Domenico Pozzovivo, campione lucano del ciclismo

La stagione del ciclismo è finita con il combattuto e incerto Giro di Lombardia, segnato dall’urlo dello Squalo Vincenzo Nibali sul lungo lago di Como, che bissa il successo di due anni fa e raggiunge la vittoria numero cinquanta.

 

 

Grande soddisfazione anche per Domenico Pozzovivo, capitano della AG2R francese, che i 247 chilometri della gara lombarda hanno visto sempre a fianco dei migliori, fino a posizionarsi al sesto posto, a soli 32" dal suo nuovo capitano e secondo degli italiani: degna conclusione di un'annata costellata di cadute, ma assolutamente brillante.

Avrebbe voluto fare molto meglio, Pozzovivo, se in casa francese non fosse stato isolato per motivi tecnici proprio nei momenti cruciali di alcune tappe, quando l'aiuto dei compagni gli avrebbe fatto comodo, per tagliare, a braccia levate e con il bacio della fede nuziale, qualche traguardo in più, soprattutto sulle vette da lui tanto amate.
E, nonostante questo, il corridore lucano porta a casa una grande tappa al Giro di Svizzera, con relativa maglia del primato, uno splendido quarto posto sullo Stelvio, dove avrebbe potuto vincere solo se avesse avuto un gallone di benzina in più.
È stato sempre tra i migliori, è arrivato nelle prime posizioni del podio nelle grandi gare: sesto sul Blockhaus, una tappa tra le più dure; da lode nel Giro del Trentino e ben piazzato nella Tirreno Adriatico, con la ciliegina sulla torta del sesto posto al Giro d'Italia.

Pozzovivo ha dimostrato ancor più che il potenziale di campione lo ha nel DNA, mai domo anche quando colleghi ben più blasonati gli hanno dovuto chiedere aiuto. Belle soddisfazioni, tutto sommato, anche se le sue giustificate ambizioni avrebbero potuto essere ben di più, solo se, per ben due volte, la sfortuna non lo avesse malignamente perseguitato con sfortunate cadute.
Domenico Pozzovivo di Montalbano Jonico, Lucania materana affacciata sul luccicante Jonio della Magna Grecia, non si è mai arreso e di questo gli viene dato atto da tutti i grandi competenti: quando sembra che sia alla resa finale, il ciclista lucano si rialza e riprende a correre con il suo destriero, verso mete nuove, verso traguardi più ambiziosi. Animo di combattente, degno figlio della Terra di Ercole.
Ora si gode, con grande gioia, il posto numero 26 tra i professionisti del mondo, secondo italiano dopo Nibali, come decretato dalla UCI World Tour. Davvero una bella soddisfazione.
Non bisogna dimenticare anche il ruolo svolto dalla giovane moglie Valentina, di origini lucane anch'essa, e dal padre di Domenico, Leonardo. Tutti e due hanno saputo rifondergli nuova linfa nei momenti cruciali della stagione, che ha corso il serio rischio di dover lasciare a metà strada, con le gomme a terra. E così risorge un " campioncino" (solo per la statura da scalatore) che dal prossimo giro di ruote tornerà più forte di prima, cadute e infortuni permettendo.
Pozzovivo, terminata la prima parte della sua carriera con la francese AG2R, sarà un altro uomo di punta della Bahrain Merida, a fianco di Vincenzo Nibali.
Una squadra forte che aveva bisogno proprio di lui per essere ancora più competitiva. Vedremo se il connubio tra due amici (spesso in allenamento insieme sulle stradine svizzere sopra Lugano) farà bene al ciclismo.
I tifosi, sempre più numerosi e fiduciosi, li aspetteranno, così come è stato sotto il bel sole lariano, sui traguardi d'Europa, sempre tra i primi. E se no, a cosa dovrebbe essere servito un così bello e sontuoso matrimonio?
Domenico Pozzovivo, da Montalbano, conferma e sorride, mentre si allontana con la sua Valentina, per festeggiare un anno di lavoro proficuo, prodromo di tempi ancora più belli.

Giovanni Labanca

 

 

Condividi su Facebook