Se il social network non fa la felicità…

Se vi sentite soli, stanchi, arrabbiati, invece di rifugiarvi “tra le braccia” del buon vecchio Facebook a controllare status e post, meglio spegnere il pc e tornare alla vita reale.

 

Lo dice uno studio, condotto in Danimarca da Happiness Research Institute su 1095 persone divise in due gruppi: il primo doveva usare FB come di consueto (sempre), il secondo ha dovuto smettere per una settimana. I risultati? Sorprendenti, ci assicura “The Facebook Experiment”.
Gli organizzatori dello studio hanno chiesto ai due gruppi di misurare la propria soddisfazione su una scala da 1 a 10.

Il gruppo che ha continuato a usare Facebook ha dato mediamente una risposta di 7,67 prima del test e 7,75 dopo: praticamente invariata. L’altro è passato da 7,56 quando ancora usava Facebook, a 8,12 dopo averlo evitato per una settimana: una differenza statistica di rilievo.

Inoltre il gruppo senza Facebook ha riportato un aumento dell’attività sociale “nel mondo reale” e minori sensazioni di rabbia o solitudine. Se prima del test l’81% di questo gruppo si definiva“felice”, dopo il test la percentuale è salita all’88%.
Il gruppo che si è “disintossicato” dai social network, inoltre, ha dichiarato un aumento delle attività sociali nel mondo reale e della capacità di concentrazione, mentre chi è rimasto attaccato a Facebook si è dimostrato il 55% più propenso allo stress.

In definitiva, spegnere Facebook, e forse non era difficile accorgersene da soli, sembrerebbe aumentare la felicità.
Meik Wiking, direttore del progetto danese The Facebook Experiment, sostiene che «Da tempo sappiamo che i confronti sociali hanno un riflesso sulla soddisfazione delle persone. Con il nostro test volevamo verificare quanto influisce il costante bombardamento di belle notizie su altre persone cui siamo sottoposti quando utilizziamo Facebook», ha spiegato. «Ogni volta che ti colleghi al social, scopri che qualcuno si sta per sposare o ha trovato un lavoro fantastico a New York o parte per una vacanza a Tahiti. Questo incide sulla percezione della realtà e sul valore che diamo alle nostre vite», ha aggiunto. Meik Wiking, inoltre, spiega che non tutte le persone reagiscono allo stesso modo.

Insomma, sembrerebbe proprio che Facebook, formidabile propagatore di notizie, link e informazioni più o meno interessanti, sia anche il luogo nel quale fiorisce l’invidia. Il fatto che tutti condividano i momenti migliori (e generalmente solo quelli) delle loro giornata, ci sottoporrebbe a una vera e propria rappresaglia emotiva, in grado di farci sentire non all’altezza, invidiosi e di dimenticare, nello stesso tempo, di vivere tutta la bellezza, e l’imperfezione anche, delle nostre vite in carne ed ossa.

Se i frequentatori assidui del social network hanno il 39% di probabilità di sentirsi meno felici dei loro amici, vi auguriamo, nei prossimi giorni di festa, di dimenticarvi di smartphone, tablet e social network e di trascorrere qualche giornata di pura, semplice, vera quotidianità con chi amate.

 

 

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