I roof garden più belli: i giardini pensili conquistano le città

Funzionali ed ecologici, i giardini pensili di lontana memoria (vi dice qualcosa Babilonia?) si chiamano oggi roof garden e sono una sfida di creatività per gli architetti paesaggisti e una promessa di vita green per le città.

 

In metropoli sempre più sovraffollate e inquinate, trovare nuovi luoghi per il verde urbano diventa una necessità sempre più sentita: ed ecco il grande successo dei giardini pensili, che colonizzano terrazzi e tetti in edifici di nuova progettazione spesso spettacolari e anche nel settore delle ristrutturazioni.
La loro presenza regala grandi vantaggi alla vita urbana: i roof garden rendono gli edifici più ecologici e funzionali, all’insegna dell’architettura ecosostenibile, riducono l’inquinamento e facilitano l’isolamento termico, oltre ad essere indubbiamente piacevoli dal punto di vista estetico.

E non è finita qui: i tetti giardino trattengono e accumulano dal 50 al 90% dell'acqua piovana che restituiscono all'ambiente per evaporazione. Si è stimato che se le città adottassero in maniera massiccia l'uso dei giardini pensili, diminuirebbero gli allagamenti dovuti alle cosiddette bombe d'acqua, sempre più frequenti.

Se molti dei nuovi progetti sono a dir poco spettacolari, il podio più alto l’ha conquistato una metropoli nostrana, Milano, grazie al Bosco Verticale di Boeri, considerato il grattacielo più bello del mondo.
Il Bosco Verticale si compone di due torri, sviluppate entrambe su pianta rettangolare, che si differenziano in altezza contando 111 metro l’una e 78 metri la seconda. La loro peculiarità, capace di convincere la giuria all’unanimità, è l’integrazione di elementi botanici: gli oltre 8.900 m2 di terrazze ospitano ben oltre 900 specie arboree tra cui 480 alberi di grande e media altezza, 250 alberi di piccole dimensioni, 11.000 fra perenni e tappezzanti, 5.000 arbusti, per oltre 100 specie diverse.

La concentrazione di queste specie botaniche rappresenta un vero e proprio bosco che densifica in altezza aiutando l’assorbimento di polveri e smog oltre che alla produzione di ossigeno nel cuore di una delle città più trafficate del nostro Paese.

Ed è proprio la simbiosi tra natura e architettura la chiave di volta che spiega il grande successo di progetti che vedono come protagonista il giardino, in luoghi dove non ci si aspetterebbe di trovarlo.
Come nel caso dei giardini pensili del Park Royal Hotel a Singapore, vera e propria giungla urbana su sei livelli, per un totale di 15.000 metri quadrati di verde inaspettato.
La sua particolarità è quella di essere dotato di ampie terrazze lussureggianti: alcuni piani sono provvisti di un giardino pensile – con flora locale, cascate e riflessi d’acqua.

 

 

Una delle primi costruzioni moderne di architettura ecosostenibile si trova a Fukuoka in Giappone e si chiama Acros Building: da una parte sembra un anonimo edificio contemporaneo, neppure particolarmente bello, dall’altro lato, invece, si trasforma in un enorme giardino pensile con più di 35.000 piante dislocate su terrazze digradanti. Il verde che ricopre l’Acros Building permette una regolazione costante della temperatura, facendo così diminuire i consumi energetici dell’intero edificio.

Il tetto verde newyorkese più famoso è al momento il Brooklyn Grange Rooftop Farm: più di un semplice giardino è un immenso orto urbano, una vera e propria fattoria sopraelevata nata nel 2009 dall’idea di Ben Flanner e sviluppata con l’aiuto di agronomi, botanici, architetti, volontari e una ditta specializzata in costruzioni ecosostenibili. Con oltre due ettari di tetto coltivati tra il Queens e Brooklyn, il Brooklyn Grange ha venduto più di 40.000 kg di verdura sia ai ristoranti che ai semplici cittadini nei mercati settimanali, cominciando ad estendere la propria attività all’allevamento di galline ovaiole e di api. Quotidianamente vengono organizzati laboratori didattici per le scuole, corsi di formazione e di giardinaggio, mentre alla sera spesso i giardini si trasformano in spazi romantici per cerimonie di nozze, feste o proiezioni cinematografiche, in poche parole aree di socialità a 360 gradi.

 

 

 

 

 

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