Mademoiselle Kiki et les Montparnos

Miglior cortometraggio ai César 2014, Mademoiselle Kiki et les Montparnos è una piccola delizia in tredici minuti di considerevole trionfo artistico.

È un corto animato, una biografia girata da Amélie Harrault sulla vita di una delle prime donne libertine di Francia: Kiki de Montparnasse, all'anagrafe Alice Prin.
Bella e dura la vita a Parigi negli anni del fermento artistico per eccellenza: modella, cantante e a sua volta pittrice fuori dagli schemi, Kiki de Montparnasse segnò indelebilmente gli anni'20 parigini, gli anni dei café, degli artisti squattrinati e della vita bohemienne.

Da bambina abbandonata ad adolescente ribelle, la cosiddetta Regina di Montparnasse divenne ben presto la donna libera che sempre si fregiò d'essere, collezionando amanti tra scultori, fotografi e pittori affascinanti che, ammaliati dalle sue forme, e dal suo carattere imbevuto di spontanea malizia, le hanno dedicato decine di capolavori.

Il corto si apre con una breve introduzione che velocemente scivola nella vera storia di Alice Prin, schematizzata e riassunta abilmente attraverso uno stile vario e un ritmo dinamico che non lasciano spazio alla noia. L'estetica del film trascende i canoni  dell'animazione per reinventarli con audacia.

La suberba qualità dei disegni iniziali cresce progressivamente nel corso della narrazione grazie ad un continuo mescolarsi sensuale di stili, ognuno relativo a quello dell'artista di cui si parla, che produce un tripudio di stimoli da cui lo spettatore viene investito e rapito.
Dallle linee continue e dai colli affusolati di Modigliani, si passa al tratto polacco di Kisling, all'arte di Foujita e al grafismo di Man Ray. Tutti uomini d'arte impegnati a restituire le sue forme alla materia, alla tela o alla pellicola. Sono di Kiki gli occhi di una delle foto più cellebri di Man Ray come è sua la schiena ornata delle due celebri effe musicali che ha fatto il giro del mondo. E poi Henri Broca, il primo libro di Kiki, la prefazione di Hemingway e una vita dissoluta che la consegnerà per sempre alla storia.

Silvia Piccone
Dal blog My Blueberry Movie

 

 

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