Joan Mirò, la forza della materia – la mostra al Mudec di Milano

Un’ampia selezione di opere realizzate tra il 1931 e il 1981 dal grande artista catalano: ecco il nucleo centrale della mostra “Joan Mirò, la forza della materia” in programma al Mudec di Milano dal 25 marzo all’11 settembre 2016.

 

 

Il lavoro di Joan Miró, una delle personalità più illustri della storia dell'arte moderna, è intimamente legato al surrealismo e alle influenze che artisti e poeti di questa corrente esercitarono su di lui negli anni venti e trenta.

È attraverso di loro che Miró sperimenta l'esigenza di una fusione tra pittura e poesia, sottomettendo la sua opera a un processo di semplificazione della realtà che rimanda all'arte primitiva, al tempo stesso punto di riferimento per l'impostazione di un nuovo vocabolario di simboli e strumento utile a raggiungere una nuova percezione della cultura materiale.

Nelle opere di Miró si sente il profumo del Mediterraneo, la sua energia, il suo potente silenzio. Nelle sue tele, l’artista catalano ritrae la potenza della natura selvaggia e luminosa di luoghi a lui cari come l’isola di Maiorca o la campagna catalana, grazie all’impiego di colori decisi e a uno stile creativo che diventa incontro fisico con la tela o con la materia da forgiare.

 

 

La retrospettiva milanese “Joan Mirò, la forza della materia” ospitata al Mudec intende porre l'attenzione su questo ultimo aspetto, mostrando attraverso un'ampia selezione di opere realizzate tra il 1931 e il 1981, l'importanza che l'artista ha sempre conferito alla materia, non solo come strumento utile ad apprendere nuove tecniche ma anche e soprattutto come entità fine a se stessa.
Attraverso la sperimentazione di materiali eterodossi e procedure innovative, l'artista nato a Barcellona mira a infrangere le regole così da potersi spingere fino alle fonti più pure dell'arte.

Per il poeta Jacques Prévert, Joan Miró è “un innocente col sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni”. Una descrizione meravigliosa, che evidenzia alcune caratteristiche dell’artista spagnolo: la semplicità, la curiosità e l’incredibile estro creativo, che l’hanno reso uno dei più ferventi esponenti del surrealismo.

D’altra parte per Mirò, nato a Barcellona nel 1893, figlio di un orologiaio, a soli 17 anni già contabile in una drogheria, l’arte fu una scelta, un’urgenza, una missione da coltivare prima nei pochi momenti liberi, poi diventata il centro della sua esistenza.
Fu nel 1920, quando si trasferì a Parigi ed entrò in contatto con la vivacissima comunità artistica di Montparnasse dove lavoravano Picasso, Chagall, Modigliani, Salvador Dalì e Max Ernst (con lui condivise l'interesse per il Surrealismo, divenendone uno degli esponenti più radicali) che tutto cambiò per sempre.

Miró affermava: “Le cose più semplici mi danno delle idee”. Fu infatti proprio il continuo contatto con la quotidianità della terra catalana (nella quale non si allontanò mai veramente e con l’isola di Mallorca dove si trasferì a vivere negli anni ’40), “il rumore dei cavalli nella campagna, le ruote di legno di carri che cigolano lungo la strada, il suono di passi, grida nella notte, grilli” ad alimentare la tensione emotiva e psicologica che attraversa la sua pittura.

Morto all'età di 90 anni, dopo aver sperimentato numerose tecniche artistiche, Joan Mirò è oggi considerato uno dei maggiori artisti del Novecento.

 

 

 

 

 

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