Miró. Le parole multicolori - la mostra alla Kasa dei libri di Milano

Ancora una mostra su Joan Mirò a Milano, che però è una piccola rivoluzione, un nuovo modo di leggere l’artista catalano attraverso gli occhi di chi lo ha apprezzato e stimato.

 

 

Libri che parlano di lui e testimonianze di un sentire artistico poliedrico riconosciuto in tutto il mondo, in una cornice d’eccezione che da sola merita più di una visita.
L’appuntamento è a Milano, nella city rinnovata dagli ultimi interventi urbanistici e architettonici che hanno modificato il panorama e lo skyline meneghino da qualche anno a questa parte. Qui, ai margini del vivace e pittoresco quartiere Isola, c’è una kasa nel bosco, quello nuovo, fatto di torri verticali dai rigogliosi giardini pensili. In un sopravvissuto edificio anni cinquanta, la Kasa dei libri di Andrea Kerbaker inaugura la mostra Miró. Le parole multicolori (8 marzo – 13 aprile).

Una mostra fuori dagli schemi, viene subito da dire, ma con una precisa traccia di fondo, che non lascia nulla al caso, e racconta Joan Miró attraverso gli occhi dei suoi estimatori. Sì, perché qui non viene trattato l’artista catalano attraverso le sue opere, bensì evidenziato un percorso che tocca tutta la sua carriera da un punto di vista totalmente nuovo: il rapporto con la notorietà (giunta peraltro tardi nella sua lunga vita d’artista). E dunque Miró pittore, scultore, ceramista, litografo, grafico che lentamente dagli inizi in sordina, si impone al mondo intero con la sua cifra creativa poliedrica e innovativa.

Andrea Kerbaker ha messo in scena un’opera in tre atti – la vita di Miró, gli amici scrittori e poeti, le riviste - e in questa sua casa museo, fatta tutta di libri sparpagliati su tre piani, ha raccolto un numero importante di testimonianze della grande fama che Joan Miró ha riscosso in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone. Cataloghi di mostre a lui dedicati, lavori realizzati dall’artista per illustrare libretti d’opera, copertine di romanzi, persino la cover di un disco in vinile (sì, proprio come la banana di Andy Warhol per i Velvet Underground, ma molto più intrigante perché meno conosciuto!), reperti rari e curiosità che nascondono a volte anche misteri.

C’è tutto il gusto della ricerca nell’attraversare questa mostra in questo luogo. La mostra giusta nel posto giusto, che si sostanzia dell’ambiente in cui è allestita. Sorta di teatro nel teatro, questa rappresentazione di libri fra i libri non nasconde il piacere della condivisione del suo orgoglioso, e a ragione, curatore. Che non si fatica a immaginare mentre contratta sulle bancarelle dei mercatini, o nelle librerie del mondo, a confrontare edizioni, valutare autenticità, ricostruire situazioni.

La mostra è costruita con curiosi colpi di scena e illuminanti rivelazioni. Si sviluppa attraverso le tre tematiche principali ciascuna legata alle altre, eppure godibile come rappresentazione a sé. E infatti ad ogni piano della Kasa corrisponde un argomento. Al primo la vita di Miró attraverso i cataloghi, al secondo il rapporto con gli scrittori dell’epoca (Prévert, Breton e tutti i surrealisti con cui miscela il suo sentire artistico a partire dagli anni ’20), al terzo le riviste, quelle che gli dedicano tributi, articoli e riconoscimenti e quelle per cui disegna copertine.

L’allestimento ad opera degli architetti Matteo Ferrario e Turi Virgillito è divertente: enfatizza angoli, pone in risalto scaffali, disegna evidenze con linee colorate, manco a dirlo, di rosso, di blu e di giallo, i primari colori di Joan Miró.
Non resta che lasciarsi guidare, scoprire, curiosare e soprattutto toccare. Questa è una mostra che si tocca, i libri si possono sfogliare, guardare, sbirciare, annusare, una vera bellezza! Fino al 13 aprile “l’ennesimo Miró” – citando le parole del curatore – alla Kasa dei libri di Milano, vi stupirà, o forse no, ma è qualcosa che sa di nuovo e lascia veramente belle sensazioni.

 

Marzia Petracca

 

 

Didascalie

Foto 1
Il 33 giri Le bal masqué, composizione originale di Francis Poulenc su testi del poeta surrealista Max Jacob, inciso negli anni ’50. Custodia illustrata da Joan Miró

Foto 2-3-4
L’allestimento che porta la firma degli architetti Ferrario e Virgillito, sottolinea i momenti salienti della mostra con i colori primari tanto cari all’artista catalano.

Foto 5
La celebre rivista di moda parigina, a partire dagli anni Settanta, collabora con i principali personaggi, artisti e intellettuali dell’epoca. Joan Miró prepara il numero del 1979, quando ha 86 anni.

 

 

 

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