sleep No More, una fusione di testi classici, prestazioni fisiche, installazioni di design e luoghi inaspettati.

I co-fondatori di Emursive, Jonathan Hochwald, Arthur Karpati e Randy Weiner, hanno reso palcoscenico l’intero stabile, curandone ogni stanza con maniacale perfezione e rendendo ogni oggetto e complemento d’arredo parte del dedalo di elementi atti a comporre un’emozionante esperienza immersiva.

E infine la performance che, coniugando diversi stili artistici, racconta in chiave noir il classico scozzese della tragedia shakespeariana. Nello specifico è il Macbeth a essere reinterpretato e messo in scena dietro una cortina di suspance  in un viaggio in soggettiva. L’azione si svolge contemporaneamente sui cinque piani dell’hotel, dove piccoli gruppi di attori si ritrovano e recitano la scena attorniati dagli spettatori. Vietato parlare! Attori e spettatori vengono accompagnati da un sound design d’effetto che amplifica la forza e la spettacolarità della narrazione, alla fine di ogni scena gli attori si dividono e corrono verso altre stanze. È proprio questo che rende unico il percorso teatrale: ogni spettarore può scegliere quale personaggio seguire creando il suo personale filo narrativo, oppure è possibile vagare per le stanze arredate ad arte alla ricerca di una nuova scena e nuovi attori.

Una splendida performace recitativa che non può non lasciare esterrefatti e affascinati per la bravura degli attori e per la loro capacità di rendere ogni momento reale e tangibile, nonostante il religioso silenzio a cui sono costretti. Per il gran finale gli ospiti vengono convogliati nella stanza più grande dell’hotel con gli occhi incollati al palco dove, per la prima volta (forse), tutti gli attori sono riuniti e danno forma all’ultima indimenticabile scena della rappresentazione.
Se inizilamente i critici guardavano allo Sleep no More come a una moda passeggera senza futuro, oggi si sono sicuramente dovuti ricredere: i numeri dello spettacolo sono in continua crescita, grazie soprattutto al passaparola di persone interessate a conoscere le nuove tendenze, e la sua fama si sta spargendo a macchia d’olio non solo a New York City ma in tutte le parti del mondo.
Per noi un progetto riuscito alla perfezione che ci sentiamo di consigliare ai nostri lettori e, se vi capita di partecipare allo Sleep No More in compagnia, vi suggeriamo di vivere l’esperienza da soli e raccontarvi quanto vissuto solo al termine. Vi renderete conto di quanto ognuno di voi abbia vissuto realmente in soggettiva tutto lo spettacolo.

Per informazioni e prenotazioni www.sleepnomorenyc.com

 

Veronica Bernardi

 

 

Foto 1: Robin Roemer 

 

 

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