Autodelta, l'ala veloce dell'Alfa Romeo - intervista agli autori

Sale alto il rombo dei motori Alfa Romeo al M.A.C. di piazza Lucrezio Caro, dove è stato presentato dai giornalisti Filippo Piazzi ed Elio Silva Autodelta, l'ala veloce dell'Alfa Romeo, dei fratelli Giuseppe e Massimo Colombo, libro edito da Fucina Editore.


Sala gremita per la grande occasione editoriale soprattutto dai cosiddetti "Alfisti", la cui grande passione per l'Alfa Romeo li porta a seguirne, nel tempo, trionfi e sconfitte, evoluzioni tecniche e storie di uomini che hanno reso grande e famoso nel mondo il marchio del Biscione Visconteo.

È stato soprattutto l'antico amore per la casa automobilistica di Milano a spingere i fratelli Giuseppe e Massimo Colombo a raccogliere, in un bel volume, tutto quello che è stato il mondo del reparto corse dell'Alfa, l'Autodelta appunto, un universo parallelo alla grande casa, che, nei circuiti più prestigiosi del mondo - Monza, Le Mans, Daytona, Silverstone, Montecarlo - ha mietuto vittorie per tecnica assolutamente superiore e inarrivabile, legate a piloti prestigiosi: Fangio, in primo luogo.

 

E con tanti sacrifici.
Passione e sacrifici, come dici giustamente, da Alfisti sin dalla nascita per merito di papà Aurelio, ci hanno spinto a girare tutta Italia, per incontrare quanti avessero avuto a che fare con questa casa alternativa alla classica Alfa Romeo. Abbiamo voluto colmare un vuoto, per dare la possibilità a tutti gli appassionati, e non solo agli addetti ai lavori, di conoscere a fondo i segreti della casa milanese, voluta fortemente dal mitico presidente Giuseppe Luraghi, nel 1963, fino alla guida dell'indimenticabile patron Carlo Chiti, dimessosi nel 1984.

Cosa c'è nel libro di particolare che già non si sappia, vista la vasta gamma di storiografia sull'Alfa Romeo?
Noi ripercorriamo il ventennio di Autodelta attraverso fonti originali dell'epoca, i ricordi dei figli dei protagonisti, dei piloti, dei tecnici e di tanti altri che hanno avuto a che fare con questa realtà, e tracciamo, per la prima volta e in maniera ampia ed esaustiva, la storia di un simbolo, la storia di una azienda che fa battere il cuore ancora oggi al solo nominarla. Autodelta è stato un nome leggendario per tutti noi Alfisti e per gli appassionati di quel mondo di corse eroico e anche tragico, magico e spietato, che ha mischiato vita e morte, trionfi e tragedie, e ricca anche di tantissimi aneddoti che ne completano la narrazione stessa.

Quali macchine hanno fatto vibrare di più le vostre corde di Alfisti, le vostre ansie, il vostro tempo?
Un pò tutte, per la verità. In particolare, però, le scattanti, leggere e inarrestabili GTA, simili e pur diverse dalle Giulie GT, dalle più impegnative 33 a 8 cilindri, fino alle monoposto di Formula 1.

I circuiti che vi hanno affascinato oltremodo e che hanno esaltato al massimo i motori, dalla "musica" inconfondibile al primo giro di chiavetta?
Sono tutti da ricordare. L'adrenalina pura l'abbiamo provata sulle tortuose e maledettamente affascinanti gare stradali, in mezzo ai 22 chilometri di Nurburgring, nelle strade assolate della targa Florio, dove si correva a oltre duecento all'ora, vicino alle case e tra il pubblico. I Rally, inoltre, e anche la gare motonautiche, che, non tutti lo sanno, erano un bel reparto dell'Audelta. Ci dispiace solo che questo bel ventennio non venga celebrato abbastanza, come se se ne avesse vergogna, quando, invece, l'Autodelta ha davvero vissuto la sua intensissima storia con un carico di passione, di voglia, di entusiasmo e delusioni inimitabili, cose che abbiamo voluto fortemente raccontare, per la gioia di tutti gli Alfisti e i milioni di innamorati di questo carismatico simbolo dell'industria e dello sport d'Italia.

Il resto, amici lettori, lo scoprirete, ovviamente, leggendo le 616 belle pagine del libro, mentre a noi non resta che fare i più vivi complimenti a Giuseppe e Massimo Colombo.
Il libro è in vendita nelle migliori librerie e su Amazon.

 

Giovanni Labanca

 

 

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