Grand Budapest Hotel, il nuovo film di Wes Anderson e i film da non perdere

Arriva in sala questa settimana la nuova coloratissima opera di Wes Anderson, Gran Budapest Hotel, affollata dagli attori feticcio del cineasta (Bill Murray, Owen Wilson ed Adrien Brody tra i tanti) e da molte new entries.

Per chi è amante dei racconti biblici, si consiglia invece il colossal Noah, ad opera di Darren Aronofsky.

Grand Budapest Hotel di Wes Anderson

L’attesissimo film di Wes Anderson, tratta le avventure di svariati personaggi all’interno di un hotel collocato in un’immaginaria città chiamata Zubrowka. Monsieur Gustave (Ralph Fiennes) è il concierge dell’hotel e gode della fiducia dei clienti più fedeli, soprattutto delle signore più anziane. Una di queste, Madame D. (Tilda Swinton), gli affida un quadro prezioso ma in seguito alla morte della donna, il figlio Dimitri lo accusa di essere il responsabile del suo assassinio. Per questo M. Gustave finirà in prigione. Fondamentale sarà il rapporto che lo lega ad un giovane fattorino, Zero (l’esordiente Tony Revolori), che gli sarà d’aiuto nella vicenda.
Il film, come rivelato dal regista, è dedicato allo scrittore austriaco Stefan Zweig, che nel 1933 vide bruciare le proprie opere dai nazisti. Tra gli altri cineasti a cui Wes Anderson si è ispirato per la realizzazione del film ricordiamo le commedie di Wilder e il Lubitsch di Vogliamo vivere!.

Noah di Darren Aronofsky


Il racconto dell’arca di Noè è noto a tutti fin dall’infanzia. A Noè, dopo aver visto il padre morire davanti ai propri occhi per mano dei discendenti di Caino, una notte viene annunciato in sogno che la fine dell’umanità è vicina. Il Creatore gli chiede, dunque, di costruire un’arca in cui salvare una coppia di ogni specie di animale vivente, assieme alla propria famiglia. Durante la costruzione dell’arca, Noè viene aiutato dai Giganti e fa di tutto per difenderla dagli attacchi degli uomini che hanno ormai capito che la fine è veramente reale. Investito da un eccesso di religiosità, lo stesso Noè tenterà di uccidere la propria discendenza e si ritroverà a combattere contro la propria nemesi infiltrata nell’arca, fino alla sopravvivenza.
Per la realizzazione del film, il regista e lo sceneggiatore, entrambi di origini ebraiche, hanno detto di essersi ispirati solamente alla fonte principale, ovvero il libro della Genesi, sviluppando liberamente alcuni tratti del racconto.

 

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