Chambéry, città d'arte meta di turismo eno-gastronomico e sportivo

 A un'ora di autostrada dall'uscita del tunnel del Frejus e collegata per ferrovia direttamente da Milano e Torino tramite un TGV, si trova Chambéry, città d'arte e di storia incastonata come una gemma tra i laghi e le montagne della Savoia.

Oggi ridente cittadina di circa 60mila abitanti nella regione del Rodano-Alpi, il borgo di Chambéry fu fondato intorno al X secolo, luogo di scambi commerciali già nel Medioevo.

Lo testimoniano i palazzi d'epoca, i vicoli e i monumenti del suo animato centro storico, che invita senz'altro a una pigra e interessante passeggiata.

A pochi metri di distanza l'uno dall'altro, infatti, si possono visitare il Castello dei Duchi di Savoia con i suoi palazzi in stile italiano, la Cattedrale di San Francesco di Sales, principale chiesa cattolica della città (all’interno il più grande trompe l'oeil d’ Europa), viali segreti e facciate con i colori del Regno di Sardegna e la Fontana degli Elefanti.

Il Castello dei Duchi di Savoia (o semplicemente, castello di Chambéry) fu costruito nel XIII secolo e venne modificato più volte.
La torre campanaria della sua cappella è famosa per le 70 campanelle ancora oggi funzionanti, che compongono il Gran Carillon (il quarto al mondo per grandezza). La Santa Cappella del Castello dei Duchi di Savoia ospitò la Sacra Sindone (oggi a Torino) per oltre 125 anni.

Il Museo di Belle Arti di Chambéry conserva la prima collezione di pittura italiana dal XIV al XVIII secolo di Francia, dopo il Louvre.

Non sorprende la presenza italiana nell'arte, nell'architettura e nel gusto di Chambéry.

 

Nei secoli la Savoia fu a lungo contesa tra la Francia e il Regno di Piemonte (i Savoia, appunto): questo ha creato importanti affinità tra le due popolazioni, che si riflettono nella gastronomia locale, con una felice fusione di scuole diverse.

Nell’Abbazia di Hautecombe, sul lago di Bourget, sono sepolti i sovrani di Casa Savoia, l'ultimo re d'Italia Umberto II e la Regina Maria José. Il sito è aperto ai visitatori e raggiungibile da Chambéry dopo una breve e, se fatta in buona compagnia, romantica crociera in battello.

A due passi dalle più grandi stazioni sciistiche delle Alpi Francesi, Chambéry attrae anche d'estate, per i quasi 100 chilometri di piste ciclabili attrezzate che la circondano.

A pochi chilometri, Aix en Provence, la nota località termale già apprezzata dai romani nel II secolo d.C.

Poco distante, il Musée des Charmettes, dimora estiva del filosofo illuminista Jean-Jacques Rousseau e di Madame de Warens.

Nella meravigliosa valle della Maurienne, antiche fortificazioni alpine si ergono superbe sul territorio.
Alcune di loro sono utilizzate ancora oggi, come il maestoso Château des Comtes de Challes, castello del 15esimo secolo un tempo appartenente ai Conti di Challes, oggi trasformato in albergo di lusso e ristorante di alta cucina savoiarda.

A proposito di cucina e gastronomia locale, è proprio in questo ambito che il tocco italiano si fa sentire maggiormente.
Lo si può ritrovare per esempio nel Vermouth di Chambéry, nato nel 1821, e nell'imprescindibile Genepi, liquore tipicamente alpino a base di erbe di montagna.

La pasta fa indiscutibilmente parte del patrimonio gastronomico savoiardo, la cui tradizione risale XV secolo, quando nacque l'amore per questo alimento e Chambéry divenne la "culla della pasta" in Francia. Le varianti locali più apprezzate sono le Crozets e i Taillerins.

I formaggi sono il riferimento assoluto tra i prodotti della Savoia, spesso di reputazione internazionale. I prati e gli alpeggi dei dintorni, soprattutto quelli del vicinissimo massiccio dei Bauges, danno origine a formaggi contrassegnati con marchi di qualità DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta). Si distinguono in particolare la toma, il vacherin e lo chevrotin, spesso utilizzati come ingredienti golosi per le ricette della tradizione e piatti unici come la gustosissima fonduta.

Da sempre i ristoranti locali utilizzano soprattutto prodotti del territorio, a chilometro zero, prima ancora che questo modo di dire diventasse di moda, come le Tables de l'Alpe e il ristorante Domaine de Saints Pères.
 

Nei mercati di Chambéry, da sempre fulcro animato della città e luogo di incontro, dove i commercianti alle bancarelle offrono i loro prodotti freschi, locali e di stagione, si possono trovare specialità deliziose, come la fonduta savoiarda, la raclette, i pesci di lago come il lavarello e il salmerino, aperitivi, liquori e sciroppi, salumi prodotti con metodi artigianali e suini selezionati e certificati, senza parlare dei formaggi, vanto della solida tradizione casearia savoiarda, primo fra tutti il Reblochon, uno dei formaggi più antichi di Francia.

I dolci, poi, compongono un capitolo a parte.

Non tutti sanno che il tartufo al cioccolato fu inventato nel 1895 da un pasticcere di Chambéry, Louis Dufour, che ebbe l’idea di mescolare cioccolato fondente, panna fresca e un po’ di vaniglia modellandoli come piccole sfere e spruzzandole poi di cacao. Nasceva così il tartufo di Chambéry.

Il noto dolce di Savoia, invece, è un dessert leggero a base di albumi, zucchero e farina, creato alla corte dei Savoia nel XVI secolo.

Oltre ad essere meta di turismo eno-gastronomico (o destinazione golosa, come dicono qui) Chambéry è diventata negli ultimi anni interessante anche per i suoi eventi sportivi.
Primo fra tutti, il Tour de Savoie Mont Blanc, la corsa ciclistica in 5 tappe nata 18 anni fa, nel 1999, oggi in grado di attirare ciclisti e pubblico da tutta Europa.
In questa edizione 2016 che si è svolta a metà giugno, tra i 112 corridori giovanissimi e ancora sconosciuti al grande pubblico, ha avuto la meglio lo spagnolo Enric Mas, solo di quattro anni più vecchio della gara stessa (classe 1995).

 

Per tutte le offerte e per prenotare direttamente alberghi, visite, ristoranti, visitare il sito dell'Ufficio del Turismo di Chambery www.chambery-tourisme.com
  
Per consultare gli orari dei treni e acquistare biglietti: www.voyages-sncf.com

Per ulteriori informazioni, Ente Turismo Francese www.france.fr

 

 

Cesare Paganini

 

 

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