I film più belli della settimana – Woody Allen con Blue Jasmine

I film più belli della settimana sono tutti imperdibili. Preparatevi cinefili, perché torna Woody Allen con Blue Jasmine.

Il regista  ci coccola ormai con almeno un film all’anno: del resto non sapremmo resistere molto di più senza! Allontanatosi dalla fase europea, torna in patria e realizza un dramma femminile a tutto tondo, ambientato a San Francisco. Sui grandi schermi questa settimana anche l’attesa performance di Matt Damon e dell’ex sex addicted Michael Douglas, in veste di una coppia omosessuale in Dietro i candelabri. Infine tra i miei consigli un piccolo gioiello documentaristico con Vinicio Capossela come protagonista, a metà tra la passione per la musica e la crisi greca attuale.

Blue Jasmine di Woody Alllen

È uno dei film più belli della settimana, Blue Jasmine di Woody Alllen. Jasmine (Cate Blanchett) è una donna appartenente all’upper class newyorchese, sposata al ricco uomo d’affari Hal (Alec Baldwin) che la vizia e le dà tutto ciò che vuole. Un giorno, però, si scopre che il marito tanto premuroso è in realtà un truffatore (e pure traditore) e la lascia in bancarotta. La reginetta mondana rimasta al verde, in preda a un esaurimento nervoso, è quindi costretta a tornare a San Francisco, città in cui vive la sorella Ginger con il fidanzato.
Dopo lo scivolone di To Rome with Love, sembra che Woody sia tornato in pista creando un personaggio femminile che ha un po’ tutte le caratteristiche delle donne dei suoi film passati: molta introspezione e quel velo di autoironia newyorchese che non può mancare.

Dietro i candelabri di Steven Soderbergh

Negli anni Cinquanta iniziò la carriera di un personaggio americano estroso e controverso: Liberace. Al secolo Wladziu Valentino Liberace, era uno showman televisivo omosessuale, maestro del kitsch, che negli anni Settanta, arrivato all’apice della propria carriera, conobbe un giovane, Scott Thorson, di cui si innamorò. Nonostante la recente rivoluzione dei costumi, Liberace fu costretto dallo stesso mondo in cui viveva, quello dello star system, a negare la sua vera natura per non perdere parte della sua audience. Soderbergh riesce nell’intento di raccontare l’impossibilità di fare coming out in quegli anni attraverso due attori simboli di mascolinità riconosciuta.

Indebito di Andrea Segre

Il documentario di Segre, uno dei film più belli della settimana, realizzato in collaborazione con Vinicio Capossela, descrive l’antica tradizione dei rebetes, i suonatori di rebetiko, ovvero una forma di blues tipicamente greca che trovò la sua origine in un periodo di crisi simile a quello attuale. I fondamenti di questo genere musicale sono da ricercarsi nella contrapposizione al potere, nella testimonianza della ciclicità della storia e in una corrente di ribellione al conformismo del reale. Capossela ha omaggiato questo aspetto della cultura ellenica nel suo ultimo disco, intitolato appunto Rebetiko Gymnastas, e decide di raccontarlo anche sul grande schermo.

 

 

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