Perché tutti odiano Sanremo ma poi lo guardano lo stesso (e ne sparlano sui social)

Per una settimana i politici possono tirare il fiato: gli italiani saranno impegnati a sputare veleno sul Festival, quindi non li attaccheranno.

Condotta da Carlo Conti e Maria De Filippi, Sanremo 2017 corrisponde all'edizione numero 67 della celebre manifestazione canora.

Agli occhi degli spettatori, è l'ennesimo esempio di un'Italietta che non funziona. Sotto l'hashtag #Sanremo2017, ma anche senza hashtag, si trova di tutto: sentenze, lamentele, freddure, selfie, pensieri poetici e persino valutazioni di carattere economico.

Sanremo non è un'esperienza solitaria come vedere un film o leggere un libro, per cui se non ti piace smetti. Checché se ne dica, il Festival della canzone italiana è un evento, che coinvolge moltissime persone: qualche milione. E ognuna di loro vuole dire la sua.

Guardare Sanremo e commentare su Facebook o Twitter è come ritrovarsi tutti a guardare il maxischermo al bar, proprio come negli anni Cinquanta, agli esordi del Festival, quando la televisione in casa ce l'avevano ben pochi.

Un fatto sociale, quindi. Si inizia con qualche timido commento e si finisce a urlare contro il televisore, a cadere nell'umorismo più scadente, scrivere battute sul colore della pelle di Carlo Conti, sulle preferenze sessuali di Ricky Martin, insomma si scatena la bestia, gli umori umani più meschini, anche tra quelli che normalmente scrivono cose ragionevoli e parlano forbito.

In effetti non si può dire che il Festival di Sanremo qualche colpa non ce l'abbia, ma si tratta di un percorso in discesa di decenni, non di un evento contingente separato dalla sua storia.

Da piccoli, Sanremo era un'occasione per stare alzati con mamma e papà, tutti insieme davanti alla TV, mentre di solito si andava a nanna poco dopo cena. Forse una sorta di nostalgia può essere un motivo per questo attaccamento irrazionale di massa al Festival di Sanremo.

Oggi per gli amanti della musica in TV non c'è che l'imbarazzo della scelta: X Factor, The Voice, i concerti su MTV, persino i documentari sui miti del rock.
E proprio questa sarebbe invece una ragione per non guardare Sanremo, di musica se ne sente sempre meno, edizione dopo edizione.

Sui giornali online hanno parlato di momenti imperdibili della prima serata di Sanremo 2017: Maria De Filippi che molto easy si siede sulle scale prendendo possesso del suo ruolo, lo show di Ricky Martin, Raul Bova bello e impossibile come sempre, che s'improvvisa annunciatore, Tiziano Ferro che omaggia Luigi Tenco, fino alla giovane giornalista Diletta Leotta che parla di cyberbullismo e poi accenna un motivetto; ma neanche uno di questi momenti, considerati top, coincide con l'esibizione di un cantante in gara.

In ogni caso, da quando ne ho memoria, non ricordo un'edizione di Sanremo che non fosse criticata ferocemente e messa alla berlina.

Tanti anni fa invitarono Madonna. Le diedero un camerino miserabile, lo specchio che da richiesta avrebbe dovuto essere a figura intera era lungo a dir tanto 80 cm (e vabbè che Madonna è piccolina), e come frutta esotica le fecero trovare in camera delle mele. Fece la sua performance e se ne andò sdegnata, senza neanche salutare il presentatore.

 

 

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