La storia degli hotel: le dimore storiche d'Italia si raccontano - il Nord

Esistono in Italia strutture antiche, hotel e residenze che prima erano castelli, fortezze, ville o cascine.

Sono luoghi carichi di storia, testimoni dei fatti che vi sono accaduti e degli uomini e delle donne che vi hanno lasciato la propria impronta.

Hotel Castelbrando

Se oggi è possibile soggiornarvi, è anche grazie all'impegno di coloro che hanno investito forza ed energia nella conservazione e nel restauro di queste proprietà e ne hanno rispettato l'autenticità e il valore storico.
Queste dimore della storia, che oggi sono alberghi aperti a tutti, sono disseminate sulla nostra Penisola rendendosi testimonianza di un glorioso passato.
Certo la destinazione iniziale non era quella attuale, ma proprio in questo contrasto e in questo aprirsi al mondo moderno nel dare ospitalità ai viaggiatori risiede il loro maggiore fascino.
Abbiamo raccolto alcune testimonianze e ve le vogliamo raccontare, per tutti coloro che, come noi di Viviconstile.it, amano viaggiare ma anche esplorare la cultura dei luoghi, assaporarne l’autenticità, entrare nell’anima delle cose e uscire arricchiti dall’esperienza.

 

NORD ITALIA

 

Hotel Orso Grigio, San Candido (BZ)

Una delle storie più affascinanti di cui si abbia precisa memoria è quella dell'Hotel Orso Grigio di San Candido.
Le origini di questa casa risalgono agli inizi del ’300 ma fin dal 1462 l'Orso Grigio aprì le sue porte ai viaggiatori offrendosi come luogo di ospitalità (il suo primo oste è menzionato nelle cronache locali di quell'anno).

L'Orso Grigio ha mantenuto invariata la sua finalità di albergo e luogo di ristoro per quasi 600 anni, attraverso diverse famiglie di proprietari, fino a quella attuale che lo gestisce dal lontano 1745.
Il suo nome trae origine da una leggenda che risale ai tempi del dominio ecclesiastico in Baviera. La leggenda vuole che San Corbiniano, fondatore della diocesi bavarese e uno dei santi patroni di San Candido, venisse assalito durante un pellegrinaggio da un orso grigio, che gli uccise il mulo, carico dei suoi bagagli. Corbiniano allora ammansì l’orso e gli impose il basto, così che da allora il santo fu placidamente seguito dall’animale, l'"Orso di San Corbiniano", che come un bravo mulo trasportava i suoi bagagli.
Ma torniamo al 1303, l'anno in cui il re Alberto I concesse alla Marca di San Candido il diritto di tenere mercato. Fu così che il borgo registrò una crescente presenza di commercianti e nobili che volevano essere ospitati. Ancora oggi, quando le persone del posto si danno appuntamento all’Orso Grigio, dicono di volersi trovare da "Tagger", usando un termine che deriva dal medio alto tedesco e significa “negoziare in presenza di un’autorità” (anche se oggi si incontrano solo per intrattenersi piacevolmente).

La storia dell'Orso Grigio si intreccia con la grande Storia, quella ufficiale che abbiamo letto sui libri di scuola.
Arrivarono tempi difficili: la peste e la Guerra dei Trent’Anni consumarono i già modesti profitti così che negli anni a venire la proprietà passò di mano in mano, fino a quando l'albergo fu venduto al signor Kopfsgueter, macellaio e carrettiere di un paese vicino. Dal 1745 l’Orso Grigio è di proprietà di questa famiglia, trasmesso ininterrottamente per via ereditaria a nove generazioni di albergatori.

Nella storia familiare spiccano alcuni personaggi, come Andreas Kopfsgueter, a cui l’Imperatore d’Austria Francesco I conferì la medaglia d’oro al merito, in segno di riconoscenza per i suoi meriti durante la guerra di liberazione tirolese, condotta contro francesi e bavaresi.

Seguirono un erede senza prole, che lasciò l'albergo al figlio di sua sorella, e, due generazioni più tardi, un erede diseredato (aveva sposato una cameriera, all'epoca un matrimonio considerato profondamente inadeguato!)
Fu allora, per la prima volta, che l'hotel passò di proprietà a un'erede donna, la giovane e affascinante Hedwig Hellenstainer.

Durante la Prima Guerra Mondiale, la donna allestì nel suo hotel Orso Grigio un lazzaretto per gli ufficiali e i soldati dell’esercito austro-ungarico, prendendosi cura dei feriti e ricevendo infine dall’Imperatore d’Austria la medaglia d’argento al merito. Dopo di lei, arriveranno suo figlio adottivo Alfredo Benincasa, sposo di sua cugina, e poi la primogenita di questa unione, madre dell'attuale proprietario Franz Ladinser.

Oggi come ieri il Boutique-Hotel Orso Grigio, nella piazza centrale di San Candido, una delle cittadine più belle e vivaci di tutto l'Alto Adige, gode di una posizione invidiabile. Del suo passato conserva la struttura architettonica, con le grandi volte del Quattrocento, gli accessori e gli arredi delle varie epoche di attività alberghiera. Come in un viaggio nel tempo in un unico luogo, all'Orso Grigio si possono ammirare i dipinti degli antenati appesi alle pareti, la lettera di concessione del 1745 e i documenti di compravendita, le porcellane e gli argenti ottocenteschi, i mobili antichi nelle camere, la saletta Biedermeier e le foto d'epoca, i preziosi pannelli in radica della sala da pranzo degli anni Cinquanta.

 

Castelbrando, Cison di Valmarino (TV)

Tra le mura di questo castello sono racchiusi duemila anni di storia. Il castello fu eretto a difesa delle vie di comunicazione che collegavano l’Alta Italia con i paesi germanici. Da Roma alla repubblica di Venezia, grandi potenze si sono succedute al controllo e il castello di Cison si è trasformato nei secoli da fortezza militare a raffinata corte della Serenissima.


Dolcemente adagiato sulle colline del Prosecco, tra Venezia e le Dolomiti, il castello è immerso in un bosco di 50 ettari. Oggi è raggiungibile tramite una funicolare panoramica e offre un elegante hotel con SPA, due ristoranti e diversi bar, un centro congressi ed eventi, sei aree museali tematiche e una boutique.

Il Castello di Cison di Valmarino come tutti i castelli, luoghi fascinosi e misteriosi, ha da sempre alimentato un ricco immaginario collettivo.
Se la figura del conte malvagio che abitava Castelbrando, padrone indiscusso del feudo, che rapiva le giovani spose dopo la cerimonia perché passassero con lui la prima notte di nozze, è leggendaria e forse racchiude in sé più secoli di soprusi, vero è che la prima famiglia proprietaria del castello, i Da Camino, si distinsero tristemente per l'uso della tortura, per la quale era stata predisposta una nicchia in un'area del vecchio teatro della fortezza, alla cui sommità era incastrato un mulinello messo in movimento da un manubrio: vi venivano collocate le vittime bendate che poi venivano fatte cadere nel pozzo sottostante.
Il nome "Castelbrando", invece, deriva dalla famiglia che succedette al dominio del castello: i Brandolini.

Oggi Castelbrando, dopo lunghi e accurati restauri che lo hanno restituito agli antichi splendori, si presenta come uno dei più raffinati esempi di riqualificazione turistico-culturale del patrimonio storico e artistico italiano.

 

Fortezza Viscontea, Cassano D'Adda (MI)
Il Castello di Cassano d'Adda fu eretto quasi ottocento anni fa, per volontà dell'arcivescovo di Milano Ottone Visconti, in carica dal 1261 al 1295. Fin dalle origini l'imponente struttura assolse a molteplici funzioni: presidio militare, sede di rappresentanza, uffici per l'amministrazione locale, caserma di polizia, tribunale, prigione.

Ma fu anche residenza, benché provvisoria, della signoria Visconti, e luogo di villeggiatura e di feste. Per questa sua vocazione residenziale furono creati ambienti spaziosi, spesso affrescati e con grandi volte a crociera.

Per la costruzione fu scelto un luogo di importanza strategica: il canale Muzza che lambisce il castello, diramazione dell'Adda, fu per secoli confine naturale tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia.

Nel XV secolo, Bartolomeo Gadio, uno dei massimi architetti militari dell'epoca, ideò l'imponente muraglia che scende fino al piano della Muzza, e caratterizza in modo così evidente la fortezza.
Alla fine dello stesso secolo, Ludovico il Moro, ultimo signore degli Sforza, chiama intorno a sé alcuni fra i maggiori artisti e intellettuali del tempo. Tra loro c'era anche Leonardo da Vinci, che visse nel ducato di Milano uno dei suoi più intensi periodi creativi, lavorando come pittore, architetto, ingegnere, scenografo, stilista, scienziato e musicista.
Soggiornò nella torre del castello, dalla quale poteva godere della visuale giusta per approfondire i suoi studi sul volo degli uccelli, studi che costituirono la fase preliminare alla progettazione e realizzazione di quelle famose macchine volanti, che rappresentano il primo tentativo concreto dell'uomo di volare.
Dopo il recupero a partire dagli anni '60 del secolo scorso, il castello è stato riscoperto e riqualificato fino a diventare oggi la Fortezza Viscontea, hotel, ristorante e location per eventi di grande stile.
 

Locanda del Re Guerriero, Pietro in Cerro (PC)

L'antica Locanda del Re Guerriero, circondata dal grande parco, si trova proprio di fronte al quattrocentesco Castello di San Pietro in Cerro (PC). Oltrepassando il maestoso viale d’ingresso del Castello, si giunge a questo edificio di fondazione medievale, documentato sulle carte topografiche a partire dal 1720.

La Locanda del Re Guerriero è stata ricavata nel caseggiato che un tempo ospitava il deposito delle carrozze e l’abituro dei cocchieri; i più moderni servizi di ospitalità sono stati perfettamente integrati con le suggestioni storiche e la bellezza naturale del luogo.

Nella ristrutturazione si sono mantenuti i materiali originali, come il pavimento in cotto, le grandi travi lignee dei soffitti e l’inconsueto pozzo con doppio tornello utilizzabile sia dall’interno, che dall’esterno, ancora presente nella hall. Il raffinato complesso offre tra le sue antiche mura un art hotel in cui ogni suite e ogni ambiente sono arredati con opere di arte contemporanea del mim – Museum in Motion, collezione che trova spazio nei suggestivi ambienti del sottotetto del quattrocentesco maniero di pianura.

Ospiti da tutto il mondo arrivano alla Locanda del Re Guerriero per godersi una vacanza rilassante immersa nella quiete del grande parco del castello, avvolti da un’atmosfera fatta di bellezza e riposo assoluto. I dintorni offrono un territorio autentico e affascinante, da scoprire attraverso escursioni a piedi, in bicicletta, a cavallo o in mongolfiera, per riappropriarsi di emozioni e suggestioni che la frenetica vita di tutti i giorni ha ormai fatto dimenticare.

 

Torre del Borgo, Sariano di Gropparello (PC)

Adagiata sulle prime colline della lussureggiante Val Vezzeno, Torre del Borgo rappresenta un piccolo gioiello medievale ristrutturato e riportato ai fasti di quando fu Residenza del NobilHomo Giavassini.
Varcata la soglia e superato l’ingresso, un camino in pietra, già altare del ‘400, domina il salotto dove una ricca biblioteca, costantemente aggiornata, è a disposizione degli ospiti.
Al mattino, il profumo dei croissants freschi e del caffè, ma anche delle marmellate e biscotti fatti in casa, accoglie gli ospiti nella luminosa Sala della Colazione dove il fuoco del camino e la musica di sottofondo creano una piacevole atmosfera.


Torre del Borgo è una raffinata Residenza d’Epoca che offre ai propri ospiti un soggiorno fatto di arte, archeologia e storia, accompagnato da un’ospitalità discreta nel contesto di una natura rasserenante e silenziosa.

 

La Sosta di Ottone III, Levanto (SP)

La Sosta di Ottone III è una magnifica locanda con cucina a pochi chilometri da Levanto e da Monterosso, nelle Cinque Terre, adagiata sulle colline liguri vestite di ulivi che affacciano al mare, nell'antico borgo rurale di Chiesanuova.


L'edificio risale al XVI secolo, è posto sotto la tutela delle Belle Arti ed inserito dal Ministero tra gli immobili "storici".

Solo quattro le camere, tutte con vista sulla vallata di Levanto e sul blu del mare poco lontano, decorate e arredate nei tipici colori liguri e accostando con grazia mobili antichi e stile moderno.

Le leggende locali raccontano che Ottone III (980-1002) durante il suo viaggio verso Roma per ricevere l'incoronazione, a soli 16 anni, a imperatore del Sacro Romano Impero d'Occidente da parte del Papa Gregorio V, si sia recato in visita al Santuario di Soviore, il più antico santuario della Liguria, che dista da Chiesanuova solo 3 km, e che per l'occasione sia stato ospitato dalla nobile famiglia Zattera nei possedimenti di Chiesanuova.
Proprio dalla ristrutturazione dell'antica "Casa Zattera" è sorta l'attuale locanda La Sosta di Ottone III, che in memoria di quell'evento ha preso il proprio nome.
 

 

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