L’uomo di oggi tra brotox, collant e creme di bellezza

Bella l’epoca in cui “l’uomo era uomo” e amava le chiacchiere da bar che, regolarmente, vertevano intorno a due argomenti principe: donne e motori.

 

 

L’uomo del 2014, invece, è il prototipo della vanità: passa davanti allo specchio più tempo di moglie o fidanzata, si informa su antirughe e creme idratanti, frequenta regolarmente Spa ed estetista e… non disdegna il ritocchino estetico.
Niente da obiettare, sia chiaro, sulla nuova esigenza maschile di curare maggiormente il proprio aspetto fisico: un uomo curato non è niente male anche per noi ragazze.

Ma c’è un limite a tutto, anche alle tentazioni.
La nuova tentazione di giovinezza per l’uomo del nuovo millennio, infatti, si chiama brotox, il botox per maschietti.
Le cifre come spesso accade in questi casi, parlano chiaro: è maschio ormai il 25 per cento dei clienti che ricorre al botox e il numero cresce a ritmi vertiginosi di anno in anno.
Insomma, il maschio ritoccato non si nasconde più. Ne parla agli amici, lo consiglia persino, è orgoglioso della sua nuova bellezza formato bisturi.
Non cambia nulla nel prodotto che s’inietta rispetto alle donne: solo il nome, anzi il suffisso “Bro” che si rifà a un nuovo modello maschile (si salvi chi può), lo spornosexual, ossessionato dalla forma fisica, dallo specchiarsi, fotografarsi e postarsi nudo.

Il maschio, verrebbe da dire, è la nuova donna, in una società dove donne sempre più indaffarate "da mane a sera" spesso dimenticano anche di truccarsi. Niente paura, ci pensa lui, l’uomo del nuovo millennio, che prima di uscire di casa si passa un filo di manscara (avete letto bene, non è un errore di battitura!), non rinuncia a un tocco di guyliner (da “guy”, uomo), alla cipria e al fondotinta di Male Species. Pensate sia un brutto sogno? Ahimè, è la tremenda realtà.

 

 

 

E non è finita qui, perché a confondere ancor di più le acque di una mascolinità già parecchio in bilico ci pensano le ultime diavolerie sfornate dalle sfilate di moda: i meggins (men+leggings), per esempio, proposti da Vivienne Westwood a molti altri e, tenetevi forte, le calze di nylon, coprenti o velate, ribattezzate mantyhose (man+pantyhose) o guylons (guy+nylons), giusto per conservare l’ultimo barlume di machismo.

E non pensiate siano oggetti per una nicchia che di maschile ha solo il nome sul passaporto: secondo Forbes sono la nuova linea miliardaria dell’industria dell’intimo, già amati da calciatori di fama mondiale come Kevin-Prince Boateng che sotto un paio di bermuda ha sfoggiato un bel paio di collant neri.

Per chi ha qualche problema di pancia, invece, come rinunciare alla guaina contenitiva per uomo, disponibile in più di venti modelli, tutti super venduti ovviamente.

 

 

 

Persino la barba, simbolo per antonomasia dell’uomo con la U maiuscola è diventata una questione contro natura. Perché se la vostra barba poco mascolina non dovesse soddisfarvi del tutto, niente problema: c’è il trapianto di barba. Solo 8.500 dollari per rimuovere i peli dal petto e dalle gambe e trapiantarli sul viso, così da ottenere una folta barba hipster. Iper curata, ça va sans dire.

Adesso diteci che l'uomo può indossare anche le ballerine e cambiamo pianeta.

Saremo all’antica, ma a noi l’uomo piaceva di più senza troppo fronzoli, quando considerava le nostre creme di bellezza intrugli senza senso e portava la barba incolta quando non aveva voglia di rasarsi.

Siamo sicuri che questo rincorrere la bellezza a tutti i costi, sconfinando in un territorio che è sempre stato femminile, sia sana?

Poi non lamentiamoci se trovare un fidanzato è più difficile che scovare un ago nel pagliaio.

 

 

 

 

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