Musica nella terra dei Giganti – festival musicale a Sinis in Sardegna

Quando la musica incontra la bellezza della natura, la magia è assicurata. Come nel caso del nuovo evento Musica nella terra dei Giganti, a Sinis in Sardegna, fino al 20 agosto.

 

 

Organizzato dalla Rete dei Festival della Sardegna, il nuovo festival musicale sardo promette di animare la calda estate isolana con concerti imperdibili: dai Negramaro a Ezio Bosso, da Jan Garbarek a Max Gazzè.

Due le location, a poca distanza dai Giganti di Mont’e Prama (sculture nuragiche) e dalle spiagge paradisiache del Sinis: il Parco della musica di Riola Sardo, in un’ex cava di pietra arenaria, con acustica straordinaria per 5mila spettatori e l’anfiteatro di Tharros, con mille posti a sedere tra le antiche rovine sul mare.

 

 

Sinis, terra di suoni, al centro dell’estate sarda 2016. Dopo le prove generali dello scorso anno, con l'European Jazz Expò al Parco dei Suoni, location senza eguali nel cuore di una delle zone più affascinanti della Sardegna, ricca di storia, archeologia e bellezze naturali, nasce un progetto inedito e di interessante appeal turistico e culturale come Musica nella terra dei Giganti.

A Riola Sardo il 23 luglio sarà la volta della poesia pop-rock dei Negramaro; il 24 la signora del blues, Ruthie Foster, canta con i Sunsweet Blues Revenge. Il 12 agosto, sale sul palco Max Gazzé; il 20, Cristiano De André.

Di livello anche gli appuntamenti previsti nella cornice dell'anfiteatro romano di Tharros dove ad aprire il trittico dei concerti in programma sarà uno dei protagonisti più importanti del jazz contemporaneo, il sassofonista Jan Garbarek che in questo caso avrà come sideman di lusso il percussionista Trilok Gurtu: di scena il 16 luglio.

La sera successiva, un altro gradito ritorno è quello del pianista torinese Ezio Bosso che nei due concerti tenuti poche settimane fa all'Auditorium di Cagliari, ha fatto registrare il tutto esaurito. Si chiude infine il 9 agosto con il quintetto della brava Simona Molinari.

 

 

 

Poco sopra Oristano, la Costa del Sinis regala l’emozione di una natura struggente e selvaggia e di una storia antica secoli. Come la chiesetta di San Salvatore, che conserva un ipogeo dove in età nuragica fu scavato un pozzo sacro per il culto delle acque. O il sito archeologico di Tharros, città portuale di origine protosarda, dove si trovano resti di epoca fenicia e romana e che si raggiunge seguendo un percorso a picco sulla scogliera.
Poco lontano, Is Arenas è uno dei campi da golf più prestigiosi d’Italia, dove si gioca 12 mesi all’anno perché qui il clima è un alleato.
Il Sinis corrisponde alla penisola della Sardegna centro-occidentale, tra la baia di Is Arenas a Nord e il Golfo di Oristano a Sud. Anticamente la zona era un arcipelago poi unito alla terraferma dai sedimenti provenienti dall’erosione del vicino Montiferru, motivo per cui il territorio è caratterizzato da zone interne paludose. A poche miglia marine dalla costa, ci sono ancora oggi la minuscola Isola di Mal di Ventre e lo Scoglio del Catalano.

 

 

 

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