I nuovi Patrimoni dell’Unesco 2013 – Italia in testa

Sono 22, i nuovi siti entrati a far parte del Patrimonio dell'Umanità, su 32 candidature valutate nel 2013.

È il responso della trentasettesima sessione del World Heritage Committee dell'ente delle Nazioni Unite, che si è tenuto alla fine di giugno in Cambogia, tra Pnomh Penh e la magica Angkor Wat.

L’Italia, e questa è una buona notizia, mantiene il suo primato mondiale, con 49 siti su 981 e vede due importanti new entry: diventano infatti Patrimoni dell’Unesco l’Etna e le Ville dei Medici in Toscana. L'Italia torna così a casa con un lusinghiero 100 per cento, 2 candidature accettate su 2 e tiene ancora a distanza l’avversario numero uno, la Cina che la incalza a quota 45.

Ma sono tante le novità, in tutto il mondo. Ci sono il Monte Fuji e il deserto namibiano, le catene montuose dell'Asia centrale e le chiese ortodosse in legno dei Carpazi, il verde del Lesotho e la porta del Sahara, la storica Agadez nel Niger, le dune della Namibia, le risaie della Cina e le fortezze del Rajasthan e il deserto messicano El Pinacate.


Tra le 22 novità, 19 lo sono in assoluto, mentre in 3 casi si tratta di estensioni: il Sehlabatebe National Park del Lesotho è una parte del sudafricano Drakensberg da cui il piccolo regno è circondato; la Mount Kenya Lewa Wildlife Conservancy è un’aggiunta al Mount Kenya Natural Park nel Paese africano omonimo; il sito delle miniere di sale di Bochnia e Wieliczka, in Polonia è l'integrazione del precedente, limitato alla sola città di Wieliczka.
Prima volta per il Lesotho e per le isole Fiji, non già per le sue bellezze paesaggistiche come ci si aspetterebbe, ma per il suo primo porto coloniale, Lewuka.
Ottiene un nuovo riconoscimento la Germania con il Bergpark Wilhelmshöhe, un insolito "giardino" costruito su una montagna a sua immagine e somiglianza, da un signore locale, a Kassel.
Nessuna “medaglia” invece quest’anno per Francia, Stati Uniti, Spagna e Australia che non ampliano purtroppo la loro classifica di siti riconosciuti Patrimoni dell’Unesco.

 

 

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